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“Nel corso degli anni, Gerusalemme è stata la capitale nazionale solo del popolo ebraico e mai di nessun altro, e solamente sotto il nostro controllo ha goduto della libertà di religione”. Lo ha detto mercoledì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intervenendo a una speciale sessione della Knesset in occasione della Giornata di Gerusalemme, 50esimo anniversario (secondo il calendario ebraico) della riunificazione di Gerusalemme, avvenuta il 7 giugno 1967 durante la guerra dei sei giorni, dopo 19 anni di occupazione giordana della parte vecchia della città. “Prima – ha ricordato Netanyahu – la parte est era abbandonato e in crisi perenne” a agli ebrei era vietato accedere ai loro luoghi santi. “La riunificazione ha posto fine a un’ingiustizia storica – ha aggiunto Netanyahu – e quanto realizzarono i coraggiosi combattenti di 50 anni fa non è destinato a cambiare. Il Monte del Tempio e il Muro Occidentale rimarranno per sempre sotto sovranità israeliana”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto mercoledì che gli Stati Uniti si sono impegnati a preservare il vitale vantaggio militare qualitativo di Israele in Medio Oriente aggiungendo 75 milioni di dollari ai programmi di difesa missilistica israeliani. La notizia giunge dopo che Israele aveva espresso viva preoccupazione per il nuovo contratto per forniture d’armi Usa all’Arabia Saudita da 110 miliardi di dollari. “Apprezziamo molto l’importante supporto americano – ha detto Netanyahu – Ma desidero sottolineare ancora una volta che la storia ha dimostrato che la sicurezza di Israele dipende innanzitutto dalla nostra capacità di difenderci contro ogni minaccia con le nostre forze”.

Il leader dell’opposizione laburista israeliana, Isaac Herzog, ha esortato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a riprendere colloqui di pace con i palestinesi promettendo il sostegno dell’opposizione se perseguirà un piano “sincero e coraggioso” per raggiungere una soluzione “a due stati”. “Nel 50esimo anniversario della Guerra dei sei giorni – ha detto Herzog – è ora di liberarsi del pesante fardello di milioni di palestinesi e garantire la duratura esistenza dello stato di Israele come uno stato ebraico e democratico, patria nazionale del popolo ebraico, per le generazioni future”.

Due palestinesi provenienti da Jenin sono stati sorpresi in tempo, mercoledì, a un posto di controllo in Cisgiordania, con addosso ordigni esplosivi artigianali.

La Municipalità di Tel Aviv ha illuminato la facciata della propria sede, martedì sera, coi colori della bandiera del Regno Unito in segno di solidarietà con la città di Manchester, colpita dall’attentato jihadista che ha ucciso 22 persone durante un concerto. Vedi le foto su Jerusalem Post

Il generale iraniano Qasem Soleimani, comandante della Forza Quds (principale divisione responsabile delle operazioni militari clandestine extraterritoriali), si è congratulato con Ismail Haniyeh per la sua nomina a capo di Hamas. Nella lettera, Soleimani ha scritto che l’Iran si augura di rafforzare la cooperazione con Hamas a sostegno dei suoi sforzi nella “lotta armata contro l’occupazione israeliana e nella guerra santa contro i sionisti”.

“Ricordiamo l’odio verso gli ebrei che divorò un popolo indifeso, abbiamo giurato che non saremo mai più indifesi di fronte a quell’odio. Israele deve sempre essere in grado di difendersi da solo, contro ogni minaccia. E apprezziamo il duraturo impegno degli Stati Uniti a favore di questo principio”. Lo ha detto martedì pomeriggio il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ringraziando il presidente Usa Donald Trump per il suo “commovente discorso” a Yad Vashem, il memoriale della Shoà a Gerusalemme. Riferendosi poi alla strage di lunedì sera a Manchester, Netanyahu ha aggiunto: “Il massacro di innocenti deve essere sempre condannato in modo incondizionato e combattuto senza tregua, indipendentemente da dove si verifichi: a Manchester, a San Bernadino o a Gerusalemme il terrorismo è sempre terrorismo”. Netanyahu si è detto d’accordo con Trump che aveva definito i terroristi “non mostri, ma loser” (perdenti, sfigati). “Dobbiamo garantire che continuino a perdere – ha detto Netanyahu – e li sconfiggeremo”.

“Ciò che ha detto Trump sul legame storico ed eterno del popolo ebraico con Gerusalemme è una falsificazione della storia”. Lo ha affermato martedì il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, in una dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale del gruppo terroristico. Parlando martedì al Museo Israel, il presidente Usa ha detto che “i legami del popolo ebraico con questa Terra Santa sono antichi e eterni”. Il portavoce di Hamas ha detto che questa dichiarazione è “razzista al massimo grado, getta le fondamenta per un nuovo regime israeliano di apartheid e incoraggia l’odio verso il popolo palestinese”.

“La pace non può radicarsi dove la violenza viene tollerata, finanziata e addirittura ricompensata”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump durante la conferenza stampa congiunta con il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), martedì a Betlemme. “La pace è una scelta che si può fare ogni giorno – ha aggiunto Trump – e gli Stati Uniti sono qui per contribuire a rendere possibile quel sogno per i giovani ebrei, musulmani e cristiani di tutta la regione. In questo spirito di speranza, veniamo a Betlemme per invocare un mondo più pacifico, sicuro e tollerante per tutti noi”.

Un palestinese 45enne di Tulkarem (Cisgiordania) ha ferito al collo a colpi di coltello un agente della polizia israeliana, martedì a Netanya (Israele), prima di essere a sua volta colpito e ferito dalla reazione del militare. Leggermente ferita da schegge anche una passante.