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Agenti israeliani in servizio alla dogana del porto di Ashdod hanno scoperto un container destinato a Gaza pieno di equipaggiamenti militari tra cui migliaia di giubbotti e stivali mimetici. La spedizione dalla Cina è stata ordinata da un importatore di Gaza che doveva ricevere il container al valico di Kerem Shalom

Il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman ha accusato i palestinesi di intransigenza, ricordando che nel 2008 Abu Mazen respinse l’offerta di pace di Ehud Olmert e che nel 2000 Yasser Arafat aveva già respinto l’offerta di pace di Ehud Barak. “I palestinesi trovato sempre una ragione per non fare la pace – ha continuato Lieberman – In realtà non occorre cercare scuse: Abu Mazen non vuole l’accordo con Israele. Il suo obiettivo è portarci nell’arena internazionale dove ritiene di avere una maggioranza automatica favorevole. La sua strategia è quella di logorarci perché sa di non avere chance nel confronto diretto”.

Il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen “ha perso il lume della ragione”: ha rinunciato alla prospettiva dei negoziati optando invece per lo scontro sia con Israele che con gli Stati Uniti. Lo ha detto lunedì il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman commentando l’infervorato discorso fatto domenica sera da Abu Mazen al Comitato Centrale dell’Olp a Ramallah. Secondo Lieberman, il presidente palestinese ha perso il sostegno degli arabi moderati. “L’intero mondo arabo moderato gli sta dicendo: se dobbiamo scegliere fra te e gli Stati Uniti, stiamo con gli Stati Uniti”. Circa la minaccia di Abu Mazen di ricusare gli accordi di Oslo, cosa che significherebbe la fine dell’Autorità Palestinese, Lieberman ha osservato: “I palestinesi beneficiano più di noi del coordinamento sulla sicurezza. Lo dimostra il fatto che le loro condizioni e il loro tenore di vita in Giudea e Samaria (Cisgiordania) sono nettamente migliori che nella striscia di Gaza (controllata da Hamas). Noi non minacciamo e non intendiamo bloccare il coordinamento sulla sicurezza – ha concluso il ministro della difesa israeliano – Se lo bloccano, sarà una loro decisione.”

“Israele è un progetto coloniale che non ha nulla a che fare con gli ebrei”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) parlando al Comitato Centrale dell’Olp, riunito domenica sera a Ramallah. “Gli europei – ha aggiunto Abu Mazen – volevano solo portare qui gli ebrei per preservare i loro interessi nella regione e chiesero all’Olanda [sic], che aveva la flotta più grande del mondo, di trasferire gli ebrei”. Abu Mazen ha poi detto che “Israele ha posto fine agli accordi di Oslo e tra le decisioni che noi dobbiamo prendere c’è la questione di Oslo”. Abu Mazen ha poi confermato che funzionari statunitensi hanno offerto ai palestinesi il sobborgo di Abu Dis, a Gerusalemme est, come capitale di un futuro stato palestinese. E ha concluso: “A Trump e a tutti gli altri diciamo: no, no al vostro piano, noi lo rifiutiamo”. Hamas e Jihad Islamica palestinese, che non fanno parte dell’Olp, hanno deciso di boicottare la riunione dicendo di non voler fare “da foglia di fico” e a causa dello stallo nel processo di riconciliazione palestinese (bloccato dai primi di dicembre sulla questione delle controllo sulle armi a Gaza, che Hamas non vuole cedere all’Autorità Palestinese).

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è giunto domenica mattina a Nuova Delhi, in India, per una visita di sei giorni che restituisce la visita fatta in Israele dal primo ministro indiano Narendra Modi nel luglio scorso.

L’esponente di Hamas Mohamed Hamdan, noto anche come Abu Hamza, è rimasto ferito in modo non grave nell’esplosione della sua auto, nella città libanese di Sidone. Lo hanno riferito domenica fonti di sicurezza citate dalla tv di Hezbollah al-Manar. L’ufficio politico di Hamas in Libano ha cercato di sostenere che sarebbe coinvolto Israele. In un’intervista a radio Galei Israel, il ministro israeliano dell’Intelligence Israel Katz ha commentato ironicamente: “Se Israele c’entrasse, Hamdan non sarebbe rimasto solo leggermente ferito”.

Polizia e servizi di sicurezza israeliani hanno arrestato un 26enne arabo residente a Tayibe (Israele centro) sospettato di progettare attentati per conto dell’ISIS.

Con un comunicato diffuso sabato, Hamas ha annunciato che non avrebbe partecipato a un incontro di dirigenti palestinesi, domenica sera a Ramallah, per discutere del riconoscimento Usa di Gerusalemme come capitale d’Israele. La decisione viene vista come un’ulteriore battuta d’arresto negli sforzi di riconciliazione tra fazioni palestinesi. Anche la Jihad Islamica palestinese ha detto che non prenderà parte all’incontro.

“Hamas sostiene che le proteste ai confini della striscia di Gaza non sono violente, ma in realtà manda contro il confine con Israele giovani armati di bombe a mano e molotov”. Lo ha scritto sabato il coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori, Yoav Mordechai, sulla sua pagina Facebook in arabo. Mordechai ha aggiunto, rivolto agli abitanti di Gaza: “Non permettere a Hamas di approfittare di voi: loro si nascondono dietro di voi e voi ne pagate le conseguenze”.

Israele ha sventato attacchi terroristici in Europa, e tra questi alcuni che avrebbero coinvolto l’aviazione civile. Lo ha rivelato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un incontro martedì scorso con gli ambasciatori Nato in Israele. “Attraverso i nostri servizi di intelligence – ha spiegato Netanyahu – abbiamo fornito informazioni che hanno permesso di bloccare alcune decine di grandi attacchi terroristici, molti dei quali nei paesi europei, e alcuni di un tipo mai verificatosi finora su suolo europeo. Israele ha così contribuito a salvare molte vite di europei”.