Resistenza al posto di terrorismo, martiri invece di attentatori suicidi, colonialismo anziché Israele

Un libro dell’Autorità Palestinese insegna come manipolare il linguaggio in senso anti-israeliano.

image_3464Il ministero dell’informazione dell’Autorità Palestinese ha pubblicato un libro che insegna ai palestinesi quali parole devono usare al posto dei “termini velenosi disseminati da israeliani e americani”.
“Per tutto il secolo scorso – si legge nell’introduzione del manuale – la terminologia politica, culturale e dei mass-media è stata uno strumento fondamentale nel conflitto arabo-palestinese/israelo-sionista. […] Particolarmente pericolosa è la penetrazione di termini velenosi nell’opinione pubblica araba e palestinese, che è trascinata nella trappola di usarli senza un attento esame”.
Il libro, intitolato “Terminologia nei mass-media, nella cultura e nella politica” (disponibile anche sul sito web del ministero dell’informazione palestinese), comprende delle pratiche tabelle dove i “termini velenosi” sono affiancati alla parola palestinese “corretta” con cui vanno sostituiti.
Il libro e la scelta dei termini sono estremamente significativi in quanto riflettono in modo accurato e ufficiale le convinzioni politiche e ideologiche dell’Autorità Palestinese. Come Palestinian Media Watch (PMW) documenta da anni, quando si rivolge al proprio pubblico interno l’Autorità Palestinese nega senza mezzi termini il diritto di Israele ad esistere e celebra l’assassinio a sangue freddo di ebrei e israeliani, civili compresi, come eroici atti di “resistenza”.
La guida terminologica pubblicata dall’Autorità Palestinese ribadisce in modo esplicito quelle posizioni ufficiali dell’Autorità Palestinese che governi stranieri e mass-media internazionali tendono per lo più a non capire, o che preferiscono minimizzare o ignorare del tutto.

L’Autorità Palestinese non riconosce il diritto di Israele ad esistere. Di conseguenza l’introduzione del manuale lessicale del ministero dell’informazione palestinese sottolinea la necessità di usare un “corretto” linguaggio palestinese per evitare un lessico che riconosca l’esistenza di Israele, anche solo implicitamente, come “naturale” o scontata. Infatti, dice l’introduzione, “adottando la terminologia israeliana si trasforma l’essenza dell’impresa sionista [leggi: lo stato di Israele] da un’impresa razzista e colonialista in un’impresa di autodeterminazione e indipendenza per il popolo ebraico”. I palestinesi sono dunque esortati a usare sempre termini che indichino Israele come il frutto di “un’impresa razzista e colonialista”. Per questo il libro istruisce i palestinesi a non usare mai il termine ISRAELE da solo, ma sempre in locuzioni come IL COLONIALISMO ISRAELIANO. Usare “Israele” da solo è dannoso, spiega il manuale dell’Autorità Palestinese, perché dà l’idea che Israele sia “uno stato naturale” come tutti gli altri.

Un secondo elemento fondamentale dell’ideologia dell’Autorità Palestinese è il rifiuto di considerare terrorismo gli attentati palestinesi che mirano ad uccidere israeliani a sangue freddo, compresi gli attentati suicidi che fanno strage di civili. Pertanto l’Autorità Palestinese indica i seguenti termini da usare al posto di quelli che si riferiscono al terrorismo:
al posto di TERRORISMO (PALESTINESE), usare RESISTENZA
al posto di TERRORISTA (PALESTINESE) usare MEMBRO DELLA RESISTENZA
al posto di ATTENTATI SUICIDI usare OPERAZIONI CHE ASPIRANO AL MARTIRIO
al posto di VIOLENZE PALESTINESI usare LEGITTIMA RESISTENZA
al posto di MORTO o UCCISO usare MARTIRE (SHAHID)
al posto di VIOLENZA RECIPROCA usare RISPOSTA DELLA RESISTENZA

L’Autorità Palestinese si rifiuta di riconoscere la lotta di Israele contro il terrorismo come auto-difesa. Attraverso la sua terminologia, persegue la sistematica delegittimazione delle misure difensive e delle strutture di sicurezza israeliane, indicando in questo modo come sostituire i termini:
al posto di MINISTERO DELLA DIFESA ISRAELIANO usare MINISTERO DELLA GUERRA ISRAELIANO
al posto di FORZE DI DIFESA ISRAELIANE usare FORZE D’OCCUPAZIONE ISRAELIANE
al posto di BARRIERA DIFENSIVA o DI SEPARAZIONE usare BARRIERA DI SEPARAZIONE RAZZISTA

