Sarebbero risolti all’85% i nodi fra Siria e Israele

Ancora in discussione il confine esatto, la sorte degli insediamenti e i legami Siria-terrorismo

image_2126Secondo un’autorevole fonte israeliana, citata mercoledì dal quotidiano arabo edito a Londra al-Sharq al-Awsat e che avrebbe partecipato ai colloqui ufficiosi fra Israele e Siria mediati dalla Turchia, Gerusalemme e Damasco starebbero discutendo in questo momento della futura linea di confine fra i due paesi, basata sulla situazione precedente la guerra del ’67, e del futuro degli israeliani che oggi vivono sul Golan.
La fonte avrebbe confermato che “sono stati fatti importanti progressi nelle trattative”.
Stando a quanto dichiara, allo stato attuale la futura linea di confine non è ancora ben definita essendoci perlomeno due concezioni diverse al riguardo. I due punti di maggior disaccordo riguarderebbero il tratto di confine corrispondente alla parte nord-orientale del Kinneret (Lago di Tiberiade) e un secondo tratto più a nord. La fonte conferma che i siriani puntano a “toccare le acque del Kinneret” (linea de facto del 4 giugno 1967), mentre gli israeliani di oppongono (attenendosi al confine internazionale del 1922, che corre poco più a est).
Circa gli insediamenti sulle alture del Golan, la fonte israeliana dice che le due parti avrebbero già convenuto che la sovranità siriana sul Golan è un diritto di Damasco e che bisogna trovare una formula creativa che permetta di esercitarla senza causare tensioni insostenibili all’interno di Israele.
Il giornale riferisce che, stando alla fonte, l’85% delle questioni che impediscono la pace fra i due paesi sarebbe già avviato a soluzione. Una delle questioni che invece resterebbe ancora da dirimere è la richiesta israeliana che la Siria si stacchi da Hamas e Hezbollah e interrompa l’alleanza strategica con l’Iran.
“Sono ottimista – ha dichiarato la fonte al giornalista di al-Sharq al-Awsat – Questa richiesta non significa che la Siria debba troncare i rapporti con l’Iran e con i suoi seguaci in Libano e nella striscia di Gaza, bensì che si unisca a coloro che cercano di esercitare un’influenza positiva, in coerenza con le relazioni di pace che si vuole instaurare con Israele. Abbiamo un chiaro esempio di questo – conclude la fonte – e sono i rapporti instaurati fra la Siria e la Turchia non appena Damasco ha ritirato il suo appoggio al PKK” (l’organizzazione terrorista curda che si batte per l’indipendenza dalla Turchia)”.

(Da: YnetNews, 28.05.08)