Scoperti i resti del villaggio delle “Nozze di Cana”, in Galilea

Un villaggio abitato per settecento anni, ben noto sia alla tradizione ebraica che a quella cristiana

image_493La Israel Antiquities Authority ha rinvenuto di recente i resti di quello che viene identificato come il villaggio di Cana, in Galilea, noto sia alla tradizione ebraica che a quella cristiana. Un portavoce dell’Authority ha reso noto martedì che, durante scavi nella sezione occidentale dell’odierna Kfar Kana, un villaggio arabo israeliano nella Bassa Galilea, gli archeologi hanno scoperto resti di edifici, utensili domestici e un mikve (bagno rituale ebraico).
Nel secondo capitolo del Vangelo di Giovanni viene narrato il primo miracolo di Gesù di Nazareth, la trasformazione dell’acqua in vino durante una festa di matrimonio nel villaggio di Cana. Circa cento anni più tardi, dopo la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, Cana fu dimora di molte famiglie sacerdotali ebree e divenne nota con il nome di Elyashiv. In base a dati del secondo secolo, l’abitato sembra essere lo stesso quartiere sacerdotale menzionato nelle Lamentazioni di Elazar Kallir e in un’iscrizione romana a Cesarea.
L’insediamento è stato abitato per settecento anni, nel corso delle epoche ellenistica, romana e bizantina.

(Da: Jerusalem Post, 21.12.04)

Nella foto in alto: L’archeologa israeliana Yardena Alexander mostra un pezzo di vaso in pietra rinvenuto nei recenti scavi a Cana (in Galilea). E’ dello stesso tipo di quelli usati ai tempi dell’episodio delle “Nozze di Cana” narrato nel Vangelo secondo Giovanni.

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