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L’Unione Africana ha ammesso martedì il Marocco come stato membro più di tre decenni dopo che Rabat si era dovuta ritirare dall’ente predecessore (l’OUA, Organizzazione dell’Unità Africana) a causa dell’occupazione marocchina del Sahara occidentale iniziata nel 1976.

Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) – eletto nel 2005 per un mandato di 4 anni mai rinnovato – ha stabilito martedì che le nuove elezioni municipali palestinesi si terranno il prossimo 13 maggio. Le elezioni locali dovevano tenersi lo scorso ottobre, ma vennero rinviate a causa di insanabili dissidi fra le fazioni rivali Fatah e Hamas.

L’agenzia di viaggi con sede in Israele Flying Carpet sta tornando a operare con il Marocco dopo 13 anni, lanciando pacchetti per viaggiatori in volo da Tel Aviv a Marrakech e Casablanca. I voli, a partire dal prossimo maggio, saranno effettuati dalla compagnia aerea italiana Neos e prevedono uno scalo a Catania, in Sicilia, prima di proseguire per il Marocco, perché Rabat non riconosce ufficialmente Israele ed esige che tecnicamente i voli non arrivino da Tel Aviv ma da un altro aeroporto. Flying Carpet gestiva in passato analoghi voli Tel Aviv-Marrakesh, ma dovette cessare nel 2004 per il raffreddamento dei rapporti a causa della reazione israeliana alle stragi della seconda intifada scoppiata alla fine del 2000.

Secondo funzionari Usa citati lunedì da Fox News, l’Iran ha condotto un test con missile balistico in violazione della risoluzione Onu entrata in vigore nel luglio 2015 dopo l’accordo sul nucleare di Teheran. Il test fatto domenica scorsa presso Semnan, circa 220 km a est di Teheran, con un missile balistico Khorramshahr a medio raggio che ha volato per oltre 960 km prima di esplodere, è in diretta violazione della risoluzione Onu 2231 che vieta all’Iran di condurre test “con missili balistici in grado di trasportare armi nucleari”.

La Casa Bianca ha annunciato lunedì che il presidente Usa Donald Trump incontrerà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington il prossimo 15 febbraio.

A proposito di un suo tweet che ha suscitato la risentita reazione del Ministero degli esteri messicano perché è stato descritto come se fosse a sostegno del muro al confine col Messico auspicato dal presidente Usa Donald Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato lunedì di non aver mai parlato del Messico. “Il presidente Trump – ha spiegato Netanyahu – ha elogiato la barriera difensiva costruita sotto la mia guida lungo il confine con l’Egitto, dicendo che ha quasi completamente bloccato l’infiltrazione illegale in Israele, e io ho detto che aveva ragione. Dopodiché lui ha ritwittato quello che avevo scritto e da questo granello di sabbia i commentatori hanno costruito una montagna sulla stampa”.

Un ordigno artigianale è stato scagliato contro una postazione delle Forze di Difesa israeliane vicino alla Tomba di Rachele, a Betlemme (poco a sud di Gerusalemme). L’aggressore si è dato alla fuga verso un vicino campo palestinese.

Il governo israeliano ha chiesto lunedì all’Alta Corte di Giustizia di approvare l’accordo raggiunto con gli abitanti di Amona, nella Cisgiordania settentrionale (che prevede il loro spostamento su un altro appezzamento di terra dal momento che quello su cui sorge ora l’insediamento è risultato proprietà privata di palestinesi) e di respingere la petizione presentata dalla ong Yesh Din a nome di palestinesi del vicino villaggio di Silwad che sostengono di essere proprietari del nuovo appezzamento.

Tre attacchi con armi da fuoco, che hanno avuto luogo a Haifa lo scorso 3 gennaio, furono perpetrati da un singolo arabo-israeliano animato da “odio anti-ebraico”. Lo ha confermato lunedì la polizia israeliana. Negli attacchi venne ucciso Guy Kafri, 47 anni, autista di scuola-bus originario del quartiere Nesher di Haifa, e rimase gravemente ferito Yehiel Iluz, 48 anni, giudice di una corte rabbinica della stessa città. Formalmente incriminato per gli attentati è Muhammad Shinawi, 21 anni, residente del quartiere Halisa di Haifa. Secondo l’accusa, negli ultimi anni Shinawi si è sempre più estremizzato, giungendo a pensare agli ebrei come “infedeli che devono essere uccisi”. Inizialmente gli investigatori avevano pensato a un movente criminale e a vittime colpite per errore per un errore di persona. Successivamente dalle indagini è emersa chiaramente la matrice razzista e terroristica. Rinviati a giudizio per complicità altri due cittadini arabi che hanno aiutato il terrorista nei suoi tentativi i sottrarsi alla cattura e commettere ulteriori attentati.

Un 16emme israeliano è stato incriminato, lunedì, per possesso di un coltello e volontà di compiere un’aggressione di tipo terroristico. Secondo l’accusa, lo scorso 8 gennaio il ragazzo ha partecipato a manifestazioni di protesta inscenate a Talpiot est (Gerusalemme) dopo l’attentato stradale che quello stesso giorno aveva causato la morte di quattro reclute israeliane. Durante la protesta, l’adolescente è stato fermato mentre incitava alla violenza con insulti razzisti ed è stato trovato in possesso del coltello.