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» Stanziati 845 milioni di shekel (173 milioni di euro) per il risanamento e lo sviluppo turistico del Mar Morto. Lo ha annunciato lunedì il ministro del turismo israeliano, Stas Misezhnikov.
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» In apertura della riunione settimanale del gruppo parlamentare del Likud, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato l’Autorità Palestinese a scegliere tra Hamas e la pace “perché le due cose non possono stare insieme”. Riferendosi all'accordo firmato a Doha tra Fatah e Hamas, Netanyahu ha aggiunto: “Se Mahmoud Abbas (Abu Mazen) mette in pratica questo accordo, vorrà dire che abbandona il processo di pace”.
07/02/2012

» Siria. Ripresi all’alba di lunedì i bombardamenti dell'esercito siriano sulla città di Homs, mentre centinaia di carri armati del regime hanno preso d'assalto la città di Zabadani, nella provincia di Damasco. Secondo un bilancio provvisorio del Consiglio nazionale dell’opposizione siriana, si conterebbero una settantina di morti.
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» Gli Stati Uniti hanno chiuso la loro ambasciata a Damasco ed evacuato i loro ultimi funzionari presenti in Siria “visto il perdurare delle violenze e il deterioramento delle condizioni di sicurezza”. Anche Londra ha richiamata il suo ambasciatore da Damasco.
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13-05-2005
Tutta Israele a piedi, da Dan ad Eilat
Da un articolo di Shaul e Yonatan
L’Israel Trail è un percorso di trekking lungo 850 km, che va dal kibbutz Dan, nell’estremo nord del paese, fino ad Eilat nell’estremo sud. Garantiamo che se doveste accettare il nostro consiglio e viaggiare a piedi come abbiamo fatto noi (alcuni preferiscono una 4x4 o la bicicletta), sarà comunque un’esperienza indimenticabile, anche se siete già trekker esperti.
E’ consigliabile partire in settembre od ottobre, o in marzo-aprile, perché riteniamo sia meglio viaggiare da nord a sud (è meglio finire il viaggio ad Eilat e tuffarsi nel Mar Rosso che finire al kibbutz Dan e tornare a casa immediatamente).
Raccomandiamo settembre-ottobre, quando non fa troppo freddo al nord. Inoltre, quando vi dirigete al sud, sarà già autunno e anche nel Negev e nel deserto di Arava non farà troppo caldo.
Noi ci abbiamo messo 42 giorni, ma il viaggio può essere anche più lento o più veloce. Abbiamo camminato per circa 20 km al giorno, anche se in certi giorni coprivamo una distanza doppia (sarete sorpresi di vedere di che cosa è capace il corpo umano).
Avevamo anche deciso di camminare solo sei giorni la settimana e di riposare il sabato. Si raccomanda di riposare almeno un giorno la settimana: fa bene al corpo e all’anima, e fa sembrare il viaggio diverso da una corsa contro il tempo.
Scegliere un partner adatto è essenziale alla riuscita del viaggio. Yonatan ed io siamo amici fin dalle elementari, e questo ha fatto sì che non solo abbiamo terminato il viaggio, ma ci siamo divertiti moltissimo. Quando si parte per un viaggio di questo genere con qualcuno che si conosce molto bene, si è sicuri di avere una persona di cui ci si può fidare e a cui appoggiarsi quando ci sono difficoltà, e con cui chiacchierare quando compare un po’ di noia. Quindi, suggeriamo che cerchiate di convincere un amico, piuttosto che cercare un partner di trekking su internet. Tuttavia, se volete proprio cercarlo su internet, dovreste cercare di formare un piccolo gruppo, diciamo quattro persone, e comunque in numero pari.
L’aspetto fisico del viaggio ci rendeva un po’ timorosi prima dell’inizio. Mi ricordo di aver pensato, vedendo il monte Meron e il monte Tabor mentre ci recavamo al punto di partenza, “come farò a scalare quelle montagne?”. Ma è saltato fuori che scalare quelle montagne non è stato difficile per Yonatan e per me, e nessuno di noi due ha un addestramento da unità militare di combattimento. Non siamo nemmeno molto sportivi, ma abbiamo scoperto che la forza di volontà è più importante della forza fisica.
