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Secondo il Wall Street Journal, che ha citato lunedì fonti vicine alla questione, diversi paesi arabi del Golfo sarebbero disposti a migliorare i loro rapporti con Israele se Israele adotterà quelle che definiscono misure significative per rilanciare il processo di pace con i palestinesi. Nel quadro di tale processo di normalizzazione, gli stati del Golfo sarebbero disposti a inaugurare linee di telecomunicazione con Israele, consentire alle imprese israeliane di commerciare con partner arabi e permettere agli aerei di linea israeliani di sorvolare i loro territori. In cambio Israele dovrebbe bloccare le attività edilizie ebraiche nei territori contesi e allentare il blocco anti-terrorismo sulla striscia di Gaza.

Il ministro israeliano per la scienza e la tecnologia Ofir Akunis ha cancellato la sua prevista visita, martedì in Giordania, in occasione del lancio del progetto scientifico congiunto per l’acceleratore di particelle “Sesame”, a causa della recente dichiarazione con cui Amman ha accusato Israele d’aver commesso un “crimine atroce” quando sabato scorso a Gerusalemme un poliziotto ha ucciso un cittadino giordano che lo aveva aggredito a colpi di coltello. Un video mostra l’aggressore che sferra diversi fendenti contro l’agente facendolo cadere al suolo prima d’essere sua volta colpito. Il ministro Akunis ha spiegato a radio Galei Tzahal che la sua protesta diplomatica è il minimo che si dovesse fare. “Il progetto scientifico è importante – ha detto Akunis – e la pace con la Giordania è molto importante, ma difendere la verità è più importante di ogni altra cosa”.

L’amministrazione Trump ha smentito che uno dei suoi alti funzionari abbia definito il Muro Occidentale  (“del pianto”) parte della Cisgiordania al di fuori della giurisdizione israeliana. “Questi commenti, se veri, non sono stati autorizzati dalla Casa Bianca – ha detto un portavoce al Jerusalem Post lunedì pomeriggio – Essi non riflettono la posizione degli Stati Uniti, e certamente non la posizione del presidente”.

La madre di un ebreo israeliano di 19 anni residente a Nahariya ha donato uno dei suoi reni a un ragazzo arabo palestinese di 16 anni residente a Jenin (Cisgiordania), mentre il fratello dell’adolescente palestinese ha donato un rene al giovane israeliano. Il “trapianto incrociato”, eseguito nell’ospedale Rambam di Haifa, si è reso necessario perché, mentre ciascun donatore non era compatibile con il parente bisognoso dell’organo, i loro tessuti sono risultati compatibili con quelli dell’altra famiglia. I chirurghi del Rambam hanno parlato di due operazioni “impegnative e complicate”, soprattutto dal punto di vista logistico, perché dovevano essere eseguite contemporaneamente. Nella procedura sono state impegnate decine di medici, paramedici e altro personale di chirurgia vascolare, nefrologia e altre unità. Entrambe le operazioni sono riuscite e i pazienti sono in fase di recupero.

L’azienda israeliana Water-Gen con sede a Rishon Lezion, nota per i suoi apparecchi capaci di produrre acqua potabile estraendola dall’umidità dell’aria a costi contenuti, ha partecipato la scorsa settimana a un’esercitazione delle forze armate degli Stati Uniti. Durante la simulazione le unità di soccorso sono state impegnate per cinque giorni a Indianapolis e a Chicago nel salvataggio di vittime intrappolate in edifici alberghieri crollati a causa di un tornado. Per tutto il tempo, generatori di acqua della Water-Gen di dimensioni medie da 350 galloni posizionati sulla scena hanno fornito una costante quantità di acqua sia ai soccorritori che alle vittime, al ritmo di 1 gallone d’acqua per ogni kilowatt di energia impiegato.

Incidente diplomatico, lunedì, tra la squadra americana che prepara la visita del presidente Usa Donald Trump e i suoi interlocutori israeliani. Secondo la tv Canale Due, un funzionario Usa avrebbe detto che Trump si recherà al mMro Occidentale (“del pianto”) di Gerusalemme “in veste privata” giacché “non è vostra giurisdizione, è parte della Cisgiordania ed è territorio conteso”. Un funzionario governativo israeliano citato nel reportage avrebbe definito “scioccante” l’affermazione, dicendosi “certo che è contraria alla politica del presidente Trump”. Il funzionario israeliano ha poi ribadito che il Muro Occidentale è sacro all’ebraismo e territorio sovrano d’Israele.

Stuart Jones, assistente del Segretario di Stato Usa per gli affari del Vicino Oriente, ha detto lunedì che gli Stati Uniti hanno la prova fotografica che il regime del presidente siriano Bashar Assad ha costruito un crematorio vicino al carcere militare di Sednaya, non lontano da Damasco, dove sono state imprigionate decine di migliaia di persone durante i sei anni di guerra civile. Il Dipartimento di Stato ritiene che nella struttura vengano impiccati in media 50 detenuti al giorno e che molti dei corpi vengano poi bruciati nel crematorio.

Grazie a un progetto speciale lanciato nei giorni scorsi, i soldati del corpo Combat Intelligence Collection delle Forze di Difesa israeliane, che annovera ricognitori specializzati, collaboreranno con la Società israeliana per la protezione della natura nel proteggere l’ambiente e la fauna selvatica del paese. Grazie ai loro strumenti, fra cui telecamere e binocoli a inbfrarossi, con cui monitorano costantemente aree in Giudea e Samaria e nella valle del Giordano per individuare minacce alla sicurezza come infiltrazioni nemiche, i soldati contribuiranno a prevenire anche caccia di frodo e furti di antichità segnalando rapidamente i sospetti alle autorità competenti. “Il primo obiettivo – ha spiegato Mani Abramov, comandante dell’unità che ha seguito appositi corsi speciali – è quello di identificare cacciatori abusivi e tombaroli in settori che i nostri ricognitori già conoscono bene. Il secondo è raccogliere informazioni sugli animali per scopi di ricerca e salvaguardia. Dal nostro punto di vista, proteggere l’ambiente rientra nel nostro compito in quanto militari di difendere il paese”.

Il sito archeologico Khirbet Burgin, a sud di Beit Shemesh, che conserva grotte usate all’epoca della rivolta di Bar Kokhba (II sec. e.v.), è stato aperto al pubblico lo scorso fine settimana in occasione del 115esimo anniversario del KKL (Fondo Nazionale ebraico per Israele). Il sito, esplorato grazie a un progetto congiunto del KKL con la Israel Antiquities Authority e il Consiglio Regionale Mateh Yehuda, ha rivelato una vasta rete di gallerie sotto a edifici risalenti all’epoca del Secondo Tempio e a quella romano-bizantina. I tunnel venero estesi durante il ripetuti tentativi di rivolta degli ebrei contro l’Impero Romano ed è in quel periodo che alcune delle aree sotterranee furono utilizzate dal comandante ebreo Simon Bar Kokhba e dai suoi seguaci per nascondersi durante la rivolta del 132 e.v.

Per la prima volta dopo 109 anni, i ricercatori hanno scoperto una nuova specie di farfalla caratteristica di Israele e dei vicini paesi di Siria e Libano. La specie, identificata come Fritillaria di Acentria (Melitaea Acentria), è stata scoperta sulle pendici del Monte Hermon, nel nord dell’Israele, da un team di ricercatori dell’Istituto zoologico di San Pietroburgo (Russia). “Migliaia di persone avevano visto e molte anche fotografato questa bellissima farfalla – ha detto Vladimir Lukhtanov, entomologo e biologo evolutivo presso l’Istituto zoologico – tuttavia nessuno vi aveva visto una specie separata: pensavano che gli esemplari sull’Hermon appartenessero alla specie comunemente chiamata Fritillaria Persiana (Melitaea Persea), ma nessuno finora ne aveva studiato l’anatomia interna e il Dna”. Vedi le foto su Times of Israel