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In un discorso televisivo, il capo di Hamas Ismail Haniyeh ha esortato giovedì i palestinesi a partecipare alla “Giornata della rabbia” contro le misure di sicurezza adottate da Israele dopo il sanguinoso attentato di venerdì scorso al Monte del Tempio, definite da Haniyeh “misure punitive contro Gerusalemme e i suoi santuari”. Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha pubblicato una dichiarazione in cui afferma che la moschea di al-Aqsa è “sotto attacco israeliano” e che ai fedeli “viene impedito di pregare”. Hamas ha anche distribuito un video sui social network, giovedì sera, in cui esorta i palestinesi a marciare in massa verso i posti di controllo delle Forze di Difesa israeliane.

Un palestinese di 20 anni ha tentato di accoltellare una soldatessa israeliana, giovedì, presso il villaggio di Tuqu’, a sud di Gerusalemme, ma è stato colpito e ucciso dalla reazione dei militari prima che riuscisse a causare vittime. Si tratta del quarto tentativo di attentato palestinese all’arma bianca in Cisgiordania negli ultimi dieci giorni. Poco dopo l’incidente, circa 200 palestinesi si sono radunati sul posto e hanno iniziato a lanciare pietre contro i soldati, che hanno reagito con il lancio di lacrimogeni.

Resta in vigore il divieto ai parlamentari israeliani (sia ebrei che arabi) di recarsi nella spianata delle moschee sul Monte del Tempio di Gerusalemme, decretato nel novembre 2015 per evitare escalation di attentati e provocazioni legate a campagne allarmistiche. Lo ha ricordato il presidente della Knesset, Yuli Edelstein, con una e-mail a tutti i 120 membri della Knesset. All’inizio di questo mese le autorità avevano prospettato la possibilità di togliere il bando se la situazione si fosse mantenuta tranquilla.

Le Forze di Difesa israeliane hanno messo in stato di allerta cinque battaglioni, in Cisgiordania, in vista delle possibili tensioni, venerdì, legate alla virulenta campagna contro i metal detector anti-terrorismo al Monte del Tempio alimentata da autorità politiche e religiose arabe e islamiche.

 

Secondo Hatem Abdul Kader, ex ministro di Fatah per gli affari di Gerusalemme, a Israele è stato dato un “ultimatum” di 24 ore, con scadenza giovedì sera, per rimuovere i metal detector installati agli ingressi del Monte del Tempio dopo il mortale attentato di venerdì’ scorso.

Con l’evidente scopo di alimentare ulteriormente l’isteria attorno alla questione dei metal detector anti-terrorismo installati agli ingressi del Monte del Tempio, il Waqf islamico ha confermato l’ordine di tenere chiuse, venerdì, tutte le moschee di Gerusalemme per convogliare migliaia di fedeli musulmani alle porte del Monte del Tempio dove inscenare proteste.

Il ministro israeliano di pubblica sicurezza Gilad Erdan ha ribadito giovedì, a radio Galei Tzahal, che i metal detector sono essenziali per mantenere la sicurezza al Monte del Tempio di Gerusalemme, malgrado le crescenti tensioni e gli appelli musulmani che indicono proteste di massa nella città. Gilad Erdan ha confermato che si stanno vagliando tutte le possibili soluzioni di compromesso, ma ha insistito che le nuove misure israeliane non hanno modificato lo status quo e si sono rese necessarie per effettuare controlli di sicurezza adeguati dopo che tre terroristi arabi hanno ucciso due poliziotti israeliani, venerdì scorso, uscendo armati di mitra dal complesso del Monte del Tempio.

Almeno 47mila spettatori hanno assistito, mercoledì sera, allo show dei Radiohead nel parco Yarkon di Tel Aviv, il loro primo spettacolo in Israele dopo 17 anni. Il membri del gruppo britannico si sono esibiti nel loro più lungo concerto da 11 anni a questa parte, con l’esecuzione di 27 brani dal loro repertorio di 25 anni. Vedi i filmati su YnetNews

L’ambasciatore dell’Unione Europea in Israele, Lars Faaborg-Andersen, ha commentato mercoledì le frasi sull’Europa pronunciate a Budapest dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “L’Unione Europea – ha scritto l’ambasciatore su Twitter – ha con Israele relazioni più profonde e più ampie che con quasi tutti gli altri paesi terzi”. Dopo di che Lars Faaborg-Andersen ha praticamente confermato le parole di Netanyahu quando ha aggiunto: “Il passaggio a un livello ulteriore (nei rapporti) deve basarsi sui nostri valori condivisi, compreso il rispetto del diritto umanitario internazionale e misure verso la soluzione a due stati”.

“Vogliamo risolvere questa crisi nel modo più tranquillo possibile e riportare la calma – ha detto mercoledì sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu – Stiamo parlando con il mondo arabo e spieghiamo che non c’è assolutamente alcun cambiamento nello status quo del Monte del Tempio. I metal detector, installati dopo l’attentato mortale di venerdì, sono un mezzo per impedire che vengano portate armi da fuoco dentro il luogo santo”. Inoltre, riferendosi alla tappa fatta a Parigi prima di arrivare a Budapest, Netanyahu ha aggiunto: “Quando sono andato alla Torre Eiffel ho notato che qualcosa era cambiato dall’ultima volta che c’ero stato. Sapete cosa? Hanno messo i metal detector”.