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Su base annua, nel quarto trimestre del 2016 il Pil israeliano è cresciuto del 6,2% grazie a robuste esportazioni ma anche a un aumento dei consumi interni. E’ quanto emerge dai dati diffusi giovedì dall’Ufficio Centrale di Statistica israeliano. La crescita sull’intero anno dovrebbe attestarsi al 4,0%, di più del 3,8% stimato in precedenza. Combinati con il dato di un’inflazione più elevata del previsto, i numeri della crescita economica potrebbero spingere la Banca d’Israele ad alzare i tassi d’interesse a un ritmo più rapido di quanto previsto al momento.

“L’annessione di tutte le terre di Giudea e Samaria porterebbe alla fine dello stato ebraico e certamente è una cosa che nessuno propone”. Lo ha affermato giovedì la ministra israeliana della giustizia Ayelet Shaked (di Bayit Yehudi) intervistata da Israel Radio. Shaked ha aggiunto: “Se annettere tutta la Giudea e la Samaria sarebbe sbagliato, possiamo invece annettere l’Area C dove si trovano 450mila ebrei e 90mila arabi. Israele può senz’altro concedere la cittadinanza ad altri 90.000 arabi, mentre le Aree A e B dovrebbe entrare a far parte di una confederazione regionale. Israele non deve portare il peso della soluzione tutto sulle sue spalle”.

“Siamo assolutamente a favore di una soluzione a due stati, ma stiamo anche valutando le alternative pensando fuori dagli schemi”. Lo ha detto Nikki Haley, ambasciatrice degli Stati Uniti all’Onu, parlando giovedì coi giornalisti.

“L’ho detto in precedenza e lo ripeto di nuovo qui: non intendo annettere 2,5 milioni di palestinesi in Israele. Non voglio che siano nostri cittadini”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti israeliani e stranieri poco dopo l’incontro alla Casa Bianca con il presidente Usa Donald Trump. Ribadendo le dichiarazioni fatte nella conferenza stampa congiunta con Trump, Netanyahu ha detto che le sue posizioni circa uno stato palestinese non sono cambiate dal suo discorso del 2009 all’Università Bar-Ilan in cui accettava in linea di principio la creazione di uno stato palestinese che fosse smilitarizzato e riconoscesse Israele come stato nazionale del popolo ebraico.

Il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman si è rivolto giovedì ai residenti della striscia di Gaza scrivendo in arabo sul sito web del Coordinatore per le attività governative nei Territori che Israele potrebbe accettare la costruzione a Gaza di un porto, di un aeroporto e di zone industriali, con la creazione di 40mila posti di lavoro, se Hamas accettasse di disarmare, cancellare dalla sua Carta costitutiva l’articolo che propugna la distruzione di Israele, e restituire i tre israeliani trattenuti a Gaza come ostaggi dopo esservi entrati di loro volontà (Abera Mengistu, Hisham al-Sayed e Jumaa Ibrahim Abu-Ghanima) e le salme dei due soldati Oron Shaul e Hadar Goldin, morti nella guerra anti-terrorismo dell’estate 2014.

In un discorso giovedì alla tv libanese al-Manar, il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah ha minacciato di bombardare coi missili il reattore nucleare israeliano di Dimona (nel sud del paese). “Le nostre capacità militari colpiranno Israele e i suoi insediamenti” ha aggiunto Nasrallah, che l’anno scorso aveva fatto una minaccia simile contro il serbatoio di ammoniaca di Haifa.

Gli appelli dei capi iraniani per la distruzione di Israele non sono diminuiti “di una virgola” nei 20 mesi trascorsi da quando è stato firmato l’accordo sul nucleare di Teheran, per cui sbagliavano coloro che sostenevano che l’accordo avrebbe moderato gli atteggiamenti iraniani. Lo ha detto mercoledì l’ex direttore generale del Ministero degli esteri israeliano Dore Gold, presentando un rapporto del Jerusalem Center for Public Affairs che riporta una dettagliata raccolta di dichiarazioni minacciose fatte da dirigenti iraniani, a partire dalla Guida Suprema l’ayatollah Khamenei.

Terroristi jihadisti hanno ucciso, giovedì, un insegnante cristiano copto di una scuola nel nord del Sinai. Si tratta della seconda uccisione di un cristiano in meno di una settimana nella penisola egiziana, hanno detto i funzionari del Cairo. Gamal Tawfiq, 50 anni, è stato colpito alla testa da due terroristi in moto che lo hanno affiancato mente si recava da casa alla scuola El-Samran, nella città di el-Arish.

Il presidente Usa Donald Trump starebbe valutando di ospitare un vertice dei capi di stato arabi a Washington per discutere la ripresa del processo di pace israelo-palestinese sotto auspici regionali. Lo ha scritto giovedì il quotidiano arabo edito a Londra Al-Hayat.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto mercoledì al presidente Usa Donald Trump di riconoscere la sovranità di Israele sulle alture del Golan, conquistate alla Siria nella guerra difensiva del giugno 1967 e difese da un nuovo attacco siriano nella guerra dell’ottobre 1973. Nel corso di un briefing con i giornalisti israeliani e stranieri dopo l’incontro con Trump alla Casa Bianca, Netanyahu ha detto che il presidente degli Stati Uniti “non è sembrato sorpreso dalla mia richiesta”.