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| 24-11-2009 |
| Il cervello tratta l’arabo letterario come una seconda lingua |
Un recente studio condotto all’università di Haifa ha rivelato che il cervello tratta l’arabo letterario come una seconda lingua.
Raphiq Ibrahim, dell’Edmond J. Safra Brain Research Center dell’università israeliana, ha scoperto che le differenze cognitive tra le lingue letterarie e quelle parlate è simile alla differenza tra una lingua madre e una seconda lingua. “Questo offre una spiegazione delle difficoltà oggettive e quotidiane che devono affrontare gli studenti di lingua araba quando cercano di imparare a leggere la lingua non parlata”, dice Ibrahim.
La ricerca dell’accademico arabo-israeliano è stata pubblicata nel “Journal of Psychology Research and Behavior Management”.
Come spiega Ibrahim, la lingua araba si differenzia tra lingua parlata quotidiana, che conosce svariati dialetti locali, e arabo letterario scritto o MSA (Modern Standard Arabic). L’arabo letterario è condiviso da tutti coloro che parlano arabo nel mondo e viene imparato in tutte le scuole insieme a lettura e scrittura.
La ricerca mirava ad esaminare lo status cognitivo nel cervello dell’arabo parlato in contrapposizione all’MSA, per mezzo di una tecnica di priming (tracciamento) che esamina l’effetto dell’udire una parola nella propria lingua e l’elaborazione mentale della stessa parola in un’altra lingua. A questo scopo, il ricercatore ha confrontato gli effetti del priming tra MSA, arabo parlato ed ebraico in persone di madre lingua araba che padroneggiano tutte e tre gli idiomi. I risultati hanno mostrato che uno studente la cui prima lingua è l’arabo, ma che parla fluentemente anche l’ebraico, ha un processo cognitivo per l’MSA uguale a quello che presenta con l’ebraico. Dunque, aggiunge Ibrahim, tutti coloro che parlano arabo e conoscono bene anche l’arabo letterario sono da considerare de facto bilingui.
“I risultati di questo studio indicano che le strutture linguistiche dell’MSA, che costituiscono la base per l’apprendimento della lettura araba, sono probabilmente assai poco famigliari al bambino di madrelingua araba quando comincia a imparare a leggere in prima elementare – spiega Ibrahim – Questo rende l’apprendimento della lettura in arabo un compito doppio, in quanto i bambini devono acquisire contemporaneamente un sistema uditivo linguistico oltre ad un complicato sistema linguistico ortografico-visivo”.
Secondo lo studioso dell’Università di Haifa, questo fatto potrebbe avere un effetto negativo sullo sviluppo delle capacità di lettura e potrebbe compromettere i risultati degli studenti alle scuole superiori, specialmente nel caso dei meno dotati.
Tutto ciò suggerisce che l’MSA o arabo letteraio dovrebbe essere insegnato con le tecniche di solito impiegate per l’insegnamento di una seconda lingua. Una di queste tecniche, ad esempio, è l’esposizione uditiva precoce alla seconda lingua, già a partire dall’asilo.
(Da: Jerusalem Post, 04.11.09)
Nella foto in alto: l'Università di Haifa |
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