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Il comitato ministeriale israeliano per la legislazione ha approvato una versione riveduta della controversa proposta di legge, già presentata quattro anni fa, volta a definire ufficialmente Israele come stato nazione del popolo ebraico. Se approvata dalla Knesset, la legge proposta dal parlamentare del Likud Avi Dichter stabilirebbe per la prima volta come principio “costituzionale” che Israele è “la sede nazionale del popolo ebraico, nella quale esso realizza la sua aspirazione all’autodeterminazione secondo le sue tradizioni culturali e storiche”. Secondo il disegno di legge, l’obiettivo è quello di “preservare lo status di Israele come stato nazione del popolo ebraico, incardinando i suoi valori come stato ebraico e democratico nelle sue Leggi Fondamentali” (che hanno valore costituzionale). Il testo della proposta stabilisce che nello stato di Israele ogni individuo ha il diritto “di preservare la propria cultura, eredità, lingua e identità” ma solo il popolo ebraico vi può realizzare il diritto collettivo all’autodeterminazione. Ayman Odeh, leader della Lista Araba Comune, ha definito il disegno di legge “una dichiarazione di guerra” contro i cittadini arabi israeliani.

“Il presidente Donald Trump vuole esaminare i modi per rinnovare il processo di pace con i palestinesi. Il governo e i cittadini di Israele condividono questo desiderio: noi vogliamo la pace ed educhiamo i nostri figli alla pace”. Lo ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu aprendo domenica mattina la riunione settimanale del governo israeliano. Netanyahu ha tuttavia ribadito: “Sento Abu Mazen che elogia i terroristi e che li paga, tanto più quanto più gravi sono i loro attentati commessi contro gli israeliani. Ho anche sentito Abu Mazen dire che educano i loro figli alla pace. Purtroppo è semplicemente falso”.

Ismail Haniyeh, vice capo dell’ufficio politico di Hamas, è stato nominato nuovo capo dell’ufficio politico al posto di Khaled Mashaal, che ha ricoperto la carica per 21 anni. L’annuncio chiude ufficialmente le elezioni interne segrete dell’organizzazione, in corso da circa cinque mesi. Durante il complesso processo elettorale, Yahya Sinwar è stato nominato capo di Hamas nella striscia di Gaza e Muhammad Arman è stato nominato capo di Hamas nelle carceri israeliane. Nominati anche i nuovi capi di Hamas in Cisgiordania e all’estero, i cui nomi tuttavia non sono stati rivelati. Si ritiene che la prossima carica di Mashaal sarà quella di capo del Consiglio della Shura di Hamas (un organismo politico e decisionale). In Hamas, Haniyeh è considerato una figura carismatica che ha creato una rete di contatti con le altre fazioni palestinesi nella striscia di Gaza, a cominciare dalla Jihad Islamica. È una figura ben nota in Qatar (principale donatore verso la striscia di Gaza), in Turchia (oggi principale patrono islamico di Hamas) e persino in Iran. Abitando a Gaza (a differenza del predecessore Mashaal che stava in Siria e poi in Qatar), Haniyeh, che non vanta un background “militare”, dovrà operare a diretto contatto con il falco Yahya Sinwar, che controlla le Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio armato di Hamas).

Testimoni e funzionari della sicurezza egiziana hanno riferito che i corpi decapitati di un padre e due figli, recentemente rapiti da terroristi islamisti, sono stati trovati su una strada di Rafah, nel Sinai settentrionale. La madre dei due fratelli era stata uccisa la settimana scorsa quando i jihadisti hanno fatto irruzione nella casa di famiglia, nel villaggio di Yamit, e hanno sequestrato i tre uomini. Separatamente, fonti della sicurezza egiziana hanno detto che un cristiano è stato ucciso da sospetti terroristi islamisti mentre si trovava all’interno di un negozio di barbiere, nella città costiera di al-Arish (Sinai settentrionale).

Il ministro della difesa israeliano Avigdor Libeman ha detto giovedì che la striscia di Gaza resterà a breve senza acqua corrente ed energia elettrica a causa della faida tra Hamas e Autorità Palestinese. “Nessuna delle due è disposta a pagare – ha detto Libeman in un’intervista a radio Galei Tzahal – È assurdo. Abu Mazen si dice responsabile dell’intera Autorità Palestinese, compresa la striscia di Gaza, ma annulla i trasferimenti di denaro a Gaza. Dall’altra parte Hamas riscuote le tasse dagli abitanti di Gaza, ma invece di spenderle per acqua ed elettricità investe tutto in razzi e tunnel per infiltrazioni terroristiche”.

Commentando l’incontro fra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto giovedì di sperare che l’incontro dia adito a “un cambiamento che permetta a israeliani e palestinesi di perseguire una vera pace, un obiettivo per cui Israele è sempre pronto”. Netanyahu ha tuttavia criticato ancora una volta il presidente palestinese, dicendo: “Ho sentito che il presidente Abu Mazen ha detto che i palestinesi insegnano ai loro figli la pace. Purtroppo non è vero: intitolano le loro scuole in onore di stragisti e pagano stipendi ai terroristi”.

Nabil Shaath, consigliere per gli affari esteri del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha definito “folle” la richiesta americana che Ramallah cessi i pagamenti di vitalizi a palestinesi detenuti per attacchi terroristici e ai famigliari di terroristi morti compiendo attentati. Shaath ha detto giovedì a Israel Radio che la richiesta ha il solo scopo di affondare ogni possibile rilancio dei negoziati israelo-palestinesi. Secondo Shaath, i detenuti palestinesi sono vittime di Israele e dell’occupazione. “È assurdo chiedere di cessare i pagamenti alle loro  famiglie – ha detto Shaath – Sarebbe come chiedere a Israele di smettere di pagare i suoi soldati”. Israele afferma da tempo che il pagamento di stipendi ai terroristi (tanto più consistenti quanto maggiore il numero di vittime da loro provocato) costituisce un esplicito incentivo al terrorismo e un fondamentale ostacolo alla pace.

Si apprende che il mese scorso le forze di sicurezza israeliane hanno scoperto varie armi, tra cui un mitra M-16, nascoste nei lettini dei bambini, durante un raid anti-terrorismo in una casa palestinese. L’operazione ha portato all’arresto di una cellula di terroristi affiliati al Fronte Popolare palestinese accusata d’aver effettuato una decina di attacchi con armi da fuoco contro civili e militari israeliani nell’area di Jenin, Nablus e Tulkarem. Uno dei terroristi aveva anche preparato il proprio “testamento politico” in vista di un attacco suicida. Vedi le foto su YnetNews

Un 20enne palestinese si è scagliato, coltello in pugno, verso dei soldati israeliani, giovedì, vicino alla Tomba dei Patriarchi a Hebron, ma è stato ferito dalla reazione dei militari prima che potesse causare vittime.

Le forze di sicurezza israeliane hanno sequestrato attrezzature usate per la produzione di armi clandestine a Khirbat Rakaa, vicino a Yatta, poco a sud di Hebron (Cisgiordania).