Se solo ascoltassimo quello che dicono

Mentre l’occidente crede di “liberare” Gaza, Hamas marcia verso la conquista di tutta la “Palestina”.

Di Barry Rubin

image_2886Ecco cosa ha detto il presidente Barack Obama, dopo il suo incontro col primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Siamo convinti che c’è un modo per garantire che la popolazione di Gaza possa prosperare economicamente, pur garantendo che Israele possa preservare le sue legittime necessità di sicurezza non permettendo che Hamas si procuri missili e armamenti”.
Ora, si confronti questa dichiarazione con ciò che dice il leader del regime che controlla la striscia di Gaza quando spiega la sua strategia generale. E si consideri se c’è un intersezione possibile fra la realtà delle cose e l’agenda di Obama per far prosperare la striscia di Gaza.
Il leader di Hamas Mahmoud al-Zahhar non vuole che qualcuno lo accusi di nascondere il suo punto di vista e i suoi piani. Forse il suo messaggio è rivolto agli autori di tutti quegli articoli della serie “ormai anche Hamas è moderata”. Macché, quelli non gli danno ascolto, e continuano a scrivere di come Hamas sia già diventata moderata o di come la si possa far diventare tale con maggiori concessioni.
Zahhar spiega altresì, a tutti coloro che lo stanno ad ascoltare, quali sono le conseguenze di quello che l’occidente ha appena fatto: accettare sulla costa orientale del mar Mediterraneo un regime estremista islamista, anti-americano, anti-occidentale, repressivo, scagnozzo dell’Iran, terroristico, che opprime le donne, sfratta i cristiani e abusa dei minorenni trasformandoli in futuri attentatori suicidi. Ovvero, ciò che nel discorso occidentale viene indicato come “risolvere la crisi umanitaria”. Questo è il regime il cui dominio Obama propone di far prosperare. Il che mi fa pensare a un Lupetto dei boy-scout che incontra un serial killer.
Zahhar spiega il pandemonio della flottiglia diretta a Gaza e la conseguente ondata di sentimenti anti-israeliani non come un modo per far arrivare più sedie a rotelle nella striscia di Gaza, bensì come il completamento della “fase uno” del suo piano, destinato in futuro a far finire molte più persone di Gaza sulla sedia a rotelle. “Abbiamo liberato Gaza – ha dichiarato in un’intervista al giornale egiziano Al-Wafd del 23 giugno scorso – Ma forse che per questo abbiamo riconosciuto Israele? Abbiamo forse rinunciato alle terre occupate nel 1948 [quelle su cui sorge Israele]? Noi chiediamo la liberazione della Cisgiordania e la creazione di uno stato in Cisgiordania e striscia di Gaza con Gerusalemme come capitale, ma senza riconoscimento [di Israele]. Questa è la chiave: senza riconoscere il nemico israeliano su un solo centimetro di terra […] Il nostro piano per questa fase è liberare ogni centimetro di terra palestinese e creare su di esso uno stato. Il nostro obiettivo ultimo è la Palestina nella sua interezza. Lo dico forte e chiaro, in modo che nessuno mi accusi di usare tatticismi politici: noi non riconosceremo il nemico israeliano”.
Zahhar rivela anche il suo prossimo obiettivo: “Se potessimo liberare il Negev adesso, andremmo avanti [con la guerra]; ma le nostre possibilità attuali ci dicono che, dopo esserci sbarazzati della presenza israeliana a Gaza, dobbiamo farla finita con gli ultimi residui dell’occupazione e passare poi alla Cisgiordania”.
Per inciso, quanti sono in occidente i leader, i politici, gli accademici, i giornalisti, gli attivisti che caldeggiano la fusione di Autorità Palestinese e Hamas in un unico governo? Non è ciò che anche il presidente Obama ha indicato come suo obiettivo? Certo, vorrebbe l’Autorità Palestinese di Abu Mazen al vertice; ma chi scommettereste che uscirebbe vincitore nella battaglia per la Cisgiordania, se Hamas fosse riaccolta nell’Autorità Palestinese? Non sto dicendo che Hamas può prendere il controllo della Cisgiordania, sebbene ciò sia impedito più dagli sforzi di Israele che dall’opposizione dell’Autorità Palestinese. Ma cercherebbe di farlo. E, uscendone frustrata, a un certo punto rilancerebbe la guerra contro Israele.
Hamas cercherebbe anche di contribuire a sovvertire l’Egitto, e si adopererebbe per aiutare l’Iran a diffondere la sua influenza e le sue intimidazioni in tutta la regione. E quando l’Iran otterrà armi nucleari, non proclamerà forse che la striscia di Gaza in mano a Hamas è sotto la sua protezione? Il che, se accadrà, sarà probabilmente un bluff; ma un bluff che porterà il Medio Oriente un passo avanti verso la guerra.
Esiste una qualche possibilità che dei leader occidentali leggano davvero e capiscano il discorso di Zahhar, una qualche possibilità che le sue implicazioni vengano insegnate nelle aule in occidente, una qualche possibilità che venga riportato bene in vista e spiegato sul mass-media occidentali?
Giacché, sia chiaro: Zahhar e Hamas parlano sul serio, ma la maggior parte dei governi occidentali non stanno nemmeno a sentire quello che dicono.

(Da: Global Research in International Affairs, 7.7.10)

Per vedere il video di brani dell’intervista ritrasmessa da Future News TV IL 15 giugno 2010 (con sottotitoli in inglese):

http://www.memritv.org/clip/en/0/0/0/0/0/0/2527htm

Per il testo del “Piano a fasi” dell’Olp (1974) e un suo inquadramento, si veda:
IL PIANO A FASI PER LA DISTRUZIONE DI ISRAELE, in:

http://www.israele.net/articolo,1247.htm

Si veda anche: