Sezione: News

Medici ed esperti dello Sheba Medical Center di Tel HaShomer si trovano attualmente nello Zambia per aiutare il paese ad affrontare un’epidemia letale di colera. Arrivata venerdì della scorsa settimana, la squadra israeliana (composta da ingegneri idrici, epidemiologi, esperti di medicina tropicale e medici generici) è la prima delegazione straniera ad accorrere nel paese africano colpito da settembre da un’epidemia che ha già causato oltre 60 morti e migliaia di contagiati.

Circa 215 milioni di cristiani in tutto il mondo (1 ogni 12) sono perseguitati a causa della loro fede, stando a un rapporto diffuso mercoledì dall’organizzazione Open Doors che monitora le persecuzioni anti-cristiane nel mondo e pubblica ogni anno la lista dei primi 50 paesi dove i cristiani patiscono per la loro fede. Il posto più pericoloso per un cristiano praticante è la Corea del Nord, ma la causa numero uno della persecuzione cristiana è la diffusione dell’islam estremista che alimenta la persecuzione in otto dei primi 10 paesi: Afghanistan, Somalia, Sudan, Pakistan, Libia, Iraq, Yemen e Iran. Preoccupante anche il livello di persecuzione nei territori dell’Autorità Palestinese dove i 67.700 cristiani non sono soggetti ad alti livelli di violenza ma subiscono un’enorme quantità di pressioni. Israele non compare nella lista.

Continua a suscitare scalpore, a Gaza, il raccapricciante video diffuso la scorsa settimana in cui si vede un terrorista palestinese dell’ISIS del Sinai che uccide, sparandogli alla nuca, un altro palestinese accusato di collaborare con Hamas. Il New York Times riporta che due famiglie di Gaza, allineate con Hamas, hanno rinnegato i loro congiunti ritratti nel video. Il comiziante, nel video di 22 minuti, è un palestinese cresciuto nel campo di Shabora, nella parte palestinese di Rafah, al confine con l’Egitto, mentre il boia è originario della città di Gaza ed è stato membro dell’ala militare di Hamas prima di passare all’ISIS. Il contrabbandiere “giustiziato” viveva nella parte egiziana di Rafah, appena oltre il confine. Da quando Hamas si è riavvicinata all’Iran, l’ISIS la accusa di tradire la causa palestinese partecipando alla repressione dei jihadisti salafiti, di tollerare troppo sciiti e cristiani a Gaza e di aver “ceduto” alla democrazia accettando di partecipare a future elezioni palestinesi.

Tre sorelle palestinesi (di cui una minorenne) in possesso di pugnali sono state arrestate in tempo dalla polizia di frontiera israeliana, mercoledì presso la Grotta dei Patriarchi di Hebron, prima che riuscissero a causare vittime.

Violenti scontri sono scoppiati mercoledì a Kfar Tel, presso Nablus, quando dimostranti palestinesi hanno assaltato un posto di blocco istituito dalle Forze di Difesa israeliane  nel quadro delle ricerche dei terroristi responsabili dell’attentato di martedì sera costato la vita a Raziel Shevah. Violenti scontri anche al confine fra Israele e striscia di Gaza, nei pressi di el-Bureij, dove gruppi di dimostranti hanno cercato di varcare la barriera di confine. Secondo fonti palestinesi, negli incidenti sarebbero rimasti uccisi due adolescenti palestinesi. Un portavoce delle Forze di Difesa israeliane ha detto che sono in corso accertamenti ma, a quanto risulta, sono stati regolarmente sparati colpi in aria d’avvertimento. Tuttavia, quando i dimostranti hanno continuato ad avanzare verso il confine, sono stati esplosi alcuni colpi verso i “maggiori aizzatori”.

Secondo quattro ex alti funzionari Usa citati giovedì da Ha’aretz, a fine 2014 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe proposto all’amministrazione Obama che i palestinesi ricevessero territori egiziani nella parte settentrionale del Sinai (al confine con Gaza) in cambio di equivalenti annessioni israeliane di territori in Cisgiordania. La notizia è stata smentita dall’ufficio di Netanyahu. Il mese scorso, il New York Times aveva riferito che il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, aveva presentato un piano dello stesso tipo al presidente palestinese Abu Mazen durante un incontro a Riad. Lunedì scorso il giornalista israeliano Ben Caspit ha scritto su Ma’ariv che anche il piano a cui sta lavorando la squadra Usa di Jared Kushner includerebbe uno scambio di terre nel Sinai. La Casa Bianca ha tuttavia smentito entrambi i reportage.

Dopo Hamas, anche Fatah (il movimento che fa capo ad Abu Mazen) ha celebrato sulla propria pagina Facebook i terroristi palestinesi che martedì, “in 30 secondi, da 20 metri di distanza, con 22 proiettili” (sic), hanno assassinato a sangue freddo il rabbino Raziel Shevah.

Nel 2017 hanno visitato Israele 3,6 milioni di turisti, 25% in più del 2016. Lo ha cominciato mercoledì l’Ufficio Centrale di statistica israeliano.

“Un israeliano padre di sei figli è stato ucciso la notte scorsa a sangue freddo da terroristi palestinesi. Hamas elogia gli assassini e le leggi dell’Autorità Palestinese garantiranno loro un premio in denaro. Non occorre altro per sapere come mai non c’è la pace”. Lo ha scritto mercoledì in un tweet l’ambasciatore Usa in Israele David Friedman, facendo riferimento all’attentato di martedì sera costato la vita a Raziel Shevach.

Un autista d’autobus israeliano è rimasto ferito, mercoledì, da lanci di pietre nella zona di Pisgat Ze’ev (Gerusalemme nord).