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Il capo del politburo di Hamas, Ismail Haniyeh, ha detto domenica che Hamas non nega che l’ordine di compiere i recenti attentati terroristici in Cisgiordania provenisse dalla striscia di Gaza. Durante un comizio a Gaza per celebrare il 31esimo anniversario della fondazione del gruppo, Haniyeh ha detto: “E’ un’accusa che non neghiamo perché anzi per noi è motivo di orgoglio”.

Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato domenica la scoperta di un quarto tunnel di Hezbollah per infiltrazioni terroristiche scavato dal Libano fin dentro il territorio israeliano. I militari non hanno rivelato l’esatta ubicazione del tunnel, ma hanno aggiunto che anche questo, come i precedenti, è stato minato, per cui chiunque vi entrasse dal lato libanese della frontiera è avvertito che lo farebbe “a proprio rischio e pericolo”.

Il governo australiano ha deciso di riconoscere formalmente Gerusalemme ovest come capitale di Israele, ma non trasferirà la sua ambasciata fino a quando non vi sarà un accordo di pace. Lo ha detto il primo ministro australiano Scott Morrison, aggiungendo che l’Australia riconoscerà Gerusalemme est come capitale della Palestina solo dopo che sarà raggiunto un accordo su una soluzione a due stati. Il governo Morrison ha inoltre annunciato che non si asterrà più in sede Onu sulle risoluzioni che secondo l’Australia ‘”attaccano” Israele. Con un comunicato diffuso sabato, l’Olp ha condannato la decisione australiana affermando che essa “va contro la soluzione a due stati”. Dal canto suo, il Ministero degli esteri israeliano ha definito la decisione australiana “un passo nella giusta direzione”, anche se un funzionario governativo ha aggiunto ufficiosamente che è “solo metà strada e ci aspettiamo di più”.

Khaled Mashaal, già capo politico di Hamas fino al 2017, ha esortato i palestinesi di Cisgiordania a prepararsi per partecipare alla lotta armata che costringerà Israele a ritirarsi da quel territorio come un ulteriore passo “verso la sua ritirata da tutta la Palestina”. In un intervento sulla rete televisiva Al-Jazeera dello scorso 2 dicembre, tradotta in inglese da MEMRI, Mashaal ha affermato che, secondo il Corano, “jihad, resistenza e autodifesa sono l’essenza della vita. L’abbandono della jihad porta all’umiliazione e alla morte. Quindi, la resistenza è l’apice della vita”. Mashaal ha affermato: “I palestinesi dicono: resisto, dunque esisto”, aggiungendo che non esiste un altro modo per liberare la Palestina.

Il Tribunale dell’Unione Europea con sede in Lussemburgo ha respinto un ricorso di Hamas contro la sua qualifica come organizzazione terroristica. Con la sentenza odierna il Tribunale respinge l’appello di Hamas “relativo agli atti del Consiglio adottati tra il 2010 e il 2014 e nel 2017”. Nel luglio 2017 la Corte di Giustizia europea aveva già respinto un ricorso di Hamas presso il Tribunale secondo cui la decisione dell’Unione Europea non era valida perché basata su “informazioni dai mass-media e da internet”. La Corte di Giustizia aveva ordinato al Tribunale, secondo organismo giudiziario europeo, di riesaminare la questione. Con la sentenza di venerdì il Tribunale ha dichiarato che l’Unione Europea è titolata a qualificare Hamas come organizzazione terroristica. “Il Tribunale – si legge nella sentenza – osserva che, contrariamente a quanto sostenuto da Hamas, il fatto di detenere il potere dopo elezioni, la natura anche politica di un’organizzazione o la sua partecipazione a un governo non costituiscono motivo per non applicare le leggi”.

Si è consegnato sabato alle autorità israeliane il terrorista palestinese che venerdì aveva ferito a colpi di pugnale un soldato vicino a Beit El, restando a sua volta ferito nello scontro.

Due agenti israeliani della polizia di frontiera sono stati aggrediti e feriti a colpi di coltello, nelle prime ore di giovedì mattina presso la Porta di Damasco della Città Vecchia di Gerusalemme, da un terrorista palestinese che poco prima aveva tentato di pugnalare un civile. Uno dei due agenti feriti è riuscito a sparare e uccidere l’aggressore.

Forze di sicurezza israeliane hanno scoperto e proceduto all’arresto, mercoledì sera nel villaggio di Kobar‎, presso ‎Ramallah, della cellula terrorista implicata nell’attentato di domenica a una fermata d’autobus presso Ofra. Il capo della cellula, Salah Barghouti, 29 anni, figlio di un noto esponente di Hamas, è stato ucciso nello scontro a fuoco che ha ingaggiato con le forze israeliane. Arrestate altre quattro persone ritenute membri della cellula terroristica. Poco dopo l’operazione, Hamas ha diffuso una dichiarazione in cui rivendica ufficialmente l’attentato di Ofra, che ha causato il ferimento di sette israeliani tra cui una 21enne incinta che ha perduto il bambino. “Hamas annuncia con orgoglio la morte del suo martire Salah Barghouti, autore dell’eroica operazione di Ofra”, afferma il comunicato nella pagina ufficiale di Hamas su Twitter.

Dopo una caccia all’uomo di due mesi, le forze di sicurezza israeliane hanno individuato, mercoledì a Nablus, l’autore dell’attentato del 7 ottobre scorso a Barkan che causò la morte di due israeliani e il ferimento di una terza. Il terrorista, Ashraf Walid Suleiman Naalwa, 23 anni, era armato e ha aperto il fuoco sui militari israeliani, che hanno risposto al fuoco uccidendolo. Ex dipendente del gruppo Alon nel parco industriale di Barkan, vicino ad Ariel (Cisgiordania), il 7 ottobre Naalwa era entrato negli uffici della ditta armato di fucile automatico, aveva legato a una sedia Kim Levengrond Yehezkel, 28 anni, per poi ucciderla sparandole a bruciapelo. Prima di fuggire aveva sparato a Sara Vaturi, 54 anni, ferendola all’addome, e a Ziv Hajbi, 35 anni, uccidendolo. Secondo un tweet di Quds News Network, Hamas ha ufficialmente rivendicato Naalwa come un proprio “martire”.

Il movimento Fatah, che fa capo al presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha celebrato come “eroi e martiri della patria” i due terroristi responsabili degli attentati di Barkan e Ofra, morti mercoledì in due distinti scontri a fuoco coi soldati israeliani giunti ad arrestarli.