L’inizio del viaggio è stato un po’ faticoso, e la prima settimana si sente dolore in muscoli che non si sapeva di avere. Ma poi il dolore passa, e la camminata diventa più piacevole ogni giorno.
Dovete anche sapere che Yonatan e io abbiamo perso una decina di chili, nel viaggio, quindi, se non vi divertirete, almeno se ne avvantaggerà la vostra linea.
Molto importante: prima del viaggio, abbiamo passato una settimana a esaminare mappe, a pianificare il nostro itinerario, a segnare le sorgenti d’acqua e le aree dove fermarsi a dormire.
La mappa e la guida ai sentieri di Israele di Zvi Gilat è molto utile, ma attenzione ad acquistare l’edizione aggiornata.
L’Israel Trail ci sarebbe sembrata completamente diversa se non avessimo portato tanto peso sulle spalle e ogni volta che venivamo superati da trekker che portavano solo zaini piccoli e leggeri potevamo solo roderci il fegato. Uno zaino leggero può aiutare a saltare sulle pietre per guadare un torrente, a piegarsi per allacciare una scarpa o a scendere da una discesa scivolosa e ripida.
Avere acqua a sufficienza è un punto chiave, e quanto più siete a sud, tanto maggiore sarà il consumo d’ acqua. Nelle zone settentrionali, 3-4 litri d’acqua a persona al giorno sono sufficienti sia per bere che per cucinare. Nel sud, specialmente se viaggiate in maggio, dovete contare su 9-12 litri al giorno. E’ un mucchio di peso, quindi è bene piazzare bottiglie d’acqua lungo il sentiero in anticipo, o avere qualcuno che ve le porti a un certo punto. Io raccomando le bottiglie da due litri, e dovreste anche acquistare sacche d’acqua con un tubo attaccato. E’ molto comodo, si può bere camminando, senza dover tirar fuori le bottiglie dallo zaino.
La Israel Trail non attraversa la Linea Verde tra Israele e i territori, quindi non ci siamo sentiti obbligati a portare un’arma, anche se conosciamo gente che, avendo ricevuto un permesso dall’esercito, ha portato in viaggio il suo M-16. Secondo noi è inutile e scomodo.
In ogni caso, è consigliabile fare una lista di numeri telefonici, compreso quello del Comitato dei sentieri (Danny Gesper: 972.3.638.8719), una lista di scuole campestri o di rangers di cui potreste aver bisogno nel viaggio, e il numero telefonico della “situation room” del ministero dell’istruzione, in caso di emergenza.
Nella parte settentrionale della nostra spedizione abbiamo sempre fatto il possibile per dormire nelle città vicine, e nel sud in aree di campeggio o sul sentiero stesso. Cercate di organizzare il viaggio in modo da dormire vicino a una fonte d’acqua, e non dormite sulle cime aperte delle montagne o nelle valli, perché nel nord sono zone che possono essere molto fredde. Ad ogni modo, dormire su un pendio può essere molto divertente, anche se chiamarlo “dormire” è un po’ esagerato.
Cercate di programmare il viaggio in modo da godervi i luoghi di riposo, come il lago di Tiberiade, magari anche a casa di amici. Inoltre, scegliete certe destinazioni in cui potrete dare e ricevere attrezzatura, come mappe, film e bombolette di gas. In questo modo porterete meno peso e vi divertirete di più.
Prima di imbarcarvi sulla Israel Trail dovete stabilire alcune regole per il viaggio, a cui vi sforzerete di attenervi (come: non fare autostop o non fare la doccia tutti i giorni).
Quando incontrate gente per strada e dite che andate a piedi dal kibbutz Dan a Eilat, qualcuno farà una faccia strana, altri sorrideranno e vi faranno i complimenti, altri chiederanno semplicemente “perché?”. Ma nessuno rimarrà indifferente, perché state facendo una cosa eccezionale.

(Da: Ynet, 11.05.05)

Nella foto in alto: Il Monte Tabor, sul percorso di trakking "Israel Trail"

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Gilad Shalit al suo arrivo nella base israeliana di Tel Nof, ricevuto da Netanyahu (clicca sulla foto per il commento di Marco Paganoni)