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Il Comitato Centrale dell’Olp ha raccomandato al Comitato Esecutivo di sospendere il riconoscimento di Israele con tutte le conseguenze che ciò implica, compresa la cessazione del coordinamento sulla sicurezza. Lo ha annunciato lunedì sera l’alto funzionario dell’Olp Salim Zaanoun in una conferenza stampa a Ramallah. Il Comitato Centrale ha anche raccomandato di rifiutare qualsiasi accordo o iniziativa di pace americana così come qualsiasi proposta di soluzione temporanea o su confini provvisori, e ha affermato che i palestinesi devono continuare a rifiutarsi di riconoscere Israele come stato nazionale del popolo ebraico.

Il discorso in cui il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha definito Israele un “progetto coloniale europeo” rappresenta “una sonora sberla in faccia alla comunità internazionale, e in particolare ai paesi europei”. L’ha detto lunedì la vice ministra degli esteri israeliana Tzipi Hotovely a Emanuele Giaufret, inviato dell’Unione Europea in Israele. Secondo Hotovely, anche solo per questo i paesi europei dovrebbero condannare il discorso fatto a Ramallah da Abu Mazen. “I palestinesi – ha poi aggiunto la vice ministra – non possono continuare a finanziare il terrorismo e chiedere l’abbraccio e il sostegno da parte degli europei, esigendo pure un riconoscimento unilaterale”. Nel suo discorso, Abu Mazen ha ribadito che l’Autorità Palestinese continuerà a premiare finanziariamente i terroristi detenuti e i loro famigliari.

Gli Usa si appresterebbero a ridurre di almeno la metà il primo contributo del 2018 all’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi. Stando a una notizia diramata domenica della Associated Press che cita funzionari Usa anonimi, l’amministrazione Trump intende condizionare ulteriori versamenti a riforme dell’agenzia e alla disponibilità dei palestinesi a tornare ai negoziati diretti con Israele. Secondo le fonti, la Casa Bianca potrebbe annunciare la decisione già martedì. La scorsa settimana il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si era detto favorevole al taglio spiegando che l’Unrwa dovrebbe cessare del tutto di esistere. “L’Onu ha già un’agenzia che si occupa di tutti i profughi del mondo – aveva spiegato Netanyahu – e questa assurdità (di un’agenzia apposita per i palestinesi con regole diverse) deve finire”.

Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato per martedì la riapertura al transito delle merci del valico di Kerem Shalom fra Israele e striscia di Gaza, dopo che era stato chiuso domenica a seguito del ritrovamento e della distruzione di un tunnel terroristico di Hamas che passava sotto il valico.

Secondo mass-media arabi, un razzo palestinese lanciato lunedì verso Israele è ricaduto su una casa palestinese a Deir al-Balah, nella parte centrale della striscia di Gaza. Vi sarebbero due feriti gravi.

Una studentessa ventenne della Galilea è stata gravemente ferita a colpi di coltello, lunedì, presso la Arab American University di Jenin.

Violenti scontri, lunedì sera, fra dimostranti palestinesi e forze di sicurezza israeliane, con lanci di molotov e pietre, nel villaggio di Jayyus, presso Qalqilya (Cisgiordania occidentale). Secondo fonti palestinesi, sarebbe rimasto ucciso un palestinese 24enne.

Sono stati arrestati lunedì tre palestinesi dopo che nella loro auto, perquisita dalla polizia vicino a Maaleh Adumim (poco a est di Gerusalemme), è stato trovato un mitra con munizioni.

Il governo israeliano ha reso più severo il rilascio a membri di Hamas di permessi d’ingresso in Israele per ricevere cure mediche. Restano comunque in vigore i permessi salva-vita. Lo ha affermato lo Stato in risposta a una petizione presentata all’Alta Corte di Giustizia dalla famiglia del soldato Hadar Goldin, caduto nella guerra a Gaza del 2014 e il cui corpo è trattenuto in ostaggio da Hamas.

“Domenica sera Hamas ha effettuato un test missilistico lanciando tre razzi da Gaza verso il mare”. Lo ha detto lunedì il ministro della difesa israeliano Avigdor Liberman. “Ciò dimostra – ha continuato Liberman – che nonostante la situazione umanitaria nella striscia di Gaza, Hamas continua a produrre e testare i razzi”. Secondo Liberman, l’anno scorso il budget dell’ala armata del gruppo terroristico palestinese è stato di 260 milioni di dollari, per lo più investiti nella produzione di missili e tunnel terroristici.