L’Autorità Palestinese si rifiuta di indicare i cittadini arabo-israeliani come ARABI ISRAELIANI. Scrive il ministero dell’informazione palestinese: “Il termine alternativo da usare al posto di “arabi israeliani” è POPOLO PALESTINESE NEI TERRITORI DEL ‘48. Il termine “territori del ‘48” è un altro eufemismo usato dall’Autorità Palestinese per negare qualunque riconoscimento dello Stato d’Israele (nato nel 1948) e viene utilizzato al posto di ogni altro riferimento alle terre all’interno di Israele. Il termine “territori del ‘48” è in realtà la versione abbreviata dell’espressione completa TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI NEL 1948 (con implicita delegittimazione della nascita stessa dello stato di Israele).

La negazione del diritto ad esistere d’Israele include il rifiuto dell’Autorità Palestinese di riconoscere le migliaia di anni di storia e cultura ebraica in Terra d’Israele. Il libro indica le espressioni palestinesi che devono essere usate al posto di quelle che fanno riferimento a storia e tradizione ebraico-israeliana:
al posto di STELLA DI DAVID usare STELLA A SEI PUNTE
al posto di MURO OCCIDENTALE o DEL PIANTO usare MURO AL-BURAQ
al posto di MONTE DEL TEMPIO usare NOBILE SANTUARIO DI GERUSALEMME
al posto di TERRA PROMESSA usare TERRA DI PALESTINA
al posto di GIUDEA E SAMARIA usare CISGIORDANIA OCCUPATA

Attraverso la sua oculata manipolazione del linguaggio, l’Autorità Palestinese riscrive anche la storia recente. Ecco i termini da sostituire:
al posto di RIDISPIEGAMENTO (ISRAELIANO) usare RITIRO DA TERRITORI OCCUPATI
al posto di PALESTINESI usare POPOLO PALESTINESE
al posto di AUTORITÀ PALESTINESE usare AUTORITÀ NAZIONALE PALESTINESE
al posto di AREE AUTONOME PALESTINESI usare TERRITORI PALESTINESI LIBERATI
al posto di GERUSALEMME EST usare GERUSALEMME ARABA
al posto di TERRITORI CONTESI usare TERRITORI OCCUPATI
al posto di RITORNO (DEI PROFUGHI) usare DIRITTO AL RITORNO (DEI PROFUGHI)
al posto di RIVENDICAZIONI o RICHIESTE PALESTINESI usare DIRITTI PALESTINESI
al posto di AUTORITÀ ISRAELIANE usare AUTORITÀ D’OCCUPAZIONE ISRAELIANE
al posto di CARCERI ISRAELIANE usare CARCERI D’OCCUPAZIONE ISRAELIANE
al posto di LINEA VERDE usare CONFINI DEL 1967

Il libro “Terminologia nei mass-media, nella cultura e nella politica”, edito dall’Autorità Palestinese, afferma e conferma esplicitamente quanto Palestinian Media Watch sostiene e documenta da anni: che la terminologia usata dai leader dell’Autorità Palestinese e dai mass-media sotto il loro controllo (sovente adottata in modo acritico da giornalisti, politici e osservatori internazionali) riflette e rafforza la loro ideologia estremista, violenta e intransigente.

(Da: PMW Bulletin, 19.6.12)

Nell’immagine in alto: Tutta la pubblicistica palestinese nega sistematicamente l’esistenza di Israele, cancellato anche dalle mappe geografiche

Si veda anche:

Celebrare i terroristi coi fondi dell’Unione Europea. In un programma per giovani sulla tv dell’Autorità Palestinese di Abu Mazen

http://www.israele.net/articolo,3458.htm

Se il tuo interlocutore venera i massacratori di innocenti. Ennesimo esempio del gap palestinese fra pace proclamata all’estero e indottrinamento praticato all’interno

http://www.israele.net/articolo,3448.htm

«Tutto Israele è Palestina occupata». Ecco cosa insegnano ai bambini tv e testi scolastici dell’Autorità Palestinese

http://www.israele.net/articolo,3443.htm