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E’ stato annullato un incontro tra i governi di Germania e Israele che era in programma per il mese di maggio. Un portavoce tedesco ha detto che i governi hanno concordato di “rimandare” l’incontro annuale a causa del fitto calendario di incontri che impegnano la presidenza tedesca del G20. Un portavoce del Ministero degli esteri israeliano ha confermato che l’appuntamento è stato rinviato a causa di “problemi di agenda da parte tedesca”. Tuttavia anonimi funzionari tedeschi hanno detto alla stampa che la vera ragione della cancellazione sarebbe la sensazione che i due governi sono su posizioni “troppo distanti” sul tema del processo di pace in Medio Oriente perché la riunione possa essere utile.

Il governo israeliano ha approvato domenica un nuovo piano quinquennale per lo sviluppo di infrastrutture destinate alle comunità beduine nel sud del paese. I ministri hanno stanziato 3 miliardi di shekel (circa 800 milioni di dollari) per il miglioramento di istruzione, occupazione e strutture di governo locale. Il piano prevede anche interventi contro le costruzioni abusive, molto aumentate nel settore negli ultimi anni.

Con elezioni interne segrete, Yahya Sanwar, 52 anni (uno dei terroristi di più alto rango scarcerati da Israele nel 2011 nel quadro del ricatto per la liberazione dell’ostaggio Gilad Shalit), è stato eletto a capo di Hamas nella striscia di Gaza. Lo ha riferito la tv Al Jazeera aggiungendo che, come suo vice, è stato eletto Khalil al-Haya. Sanwar, membro delle Brigate Izzedine al-Qassam, è noto per le sue posizioni particolarmente bellicose ed estremiste. In Israele era stato condannato per aver organizzato l’assassinio di palestinesi accusati di collaborare con Israele nella lotta al terrorismo e per il sequestro e assassinio del soldato israeliano Nachshon Wachsman. Secondo il quotidiano palestinese Al-Quds, i candidati sostenuti dalle Brigate Izzedine al-Qassam hanno dominato le elezioni interne ottenendo la maggioranza dei voti.

“La risoluzione Onu 1701 (dell’agosto 2006) è di vitale importanza per la stabilità e la sicurezza del Libano, e prevede il disarmo di tutti i gruppi armati: niente armi al di fuori di quelle dello Stato”. Lo ha ricordato lunedì con un tweet la coordinatrice Onu in Libano, Sigird Kaag, reagendo alle dichiarazioni del presidente libanese Michel Aoun che domenica sera, durante una visita al Cairo, aveva detto alla tv egiziana CBC: “Fin quando l’esercito libanese non sarà abbastanza forte per combattere Israele, c’è bisogno dell’esistenza di Hezbollah”, aggiungendo che la milizia sciita filo-iraniana (che lo sostiene politicamente) “ha un ruolo complementare all’esercito libanese”. Domenica Times of Israel aveva citato ufficiali israeliani secondo i quali Hezbollah e truppe regolari libanesi collaborano attivamente a ridosso del confine con Israele in violazione della risoluzione 1701.

Intervenendo lunedì mattina alla 14esima Conferenza annuale di Gerusalemme, il presidente d’Israele Reuven Rivlin ha criticato la nuova legge per la regolarizzazione delle case israeliane costruite su terreni poi risultati di proprietà privata palestinese, dicendo: “Quello che è chiaro è che non si possono applicare leggi in aree su cui non abbiamo deciso di esercitare la nostra sovranità. Innanzitutto dobbiamo decidere qual è la nostra posizione per quanto riguarda sovranità, e poi possiamo emanare leggi”. Dal canto suo, il ministro dell’istruzione Naftali Bennett intervenendo alla Conferenza ha detto: “Uno stato palestinese ci inonderebbe di profughi e discendenti di profughi; dopodiché, con milioni di palestinesi dentro Israele, lo stato di Israele non potrebbe più essere né ebraico né democratico”.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha smentito la notizia secondo cui starebbe considerando la nomina della israeliana Tzipi Livni a una posizione di alto livello all’Onu in cambio della nomina del palestinese Salam Fayyad a inviato in Libia, definendola frutto di “chiacchiere e speculazioni”. Guterres si è anche detto “profondamente rammaricato” per la decisione degli Stati Uniti di bloccare la nomina dell’ex primo ministro palestinese Salam Fayyad come inviato Onu in Libia dicendo che Fayyad era “la persona giusta al posto giusto nel momento giusto”.

