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Il ministro degli affari strategici israeliano, Gilad Erdan, ha proposto di creare un data-base con i nominativi dei cittadini israeliani e stranieri coinvolti nella promozione e nel sostegno del movimento BDS (per boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele). Contrario alla proposta l’avvocato generale dello stato, Avi Licht.

La Russia non ha detto a Israele di porre fine ai raid in territorio siriano e Netanyahu ha chiarito al presidente russo Vladimir Putin che Israele continuerà a compiere missioni nello spazio aereo siriano quando possibile e necessario. Lo ha detto martedì lo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando ai giornalisti in Cina, dove si trova in visita ufficiale. La Russia non ha cambiato politica circa il coordinamento con l’aviazione israeliana sulla Siria, ha detto Netanyahu smentendo notizie in senso opposto circolate lo scorso fine settimana. Netanyahu ha ribadito che Israele continuerà a contrastare i tentativi da parte dell’Iran, e dei suoi alleati terroristi come Hezbollah, di contrabbandare armi strategiche in Libano attraverso la Siria. “La nostra politica è coerente e questo è quello che ho detto a Putin”, ha concluso Netanyahu.

I servizi di sicurezza israeliani hanno annunciato martedì l’arresto di Muhammad Murtaja, 39 anni, coordinatore nella striscia di Gaza delle attività dell’Agenzia turca per la cooperazione e lo sviluppo TIKA. Murtaja è accusato d’essere stato reclutato da Hamas sin dal 2008 per dirottare fondi umanitari turchi alle attività terroristiche del gruppo islamista palestinese. Secondo le indagini, Murtaja è stato anche coinvolto da Hamas in attività di addestramento, fabbricazione di armi e ordigni esplosivi, e nello scavo di tunnel per infiltrazioni terroristiche. L’arresto di Murtaja ha rivelato, tra l’altro, che negli ultimi due anni Hamas ha chiesto all’organizzazione islamista turca IHH (responsabile delle flottiglie per Gaza) di ricevere sofisticati programmi di mappatura per migliorare i lanci di razzi su Israele. Secondo l’indagine, Hamas ha usato finora le mappe di Google per lanciare razzi che però sono stati per lo più intercettati e sono andati fuori bersaglio. Murtaja ha rivelato che doveva recarsi in Turchia per ricevere una chiavetta USB destinata a Hamas con mappe di Israele molto più dettagliate, basate su dati acquisiti dalla Turchia grazie a progetti satellitari.

Il comandante militare di Hezbollah, Mustafa Badreddine, è stato ucciso dai suoi stessi capi. Lo ha affermato il capo di stato maggiore israeliano Gadi Eisenkot dicendo che da informazioni di intelligence risulta che Badreddine venne ucciso, lo scorso maggio in Siria, da agenti di Hezbollah, una circostanza che secondo Eisenkot “conferma la profondità della crisi interna di Hezbollah” nonché “il grado di brutalità, complessità e tensione tra Hezbollah e il suo patrono Iran”.

Una arabo-israeliana originaria della città settentrionale di Sakhnin, è stata condannata a 4 anni di carcere da un tribunale israeliano con l’accusa d’essersi arruolata nell’ISIS. Ne ha dato notizia lunedì la tv Canale 2.

Un 30enne palestinese di Jenin è stato arrestato dalle autorità israeliane con l’accusa d’aver scagliato un ordigno esplosivo contro soldati israeliani vicino al posto di controllo di Gilboa. Altri tre palestinesi di 19, 29 e 48 anni sono stati arrestati durante la notte nella città di Taysir (Cisgiordania settentrionale) con l’accusa d’aver rubato armi da una base delle Forze di Difesa israeliane.

Mass-media arabi hanno riferito lunedì che le difese aeree siriane hanno abbattuto un drone israeliano. Le Forze di Difesa israeliane hanno confermato che un velivolo telecomandato tipo Skylark è precipitato sul lato siriano del confine fra i due paesi, aggiungendo che le circostanze sono sotto inchiesta ma che l’incidente non ha compromesso informazioni classificate. Skylark è un drone di sorveglianza tattica utilizzato principalmente per missioni di routine lungo i confini di Israele.

Israele ha approvato lunedì il trasferimento nella striscia di Gaza controllata da Hamas di circa 300 milioni di shekel (82 milioni di dollari) in contanti. Si tratta di fondi provenienti da paesi del Golfo e dall’Unione Europea destinati a pagare gli stipendi di circa 50.000 dipendenti del governo dell’Autorità Palestinese che si trovano nella striscia di Gaza. Una foto trasmessa dalla tv Canale 2 ha mostrato il denaro avvolto in grandi sacchi di plastica, pronto per il trasferimento attraverso un valico di frontiera non specificato. Israele ha già autorizzato diversi pagamenti di questo tipo in passato tra cui uno, la scorsa estate, dal Qatar (113 milioni di riyal sauditi, pari a 31 milioni di dollari).

Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha avvertito lunedì che Teheran è “totalmente pronta” a riavviare il suo programma nucleare, se gli Stati Uniti non manterranno i loro impegni nell’ambito dell’accordo del luglio 2015. “L’Iran è totalmente pronto a tornare alla situazione precedente l’accordo e anche di più” ha detto Zarif , citato da mass-media statali iraniani.

La Knesset ha approvato in lettura finale, lunedì, un disegno di legge che pone limiti al finanziamento ed esige trasparenza dei fondi a organizzazioni che fanno attività politica in campagna elettorale, applicando loro le stesse norme previste per i partiti politici. La legge, soprannominata V15 (dal nome di un gruppo che fece campagna elettorale nel 2015 pur non essendo ufficialmente affiliato a un partito specifico), mira a impedire che organizzazioni non governative esercitino influenza in campagna elettorale aggirando la legge sul finanziamento dei partiti.