Quando Ben Gurion invocava il diritto degli ebrei a difendersi dal nazismo come uomini liberi

Pubblicate le frasi che la censura britannica aveva cancellato da un discorso del 1942.

image_3707“A nome di tutti gli ebrei noi chiediamo a voi, governati di Inghilterra, Russia e Stati Uniti, il nostro diritto ad un esercito ebraico”. Con queste parole David Ben Gurion apriva un suo discorso del 1942 in cui faceva appello alle forze alleate perché permettessero agli ebrei di formare una forza indipendente per combattere contro i nazisti.
Il discorso è stato recentemente rivelato nella sua interezza dagli Archivi delle Forze di Difesa israeliane e dal Ministero della difesa, comprese alcune parti che erano state bocciate dal censore britannico perché facevano riferimento a un’indipendenza ebraica. Ora il testo completo è stato pubblicato on-line dalle Forze di Difesa israeliane, incluse le frasi cancellate dalla censura inglese che qui riportiamo, come quella di apertura.
Ben Gurion continuava il suo discorso affermando “il nostro diritto di combattere contro il nostro più grande nemico in quanto ebrei, in un contesto ebraico, con un’organizzazione ebraica, un quartier generale ebraico, disciplina ebraica e sotto una bandiera ebraica. Le nostre esigenze non saranno soddisfatte dalle briciole che ci vengono consentite qui, per difendere la nostra patria e i paesi circostanti”.
Il regime di Hitler, prevedeva Ben Gurion, verrà sconfitto, ma “noi non sappiamo se la vittoria della democrazia, della libertà e della giustizia non finirà col trovare in Europa un immenso cimitero cosparso delle ossa del nostro popolo, uomini e donne, giovani e vecchi”.
“I delegati del popolo ebraico – proseguiva – sono chiamati oggi da Sion a sfidare, davanti al mondo, lo spargimento del nostro sangue ebraico”. Non sappiamo, diceva Ben Gurion, quanti sono già stati uccisi, e come. Ma il loro eccidio “è dovuto esclusivamente a un’unica colpa: quella di essere ebrei. Giacché solo gli ebrei sono senza difesa, senza soldati”. Questa frase passò il filtro dalla censura, che cancellò invece il successivo riferimento di Ben Gurion a una vera e propria indipendenza e le sue critiche al Libro Bianco varato dalla Gran Bretagna nel 1939: “Giacché gli ebrei non hanno status, non hanno un emblema statale, un esercito ebraico, un’indipendenza ebraica, una patria libera e sicura”.
Ben Gurion scongiurava i leader delle forze alleate di “impedire l’annientamento di una nazione indifesa, incatenata, imprigionata”, e li esortava a lasciar immigrare almeno i bambini ebrei nella Palestina sotto Mandato britannico. “Rigettate le ignobili disposizioni per cui a un ebreo [in fuga] da un paese nemico non è permesso tornare nella sua patria. Finché esisteranno questi decreti vergognosi, finché le porte della nostra terra resteranno sbarrate ai profughi d’Israele, le vostre mani saranno intrise di sangue ebraico, versato nell’inferno nazista”. Tutto cancellato dal censore.
Ben Gurion chiedeva poi che gli inglesi permettessero agli ebrei di combattere contro i nazisti come un esercito ebraico: “Ogni ebreo porterà con orgoglio la stessa gialla, e se incontreremo i nostri fratelli dai ghetti nazisti li porteremo sulle nostre braccia con la stessa gialla. Sarà una vessillo d’onore, un contrassegno di martiri e santi”. E aggiungeva (ma la censura non lo permise): “Non i nazisti ma voi, nazioni civili, ci disonorate dal momento che ci private del nostro diritto come popolo, come nazione eguale alle altre, del nostro diritto di combattere Hitler in quanti ebrei”.
Quello che chiedeva Ben Gurion non era una semplice forza ausiliaria, come la Brigata Ebraica, ma un vero esercito ebraico indipendente, richiesta che venne puntualmente censurata: “Noi vogliamo combattere come un esercito ebraico. Per tutti gli ebrei che non sono chiamati ad arruolarsi in un altro esercito [perché cittadini di paesi in guerra col nazismo], per tutti gli ebrei liberi di scegliere, noi chiediamo il loro diritto umano, il loro diritto all’onore di arruolarsi in un esercito ebraico sotto una bandiera ebraica, come un alleato alla pari delle forze alleate”.
Al culmine del suo discorso, Ben Gurion chiedeva l’indipendenza in Terra d’Israele: “Noi chiediamo non solo il nostro diritto di combattere come ebrei; noi chiediamo il diritto che ha ogni nazione al mondo, piccola o grande che sia, il diritto a una patria indipendente. Tutte quelle vittime non necessarie, tutte le migliaia, le centinaia di migliaia, forse i milioni di vittime sono il prodotto della discriminazione contro la nazione ebraica. Sono le vittime di una nazione che non ha un paese e non ha libertà. Noi vi chiediamo di correggere questo torto: pari dignità nazionale, patria e indipendenza per il popolo ebraico”.
Tutto censurato.
Concludeva Ben Gurion, rivolgendosi direttamente agli ebrei in Europa: “Faremo il possibile per rendervi giustizia e non ci daremo pace fino a quando non vi avremo salvati dai nazisti e dalla atrofia della Diaspora, e non vi avremo portati tutti con noi, nella nostra terra redenta”. Ma anche quest’ultimo riferimento alla “nostra terra redenta” venne cancellato dalla censura.

(Da: YnetNews, 8.4.13)

Si veda anche:

Nei fatidici giorni fra Yom HaShoà e Yom Ha’atzmaut. Dalla schiavitù all’Esodo: ma non è per la Shoà che è nato Israele

http://israele.net/articolo,3415.htm

Israele non è frutto della Shoà. Lo sterminio nazista mise anzi a rischio l’impresa sionista, e Amin al-Husseini lo capì molto bene

http://www.israele.net/articolo,2737.htm

Quel contributo arabo alla Shoà. Un considerevole numero di ebrei non furono salvati a causa della posizione assunta dagli arabi

http://www.israele.net/articolo,2797.htm

Dove Obama sbaglia su Israele e Shoà. Insinuare che il diritto degli ebrei dipende dalla Shoà significa condannare la pace al fallimento

http://www.israele.net/articolo,2516.htm

Herzl: “Il sionismo è l’aiuto che gli ebrei porgono a se stessi”. A centocinquant’anni dalla sua nascita, resta attualissima la forza visionaria e l’approccio profondamente pragmatico del fondatore del sionismo politico

http://www.israele.net/sezione,,2860.htm

È cambiato il mufti, non è cambiata la volontà genocida. Quando Husseini faceva davvero ciò che oggi predica il suo successore Hussein

http://www.israele.net/articolo,3349.htm

Ricordiamo inoltre:

DVD “Israele, una storia per immagini”. Il racconto per notizie e immagini di una vicenda storica che si è dispiegata nel corso di tutta la prima metà del XX secolo. Disponibile per i lettori di israele.net

http://israele.net/sezione,,2477.htm