“Voglio ricordare a Marine Le Pen che per gli ebrei di tutto il mondo Israele è un’assicurazione sulla vita, e che se Israele fosse esistito 70 anni fa non ci sarebbe stata la Shoà”. Lo ha dichiarato domenica il deputato ebreo francese Meyer Habib reagendo al proposito dichiarato dalla candidata presidente dell’estrema destra francese di costringere gli ebrei a rinunciare alla doppia cittadinanza israelo-francese. “Che le piaccia no – ha aggiunto Habib – noi non chiederemo mai agli israelo-francesi di scegliere tra Francia e Israele: sarebbe come chiedere loro di scegliere tra la madre e il padre. Qual è il problema con l’essere israeliani e francesi? – si è poi chiesto il parlamentare, specificando che la stessa cosa vale per i cittadini di altri paesi, dagli Stati Uniti all’Algeria – Il problema non è la nazionalità numero uno, due o tre. Il problema sono i valori. Ciò che non si deve essere è un jihadista che odia la Francia, che respinge i suoi valori fondamentali e rigetta il suo stile di vita, o rappresentare una minaccia letale per i francesi e allo stesso tempo mantenere la cittadinanza francese”. Habib ha anche ricordato a Le Pen “il debito inestinguibile dell’Europa verso il popolo ebraico”.

I siriani sfollati a causa della guerra civile riceveranno presto articoli invernali d’emergenza (coperte, cappotti, sacchi a pelo, guanti, stivali ecc.) donati da israeliani, ma non sapranno mai da dove provengono perché la Siria si considera uno stato nemico di Israele. “Al fine di proteggere l’iniziativa e i suoi destinatari” tutti i loghi e le etichette in ebraico verranno rimossi dalle più di 100 tonnellate di materiale raccolte da tre organizzazioni sioniste israeliane. Il rappresentante dei gruppi, Gilad Perry, ha detto che anche la data e il metodo di consegna non possono essere rivelati per lo stesso motivo. “Temevo che la gente non avrebbe donato volentieri sapendo che la provenienza della donazione sarebbe rimasta sconosciuta – ha detto Perry – Sono rimasto sorpreso nel vedere che mi sbagliavo”. Quest’anno l’iniziativa, che ha avuto inizio nel 2014, ha visto un numero record di donazioni, con materiali raccolti fra ebrei, arabi e drusi in tutta Israele. Vedi video e foto su Jerusalem Post

Nel corso di una lunga riunione di governo alla vigilia del suo viaggio a Washington per incontrare il presidente Donald Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia i suoi ministri della destra Naftali Bennett e Ayelet Shaked dal pensare che non ci saranno limiti alle costruzioni ebraiche in Cisgiordania. Bennett e Shaked avrebbero chiesto a Netanyahu di dire a Trump che non ci sarà un futuro stato palestinese, ma Netanyahu non ha acconsento alla richiesta. “Tutti i ministri hanno infine convenuto che è molto importante il rafforzamento dei legami con gli Stati Uniti a livello sia governativo che personale”, si legge in un comunicato dell’ufficio del primo ministro.

Attivisti spagnoli del movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele) saranno processati davanti a un tribunale di Valencia per il sabotaggio e le vessazioni inflitte al cantante ebreo statunitense Matisyahu nell’estate del 2015.