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Nonostante gli sforzi prodigati per quattro giorni, i medici dello Shaare Zedek Medical Center hanno dovuto annunciare, mercoledì sera, il decesso del neonato prematuro, vittima dell’attentato palestinese di domenica scorsa una fermata d’autobus presso Ofra, a nord di Gerusalemme. La madre Shira Ish-Ran, gravemente ferita ma in condizioni stazionarie, e il padre Amichai Ish-Ran, anch’egli ferito nell’attentato, hanno potuto vedere il piccolo solo mercoledì mattina. (Da: YnetNews, Jerusalem Post, 12.12.18)

Hamas ha ufficialmente annunciato, giovedì, in una conferenza stampa presso Bureij (striscia di Gaza centrale), che intende lanciare cinquemila di aquiloni e palloni incendiari da Gaza verso Israele, venerdì, in occasione della festa islamica di Eid al-Fitr (fine del mese di Ramadan).

Un drone ha sparato verso una cellula di palestinesi, nella striscia di Gaza centrale, che si apprestava a lanciare un pallone incendiario sul territorio israeliano. Non si segnalano feriti. Dopo aver messo in fuga il gruppo con i colpi d’avvertimento, le Forze di Difesa israeliane hanno colpito una struttura nell’area dove la cellula palestinese aveva preparato gli ordigni molotov. Nel frattempo, si segnala che almeno 11 incendi sono scoppiati giovedì nelle aree israeliane adiacenti la Gaza a causa di aquiloni e palloni incendiari palestinesi. Israele ha più volte avvertito che potrebbe essere costretto a colpire i palestinesi che lanciano dispositivi incendiari oltre confine. Sabato scorso un drone israeliano aveva sparato per la prima volta colpi di avvertimento verso tre palestinesi di Gaza che preparavano un pallone incendiario, anche in quel caso senza causare vittime.

 

Nonostante gli sforzi israeliani, l’Iran continua a cercare di migliorare la sua capacità di lanciare missili dalla Siria. Lo ha detto mercoledì il capo della Divisione Intelligence delle Forze di Difesa israeliane, Tamir Heyman, in un incontro a porte chiuse dell’International Homeland Security Forum a Gerusalemme. “Che siano riusciti a lanciare razzi verso Israele costringendoci a riaprire i rifugi – ha detto Heyman – è un fatto che loro considerano un grande successo, anche se è stato un totale fallimento sul piano operativo. Ora stanno cercando di aumentare le loro capacità di lancio e di stabilire cellule terroristiche che possano penetrare in Israele e colpire le nostrre comunità sulle alture del Golan “, ha spiegato Heyman all’emittente israeliana KAN. Lo scorso maggio, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha sparato una raffica di 32 missili Fajr-5 e Grad sul Golan israeliano, senza riuscire a causare danni o vittime ma scatenando per reazione la più vasta operazione aerea israeliana in Siria dal 1974. “Nessuno ha fatto caso all’espansione regionale dell’Iran in Medio Oriente” ha detto Heyman, spiegando che la comunità internazionale si è concentrata sull’accordo nucleare e non su altri elementi preoccupanti, come l’arsenale missilistico delle Guardie Rivoluzionarie. Mostrando una mappa con le forze iraniane in Siria, Heyman ha detto: “Probabilmente pensate che sono lì per aiutare il regime di Assad. Ma non c’è più nessuna minaccia per il presidente Assad, quindi perché restano? Se sono venuti solo per aiutare il regime, bene: grazie e arrivederci. Ecco, questo è ciò che chiamiamo trinceramento iraniano in Siria”.

