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Gli Stati Uniti si ritirano dall’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Lo ha annunciato martedì sera il presidente Usa Donald Trump, che ha sottolineato come l’accordo non sia riuscito a frenare lo sviluppo iraniano di missili balistici in grado di trasportare bombe nucleari né le attività aggressive e terroristiche di Teheran. “Il regime iraniano è il principale sponsor statale del terrorismo – ha detto Trump – Esporta missili pericolosi, alimenta conflitti in tutto il Medio Oriente e sostiene succedanei terroristici come Hezbollah, Hamas, i talebani e al-Qaeda. Il regime iraniano ha finanziato il suo lungo regno del caos e del terrore saccheggiando la ricchezza della sua stessa gente. Dall’entrata in vigore dell’accordo, le sanguinose ambizioni iraniane sono solo diventate più impudenti. Al centro dell’accordo sul nucleare iraniano c’era la finzione che un regime assassino desiderasse un programma nucleare solo per scopi di pace. Oggi abbiamo la prova definitiva che era una bugia. La settimana scorsa Israele ha pubblicato documenti tenuti segreti dall’Iran che dimostrano che l’Iran ha in programma di continuare il suo programma per armi nucleari. Nel momento in cui gli Stati Uniti potevano esercitare il massimo della pressione, questo disastroso accordo ha concesso al regime terroristico iraniano molti miliardi di dollari: un grande imbarazzo per me e per tutti noi come cittadini degli Stati Uniti. Lo scorso ottobre avevo annunciato che l’accordo andava rinegoziato e corretto. Tre mesi dopo ho chiarito che, se l’accordo non poteva essere corretto, gli Stati Uniti non ne avrebbero fatto parte. Negli ultimi sei mesi ci siamo impegnati intensamente con alleati e amici in tutto il mondo e in Medio Oriente. Siamo tutti uniti nella consapevolezza della minaccia e nella convinzione che l’Iran non dovrà mai acquisire armi nucleari. Mi è chiaro che non possiamo impedire la bomba atomica iraniana in base all’attuale pessimo accordo, che è sostanzialmente sbagliato. Un accordo così mal negoziato che, anche rispettandolo, il regime di Teheran potrà ottenere armi nucleari. Le disposizioni sulla scadenza automatica dell’accordo sono totalmente inammissibili. Se non facciamo nulla, sappiamo esattamente cosa accadrà: in breve tempo il più grande sponsor al mondo del terrorismo sarà sul punto di acquisire l’arma più pericolosa del mondo. Pertanto annuncio che gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo sul nucleare iraniano. Quando usciremo dall’accordo, collaboreremo con i nostri alleati per trovare una soluzione vera e completa alla minaccia iraniana, al suo programma missilistico, alle attività terroristiche a livello mondiale e per bloccare la sua attività minacciosa in Medio Oriente. Nel frattempo entreranno in vigore severe sanzioni. Se il regime continuerà con le sue ambizioni nucleari, avrà problemi più grandi di quanto non abbia mai avuto”.

Diversi aquiloni con ordigni incendiari sono stati lanciati, martedì pomeriggio, dalla striscia di Gaza verso il territorio israeliano appiccando vari incendi. L’incendio maggiore è stato appiccato dai dispositivi palestinesi ai campi del kibbutz Nahal Oz. Ci sono volute più di due ore prima che i vigili del fuoco riuscissero a domarlo.

L’esponente di Hamas Ghazi Hamad ha detto martedì che il gruppo terroristico conta di mobilitare molti più palestinesi per le proteste della prossima settimana al confine fra Gaza e Israele, che segneranno il clou della campagna in occasione del 70esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza d’Israele. “Esistono molti mezzi per incoraggiare la partecipazione”, ha sibillinamente affermato Hamad, per poi aggiungere candidamente che le proteste al confine continueranno “come strategia a lungo termine” giacché “sono meno costose” dello scontro militare con Israele.

L’Iran sta schierando in Siria “armi molto pericolose” nel quadro della sua campagna per minacciare Israele. Lo ha detto martedì ai giornalisti il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante una visita a Cipro. “L’Iran invoca apertamente ogni giorno l’eliminazione di Israele dalla faccia della Terra – ha detto Netanyahu – e pratica contro di noi un’incessante aggressione. Ora sta cercando di piazzare armi molto pericolose in Siria con lo scopo specifico di mirare alla nostra distruzione. È nell’interesse di tutti impedire questa aggressione iraniana – ha aggiunto Netanyahu – Se raggiungeranno il Mediterraneo, vorranno stabilire basi militari per navi e sottomarini iraniani. E’ una minaccia tangibile contro tutti noi. Penso che tutti riconoscano le malevoli intenzioni iraniane che tutti riconoscano il diritto di Israele all’autodifesa, che è in realtà la nostra difesa comune”.

Il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben Shabat ha detto martedì che Israele ha informato 22 nazioni sui contenuti dell’archivio nucleare segreto iraniano che il Mossad ha sottratto a Teheran all’inizio di quest’anno.

Ufficiali israeliani ed egiziani hanno commemorato martedì, presso il memoriale “Ad Halom” di Ashdod, i soldati egiziani caduti durante la Guerra di Indipendenza d’Israele del 1948-49 come parte della forza d’invasione egiziana. Alla cerimonia, istituita nel 1989 nel quadro dell’attuazione del trattato di pace israelo-egiziano, ha preso parte l’ambasciatore del Cairo in Israele, Hazem Khairat.

Nel 2018 è continuato ad aumentare l’afflusso di turisti in Israele, con quasi un milione di visitatori fra gennaio e marzo, stando ai dati diffusi martedì dall’Ufficio Centrale di statistica. Si tratta di un aumento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2017, durante il quale erano entrati nel paese 770.000 turisti, e di un aumento del 58% rispetto ai dati del 2016. Nel solo mese di marzo sono giunti in Israele 393.000 turisti: +63% rispetto a due anni fa.

Il presidente del Paraguay, Horacio Cartes, visiterà Israele entro la fine di maggio per inaugurare la nuova ambasciata del suo paese a Gerusalemme. Lo hanno annunciato martedì un portavoce del governo paraguaiano e il Ministero degli esteri israeliano. A marzo il presidente del Guatemala, Jimmy Morales, aveva annunciato che il suo paese trasferirà la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme il 16 maggio, due giorni dopo il trasferimento di quella degli Stati Uniti.

E’ uscito di prigione, martedì, il soldato israeliano Elor Azaria dopo aver scontato 9 dei 14 mesi di detenzione a cui era stato condannato per omicidio “non premeditato”, avendo sparato e ucciso il 24 marzo 2016 a Hebron un terrorista già a terra, pochi minuti dopo un attentato. A sua difesa Azaria aveva sostenuto di temere che il terrorista fosse ancora in grado di azionare un’eventuale cintura esplosiva. Azaria ha beneficiato di uno sconto di pena per buona condotta, una misura spesso concessa ai detenuti in Israele. Lo scorso novembre il presidente d’Israele Reuven Rivlin aveva respinto una richiesta di grazia di Azaria. Anche la richiesta di Azaria si essere scarcerato prima delle festività pasquali di aprile era stata respinta.

Sulla base di un’aggiornata valutazione della situazione della sicurezza e in applicazione della politica volta a migliorare le condizioni nella società palestinese in Cisgiordania, il ministro della difesa israeliano Aigdor Lieberman ha approvato lunedì una serie di misure che agevoleranno gli spostamenti e le visite in Israele, e in particolare a Gerusalemme, in occasione dell’imminente mese di Ramadan e della festa islamica di Eid al-Fitr.