Se Israele può contare solo su se stesso

Un aiuto militare a difesa di Israele è sempre stato improbabile con quasi tutti i presidenti americani.

Di Michael Widlanski

image_3560In piena campagna elettorale il presidente americano Barack Obama ha promesso “assoluta identità di posizioni” fra Israele e Stati Uniti quando si tratterà di fermare la costruzione di una bomba atomica da parte dell’Iran. Molti sperano che tale promessa venga mantenuta. È invece piuttosto improbabile che gli Stati Uniti si lancino in azioni militari contro l’Iran per difendere Israele.
Precedenti presidenti americani ben più propensi ad utilizzare all’estero le forze armate statunitensi – Lyndon Johnson, Ronald Reagan e i due Bush – non impiegarono la forza per proteggere Israele in situazioni in cui questi si trovò gravemente isolato o persino sotto attacco diretto, ed evitarono accuratamente uno scontro con l’Iran e con la Siria.
Nel 1967 Lyndon Johnson, sebbene fosse decisamente pro-Israele, non mandò nemmeno la flotta a forzare il blocco egiziano agli Stretti di Tiran che strangolava Israele (come Washington aveva invece promesso che avrebbe fatto, in cambio del ritiro di Israele da Sharm el Sheik dopo la crisi di Suez del ’56): una flotta che probabilmente avrebbe evitato lo scoppio della guerra dei sei giorni con le sue colossali conseguenze.
Nel 1986 Reagan non esitò ad attaccare con un raid aereo la Libia dopo un attentato terroristico di matrice libica contro soldati americani in Germania; ma due anni prima aveva precipitosamente ritirato le sue forze dal Libano, anziché reagire, dopo gli attentati sponsorizzati da Hezbollah e Siria costati la vita a centinaia di soldati americani e francesi. E con l’Iran era sceso a patti mediante l’intricato (e illegale) affare “Iran-gate” (armi all’Iran in cambio della liberazione di ostaggi americani).
Nel gennaio-febbraio 1991 George Bush padre esercitò enormi pressioni su Israele perché non reagisse contro l’Iraq quando Saddam Hussein bombardava le città israeliane con i missili Scud.
Nel 2007 George Bush figlio preferì lasciare totalmente sulle spalle di Israele il compito di occuparsi del reattore nucleare (nord-coreano) in Siria.
Come direbbe un talmudista, se quegli disinvolti interventisti non fecero ricorso alla forza quando necessario, certamente non lo faranno Obama e la sua amministrazione.
[…] Se dunque un diretto aiuto militare a fronte della minaccia iraniana è sempre stata un’ipotesi improbabile da parte di quasi tutti i precedenti presidenti americani, aspettarsi un tale aiuto dalla Casa Bianca di Obama rasenta la pura fantasia.
L’amministrazione Obama fa circolare l’idea che l’Iran è così pesantemente colpito dalle sanzioni che la sua affamata popolazione si solleverà furibonda e rovescerà gli ayatollah fabbricatori di Bombe. Non ci scommetterei. Decine di migliaia di nord-coreani sono letteralmente morti di fame, negli anni scorsi, ma la Corea del Nord ha ugualmente ottenuto la sua bomba atomica, e poi l’ha usata come merce di scambio per ottenere dall’occidente aiuti alimentari.

(Da: Jerusalem Post, israele.net. 8.10.12)

Nella foto in alto: Michael Widlanski, autore di questo articolo

Si veda anche:

Un paragone istruttivo. Gli iraniani non sono folli, ma non lo erano nemmeno i giapponesi che attaccarono Pearl Harbor

http://www.israele.net/articolo,3555.htm

Quelle provvidenziali 17 tonnellate di esplosivo. Il New Yorker racconta come Israele pose fine al sogno atomico del dittatore siriano Assad

http://www.israele.net/articolo,3538.htm

L’illusione della deterrenza che funziona sempre. Provate a dissuadere millenaristi fondamentalisti, votati alla guerra santa e al suicidio

http://www.israele.net/articolo,3533.htm

«Aspettate, non muovetevi», dicevano nel ’48 e nel ‘67. Le grandi decisioni d’Israele sono state prese in modo indipendente dai voleri della potenza amica

http://www.israele.net/articolo,3515.htm

Condoleezza Rice: La linea di Obama sugli insediamenti ha compromesso il negoziato. L’ex segretario di stato Usa ribadisce: con Olmert a un passo dalla pace, ma Abu Mazen rifiutò

http://www.israele.net/articolo,3275.htm

Cronologia della guerra dei sei giorni: “L’aggressore è colui che rende la guerra inevitabile”

http://www.israele.net/sezione,,1726.htm