Nella lotta contro l’Iran, Israele “serve la causa della sicurezza e della pace anche al di là del Medio Oriente”. Lo ha detto giovedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo al Forum internazionale sulla sicurezza interna a Gerusalemme. “Chiediamo il sostegno dei vostri governi” ha aggiunto Netanyahu, rivolto ai 20 ministri stranieri presenti alla conferenza ospitata dal ministro della pubblica sicurezza israeliano Gilad Erdan. “Dopo l’accordo con l’Iran, Teheran ha preso i soldi e ha iniziato a espandere il suo impero, cercando di piazzare forze armate in Siria e di attaccare Israele. Naturalmente ci stiamo opponendo” ha detto Netanyahu, che ha paragonato la minaccia dello Stato Islamico a quella di un altro ramo islamista, quello dell’islam sciita guidato dall’Iran, che cerca di creare un impero. Quest’ultimo, ha detto Netanyahu, rappresenta una minaccia “molto più grande dell’ISIS”, che a sua volta sta tentando di creare uno Stato Islamico nel Sinai egiziano. L’Iran sta cercando di colonizzare la Siria nel quadro del suo principale obiettivo di debellare Israele, ha spiegato Netanyahu: “Vuole usare 80.000 militanti sciiti in Siria. Ma la Siria è al 90% sunnita e questa è la ricetta per un’altra guerra civile. Prevenendo questo scenario, aiutiamo la sicurezza anche di altri paesi del mondo”. Netanyahu ha inoltre ribadito che Israele ha contribuito ultimamente a sventare decine di attentati nel mondo.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ricevuto nel suo ufficio, giovedì, lo sceicco indonesiano Yahya Cholil Staquf, in visita a Gerusalemme. Staquf è a capo di Nahdlatul Ulama, una delle più grandi organizzazioni indipendenti del mondo musulmano sunnita (60 milioni di aderenti in oltre 30 paesi). Netanyahu ha confermato a Staquf che molte nazioni musulmane stanno rafforzando i loro rapporti con Israele per due ragioni: le capacità tecnologiche di Israele e la lotta contro Iran e ISIS. Staquf, sostenitore della convivenza fra religioni, ha incontrato diversi leader religiosi durante la sua visita in Israele. Tuttavia, l’incontro di giovedì con il primo ministro Netanyahu non era previsto nel suo programma. L’Indonesia non ha relazioni diplomatiche con Israele e la visita di Staquf ha provocato vivaci proteste Indonesia. Vedi le foto su YnetNews

Agenti della polizia di frontiera israeliana, in servizio giovedì a uno degli ingressi della Tomba dei Patriarchi a Hebron, hanno individuato e arrestato in tempo, senza colpo ferire, un 19enne palestinese che aveva un coltello nascosto sotto gli abiti.

Un’esplosione avvenuta mercoledì sera nel campo palestinese di Shua’fat a Gerusalemme est (un ferito grave) si è verificata durante un tentativo di costruire un ordigno esplosivo. Lo ha detto la polizia israeliana dopo un’indagine preliminare, aggiungendo d’aver trovato ulteriore materiale esplosivo nell’appartamento in cui è avvenuta l’esplosione. Arrestati otto sospetti.

La Commissione bilancio del parlamento tedesco ha approvato mercoledì un accordo, del valore stimato di quasi un miliardo di euro, per l’affitto di cinque sistemi di droni Heron TP fabbricati dalle Israel Aerospace Industries, più formazione degli operatori tedeschi e servizi di supporto. Nell’ambito del contratto, della durata di nove anni, la Airbus DS Airborne Solutions GmbH fungerà da capocommessa responsabile della gestione di tutti gli aspetti del progetto, compreso il supporto operativo e la manutenzione per tutta la durata dell’accordo. Secondo quanto riportato dai mass-media israeliani, i dettagli dell’accordo comprendono un pagamento di circa 720 milioni di dollari per il leasing dei droni e altri 180 milioni da trasferire direttamente al governo di Israele per l’uso di aeroporti e altre infrastrutture che appartengono all’aviazione. Gli Heron TP sono i droni più avanzati delle Israel Aerospace Industries, con una autonomia di 40 ore, e possono essere usati sia per ricognizione sia per ruoli di combattimento e supporto, armati con missili aria-terra. L’esercito tedesco attualmente utilizza un modello diverso di droni Heron che non possono essere armati.

La Russia ha tenuto il suo annuale ricevimento del “Giorno della Russia” nel Sergei Courtyard di Gerusalemme, più noto come Russian Compound: un complesso di edifici costruito alla fine del XIX secolo dalla Società Imperiale Ortodossa di Palestina per i pellegrini russi in visita in Terra Santa, nazionalizzato sotto il Mandato Britannico, ma donato da Israele alla Russia nel 2009 come gesto di amicizia. Finora la celebrazione del “Giorno della Russia” si era sempre tenuta a Tel Aviv. Questo è il primo anno in cui l’evento si svolge a Gerusalemme. La Russia ha riconosciuto Gerusalemme ovest come capitale di Israele nel 2017, pur ribadendo che la parte orientale della città dovrebbe essere riservata come capitale per un futuro stato palestinese. Anche il presidente Usa Donald Tramp, nella sua dichiarazione del 6 dicembre 2017 con cui riconosceva Gerusalemme come capitale d’Israele, precisava che ciò non significa “prendere posizione sui problemi relativi allo status finale, compresi i confini specifici della sovranità israeliana a Gerusalemme o la risoluzione dei confini contestati: questioni che dipendono solo dalle parti interessate”.