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MITZPÉ – OSSERVATORIO
Gli articoli del direttore
MARCO PAGANONI
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» La Knesset ha celebrato mercoledì il suo 63esimo anniversario con una sessione speciale. Il presidente d’Israele Shimon Peres è intervenuto parlando, fra l’altro, delle tensioni con l'Iran. “Desidero rivolgermi al popolo iraniano – ha detto Peres – e dirgli che non siamo nati nemici: potete contare sul nostro aiuto nella vostra lotta per liberarvi dalle catene della dittatura”. Dal canto suo, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto: “Non c'è una democrazia più esemplare, libera e vibrante di quella israeliana: abbiamo uno dei migliori sistemi giudiziari, rispettiamo i diritti dei minoranze e la libertà di espressione di tutti senza discriminazione di religione, razza o sesso”. I parlamentari arabi hanno boicottato la seduta, non prendendovi parte.
09/02/2012

» I parlamentari palestinesi di Hamas nella striscia di Gaza si sono pronunciati, mercoledì, contro l’accordo di riconciliazione firmato con la fazione rivale Fatah, capeggiata dal presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).
09/02/2012

» Il Vaticano ha comunicato che papa Benedetto XVI riceve molti inviti e che una sua visita in Libano è effettivamente all’esame, mentre non vi sono progetti per una visita in Iran. Nella giornata di mercoledì l’agenzia italiana Ansa aveva citato l’ambasciatore iraniano presso la Santa Sede secondo il quale l’Iran ha già invitato il papa dal 2010 e lo accoglierebbe “con entusiasmo”.
09/02/2012

» Siria. Un'autobomba è esplosa mercoledì a Homs, causando diversi morti e feriti. Sarebbero almeno 50 le persone uccise mercoledì in un nuovo assalto lanciato alla città di Homs, bombardata dalle forze del regime per il quinto giorno consecutivo. Lo ha comunicato l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo.
09/02/2012

» “Senza gli iraniani, avremmo perso la guerra del 2006: il loro sostegno ci ha permesso di vincere la guerra contro Israele, la prima vittoria araba contro l'entità sionista”. Lo ha dichiarato mercoledì Hassan Nasrallah, capo dei terroristi islamisti libanesi Hezbollah.
09/02/2012




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24-11-2009
Il cervello tratta l’arabo letterario come una seconda lingua
Un recente studio condotto all’università di Haifa ha rivelato che il cervello tratta l’arabo letterario come una seconda lingua.
Raphiq Ibrahim, dell’Edmond J. Safra Brain Research Center dell’università israeliana, ha scoperto che le differenze cognitive tra le lingue letterarie e quelle parlate è simile alla differenza tra una lingua madre e una seconda lingua. “Questo offre una spiegazione delle difficoltà oggettive e quotidiane che devono affrontare gli studenti di lingua araba quando cercano di imparare a leggere la lingua non parlata”, dice Ibrahim.
La ricerca dell’accademico arabo-israeliano è stata pubblicata nel “Journal of Psychology Research and Behavior Management”.
Come spiega Ibrahim, la lingua araba si differenzia tra lingua parlata quotidiana, che conosce svariati dialetti locali, e arabo letterario scritto o MSA (Modern Standard Arabic). L’arabo letterario è condiviso da tutti coloro che parlano arabo nel mondo e viene imparato in tutte le scuole insieme a lettura e scrittura.
La ricerca mirava ad esaminare lo status cognitivo nel cervello dell’arabo parlato in contrapposizione all’MSA, per mezzo di una tecnica di priming (tracciamento) che esamina l’effetto dell’udire una parola nella propria lingua e l’elaborazione mentale della stessa parola in un’altra lingua. A questo scopo, il ricercatore ha confrontato gli effetti del priming tra MSA, arabo parlato ed ebraico in persone di madre lingua araba che padroneggiano tutte e tre gli idiomi. I risultati hanno mostrato che uno studente la cui prima lingua è l’arabo, ma che parla fluentemente anche l’ebraico, ha un processo cognitivo per l’MSA uguale a quello che presenta con l’ebraico. Dunque, aggiunge Ibrahim, tutti coloro che parlano arabo e conoscono bene anche l’arabo letterario sono da considerare de facto bilingui.
“I risultati di questo studio indicano che le strutture linguistiche dell’MSA, che costituiscono la base per l’apprendimento della lettura araba, sono probabilmente assai poco famigliari al bambino di madrelingua araba quando comincia a imparare a leggere in prima elementare – spiega Ibrahim – Questo rende l’apprendimento della lettura in arabo un compito doppio, in quanto i bambini devono acquisire contemporaneamente un sistema uditivo linguistico oltre ad un complicato sistema linguistico ortografico-visivo”.
Secondo lo studioso dell’Università di Haifa, questo fatto potrebbe avere un effetto negativo sullo sviluppo delle capacità di lettura e potrebbe compromettere i risultati degli studenti alle scuole superiori, specialmente nel caso dei meno dotati.
Tutto ciò suggerisce che l’MSA o arabo letteraio dovrebbe essere insegnato con le tecniche di solito impiegate per l’insegnamento di una seconda lingua. Una di queste tecniche, ad esempio, è l’esposizione uditiva precoce alla seconda lingua, già a partire dall’asilo.

(Da: Jerusalem Post, 04.11.09)

Nella foto in alto: l'Università di Haifa

Indice di Sviluppo Umano: buona la performance di Israele anche quando il dato viene corretto in base alla sostenibilità ambientale


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Gilad Shalit al suo arrivo nella base israeliana di Tel Nof, ricevuto da Netanyahu (clicca sulla foto per il commento di Marco Paganoni)