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Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha incaricato il suo governo di mettere in atto la nuova legge che vieta l’uso nel paese di qualsiasi prodotto israeliano, compresi hardware o software. Lo ha riferito martedì l’agenzia di stampa Fars spiegando che la legge, approvata all’unanimità dai parlamentari iraniani la scorsa settimana, definisce qualsiasi collaborazione con Israele “equivalente a un atto di ostilità verso Dio e di corruzione sulla terra”. Come ha dettagliatamente spiegato David Horovitz su Times of Israel, una rigorosa applicazione di questa legge “farebbe arretrare l’Iran di 50 anni: niente computer, internet, telefoni cellulari, sanità devastata e nessuna più BMW”.

Gli scienziati dell’Israel Institute for Biological Research, gestito dal Ministero della difesa, hanno comunicato che gli analoghi di due farmaci progettati per trattare la malattia di Gaucher risultano efficaci contro il coronavirus e potrebbero potenzialmente funzionare come terapia antivirale ad ampio spettro per il SARS-CoV-2 in un’eventuale seconda ondata. Gli scienziati hanno scoperto che il trattamento antivirale con entrambi i farmaci porta a una significativa riduzione della capacità di replicazione del coronavirus e distruzione della cellula infetta. Il team ha trovato risultati simili durante il test degli analoghi su influenza A, febbre del Nilo occidentale e Sinbis virus, il che indica un loro potenziale uso nel trattamento di varie malattie virali, compresi eventuali futuri focolai di nuovi virus, una volta che saranno clinicamente approvati. Il rapporto dell’Israel Institute for Biological Research è stato pubblicato su BioRxiv. Ora gli scienziati stanno testando i farmaci sugli animali per vedere se ottengono gli stessi risultati. In tal caso il trattamento potrebbe essere disponibile abbastanza rapidamente poiché gli analoghi dei composti specifici testati sono già stati studiati clinicamente. L’Israel Institute for Biological Research è in prima linea nella lotta contro il coronaviruss in dall’inizio dell’epidemia, registrando progressi anche nel campo della terapia con  anticorpi e nella ricerca del vaccino.

Gli Ulpan (corsi di lingua ebraica) per i nuovi immigrati in Israele riprenderanno domenica a seguito della richiesta avanzata dalla ministra per aliyà e integrazione, Penina Tamano-Shata, al ministro della sanità Yuli Edelstein e al capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Meir ben Shabbat.

Nel giorno in cui è terminata la collaborazione del Mossad nella lotta al coronavirus, è stato reso noto che il servizio segreto israeliano ha procurato al paese, attraverso i suoi canali e le sue relazioni riservate, 80 milioni di mascherine più altri 14 milioni in arrivo, 180 milioni di guanti, centinaia di milioni di farmaci, 1.300 ventilatori più altri 4.700 in arrivo tra giugno e ottobre (in tempo per l’eventuale seconda ondata) e circa due milioni di kit per test del coronavirus.

L’amministrazione civile israeliana ha fatto demolire, martedì, una struttura in legno che era stata costruita senza i necessari permessi da residenti ebrei nel quartiere Tel Rumeida di Hebron (Cisgiordania).

Secondo fonti locali palestinesi, un adolescente palestinese è rimasto ucciso dall’esplosione di un ordigno a cui stava lavorando, a Beit Lahia, nella striscia di Gaza settentrionale.

Almeno tre gruppi di palloni incendiari ed esplosivi sono stati lanciati dalla striscia di Gaza verso Israele, stando a quanto annunciato lunedì dal gruppo terroristico palestinese Ahfad al-Nasser. Il gruppo ha minacciato di trasformare “in un inferno” le comunità israeliane attorno a Gaza se Israele non invierà forniture mediche anti-coronavirus entro 72 ore. (In realtà, sin dagli inizi dell’epidemia una squadra speciale formata dal Ministero della sanità israeliano ha facilitato l’ingresso a Gaza di attrezzature mediche, compresa la creazione di un ospedale da campo per pazienti covid-19). Il lancio di aerostati incendiari si era fatto sporadico negli ultimi mesi. L’ultimo caso del genere era stato annunciato dalle unità incendiare palestinesi alla fine di aprile.

La Banca d’Israele ha lasciato invariato il tasso d’interesse a 0,1%, affermando che il danno economico derivante dall’epidemia di coronavirus sarà probabilmente inferiore a quanto inizialmente temuto. In una versione aggiornata delle sue stime, la Banca d’Israele prevede che l’economia israeliana si contrarrà quest’anno del 4,5%, contro il meno 5,3% che aveva stimato lo scorso 6 aprile quando per la prima volta in cinque anni aveva tagliato il tasso sotto lo 0,25%. Nell’ipotesi che non ci siano nuove ondate di contagi, per il 2021 la Banca d’Israele prevede una crescita economica del 6,8% (contro l’8,7% stimato prima dell’epidemia). In ogni caso, aggiunge la Banca, “il tasso di disoccupazione alla fine del 2021 sarà superiore a quello che era poco prima della crisi”.

Dall’inizio della guerra civile in Siria nel marzo 2011, il regime iraniano ha speso circa 30 miliardi di dollari per rafforzare il regime del presidente Bashar Assad. Lo ha rivelato il parlamentare iraniano Heshmatollah Falahatpisheh, già membro del Comitato sicurezza e politica estera del governo di Teheran, in un’intervista pubblicata mercoledì scorso dal quotidiano iraniano Etemad. Secondo l’agenzia di stampa Bloomberg, Falahatpisheh ha detto che Teheran si aspetta che Damasco “restituisca l’investimento”, senza tuttavia spiegare come ciò potrebbe accadere. La cifra, ha osservato Bloomberg, è circa il doppio del budget 2019 della difesa iraniana, che a sua volta, secondo il Fondo Monetario Internazionale, equivale a circa il 6,5% del Pil iraniano dell’anno precedente.

Con una lettera al CEO di Twitter, Jack Dorsey, la neo ministra israeliana per gli affari strategici Orit Farkash-Hacohen ha chiesto la “sospensione immediata” dell’account della Guida Suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, “per la sua costante pubblicazione di post antisemiti e genocidi”. Fra gli esempi citati, i recenti post in cui Khamenei ha invocato “l’eliminazione dell’entità sionista” definendola “una mortale formazione cancerosa che deve essere sradicata e distrutta”. Khamenei ha anche scritto che “il regime sionista è una realtà con cui la regione deve fare i conti” così come “deve fare i conti con la realtà del coronavirus: deve essere accettato o combattuto? Il sionismo deve essere estirpato”. “Le norme di Twitter contro l’odio in rete – afferma l’ufficio della ministra Farkash-Hacohen – non permettono che un utente promuova la violenza o attacchi direttamente o minacci altre persone in base a razza, etnia, origine nazionale o appartenenza religiosa, o esorti a omicidi di massa”.