Sezione: News

L’aggiornamento quotidiano di www.israele.net riprenderà regolarmente martedì 1 agosto.

“Gerusalemme è una linea rossa che non deve essere valicata”. Lo ha detto domenica il Segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul-Gheit, a proposito dei recenti fatti al Monte del Tempio. Il riferimento, però, non è al sanguinoso attentato (che Aboul-Gheit non cita) perpetrato lo scorso 14 luglio da tre terroristi arabi usciti armati dalla moschea al-Aqsa, bensì ai metal detector installati successivamente dalle autorità israeliane. “Israele sta giocando con il fuoco”, ha minacciato Aboul-Gheit.

I musulmani rifiutano le telecamere di sorveglianza proposte dalle autorità di sicurezza israeliane come possibile alternativa ai metal detector (installati agli ingressi del Monte del Tempio dopo l’attentato del 14 luglio perpetrato con armi introdotte nella mosche al-Aqsa). Sabato sera, in un’intervista in arabo alla tv al-Jazeera, il Coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori Yoav Mordechai aveva detto che Israele sta cercando mezzi alternativi ai metal detector per garantire la sicurezza di coloro che si recano al Monte del Tempio e impedire ulteriori attentati. Domenica mattina la polizia israeliana ha posizionato a uno degli ingressi del complesso telecamere speciali in grado di identificare chi cerca di entrare nel luogo santo con coltelli, armi, bombe a mano o altri oggetti sospetti. Tuttavia autorità e fedeli islamici si sono rifiutati di passare, minacciando di continuare le proteste violente. In un comunicato ufficiale, il Waqf e il Supremo Consiglio musulmano, insieme al Mufti di Gerusalemme, hanno dichiarato: “Confermiamo il nostro totale rifiuto dei metal detector e di tutte le nuove misure dell’occupazione”. Uno degli sceicchi interpellato sul posto da YnetNews ha detto che “la nuova misura è peggio dei metal detector” e che “noi non accetteremo nessun controllo”. Mahmoud, un abitante di Gerusalemme est, ha affermato a YnetNews: “Non accetteremo di entrare nella moschea di al-Aqsa attraverso nessun controllo: non siamo criminali e non vogliamo essere umiliati”. Nella giornata di domenica, folle di fedeli musulmani si sono radunate davanti agli ingressi gridando “Khaybar, Khaybar, ya yahud, Jaish Muhammad, sa yahud,” che significa: “Ricordate Khaybar, voi ebrei, l’esercito di Maometto sta tornando” (riferimento a una battaglia del VII secolo in Arabia, con espulsione di ebrei ). Nelle località arabo-israeliane di Baqa al-Gharbiyye, Qalansawe, Tayibe e Nazareth, dove i manifestanti hanno organizzato proteste pacifiche, ovviamente non si sono avuti scontri con la polizia. Anche qui i dimostranti interpellati da YnetNews hanno detto che “è offensivo e insultante far passare attraverso un metal detector chi va alla moschea per pregar”, che “il governo (israeliano) ci tratta come criminali ed è una vergogna” e che “i metal detector sono razzisti e servono per umiliarci”. Nessun commento sul fatto che vengano usati senza problemi in tutto il resto del mondo.

Un razzo palestinese sparato nelle prime ore di domenica mattina dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto su un’area non edificata di Sha’ar HaNegev.

I tre israeliani assassinati nella loro casa a Halamish, venerdì sera, sono Yosef Salomon, 70 anni, e i suoi figli Haya Salomon, 46 anni, e Elad Salomon, 36 anni. La moglie di Yosef, Tovah Salomon, 68 anni, è rimasta gravemente ferita nell’attentato. “Sono stati uccisi in un atto di terrorismo perpetrato da una persona trasformata in animale da una campagna di istigazione all’odio selvaggio”, ha commentato sabato sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato 25 membri di Hamas, sabato notte, fra cui alcuni esponenti di alto livello dell’ala dell’organizzazione terroristica attiva in Cisgiordania.

Un palestinese armato di coltello è stato arrestato in tempo, sabato sera, a un posto di controllo israeliano presso la Grotta dei Patriarchi di Hebron, prima che potesse causare vittime.

Secondo fonti palestinesi, un palestinese è morto, sabato sera ad al-Eizariya, in circostanze ancora poco chiare, durante violenti scontri scatenatati a Gerusalemme e dintorni dai manifestanti contrari ai metal detector anti-terrorismo installati agli ingressi del Monte del Tempio (dopo che lo scorso 14 luglio tre terroristi arabi hanno usato la moschea al-Aqsa per nascondere e consegnare le armi con cui hanno ucciso a sangue freddo due poliziotti israeliani). Un secondo palestinese sarebbe rimasto ucciso sabato sera ad Abu Dis dalla deflagrazione prematura dell’ordigno molotov che stava lanciando.

La “Giornata della rabbia” indetta da tutte le fazioni palestinesi, e alimentata da una settimana di virulenta campagna propagandistica politica e religiosa contro i metal detector anti-terroristi installati agli ingressi del Monte del Tempio, ha ottenuto lo spargimento di sangue che cercava: venerdì sono scoppiati i preannunciati scontri fra manifestanti violenti e forze di sicurezza israeliane sia a Gerusalemme che in Cisgiordania, causando la morte di tre palestinesi a Ras al-Amud, At-Tur e Abu Dis, stando all’agenzia palestinese Maan. Ancora da chiarire le circostanze esatte dei decessi, ma i palestinesi hanno subito sepolto i corpi senza permettere indagini autoptiche. Venerdì sera un terrorista palestinese ha trucidato una famiglia di israeliani facendo irruzione nella loro casa a Halamish (Neveh Tzuf). Uccisi a pugnalate, mentre consumavano la cena famigliare di Shabbat, un uomo di 70 anni, suo figlio e sua figlia, entrambi sui 40 anni. Ferita gravemente la moglie, di 68 anni. Vedi immagini su YnetNews. Il terrorista è stato intercettato e ferito dalle forze di sicurezza israeliane. Prima dell’attentato aveva postato su Facebook: “Ho solo un coltello e risponderò all’appello per la moschea al-Aqsa. I figli di scimmie e maiali [gli ebrei] non aprono le porte della al-Aqsa. Spero che altri uomini verranno dopo di me”. Hamas ha celebrato “l’eroico attacco”. Sempre venerdì, il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha ordinato la sospensione di tutti i contatti ufficiali con Israele finché non verranno rimossi i metal detector (installati dopo il mortale attentato di una settimana fa).

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha telefonato giovedì sera al presidente israeliano Reuven Rivlin per esortare Israele a rimuovere al più presto i metal detector al Monte del Tempio “in nome della libertà di religione e di culto dei musulmani”. Rivlin ha ricordato al suo omologo turco che l’attentato di venerdì scorso in un luogo sacro per tre religioni è intollerabile e ha superato ogni limite, minacciando la capacità di tutti di vivere insieme. Rivlin ha anche ricordato a Erdogan che, dopo ogni attacco terroristico in Turchia, Israele ha sempre prontamente condannato quegli attentati e che si aspettava di sentire un’analoga condanna da parte della Turchia. Rivlin ha poi sottolineato che Israele preserva e continuerà a preservare lo status quo nei luoghi santi, aggiungendo che le misure adottate al Monte del Tempio hanno l’unico scopo di garantire che atti di terrore non abbiano a ripetersi.