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Un attivista del braccio militare di Hamas è rimasto ucciso in un tunnel nella zona di Rafah, nella parte sud della striscia di Gaza. E’ il secondo operativo di Hamas che resta ucciso nell’ultima settimana durante lavori di scavo dei tunnel usati per compiere infiltrazioni terroristiche in Israele. L’ala militare di Hamas ha detto che l’attivista è morto mentre compiva “una grande e nobile missione per la jihad” in “uno dei tunnel della lotta armata”.

E’ stato completato lo svuotamento del deposito di ammoniaca della baia di Haifa, nel rispetto della scadenza a suo tempo fissata dalla Corte Suprema israeliana per ragioni di sicurezza pubblica (anche alla luce della minaccia missilistica di Hezbollah da oltre il vicino confine con il Libano).

Approssimandosi Rosh Hashana (il capodanno ebraico, che quest’anno inizia la sera di mercoledì 20 settembre), l’Ufficio Centrale di Statistica israeliano ha diffuso domenica dati aggiornati dai quali risulta che nel corso degli ultimi 12 mesi sono nati in Israele 181.405 bambini e si sono stabiliti nel paese 25.977 nuovi immigrati (57% dall’ex Unione Sovietica, 17% dalla Francia, 11% dagli Stati Uniti). Al netto dei decessi, la popolazione israeliana è cresciuta di 156.000 unità, per un tasso di crescita dell’1,8% analogo a quello degli anni scorsi. Oggi la popolazione d’Israele è stimata a 8.743.000 abitanti. I cittadini ebrei sono 6.523.000, pari al 74,6% del totale, mentre i cittadini arabi sono 1.824.000 (20.9%). Israele registra il tasso di fertilità più alto fra i paesi Ocse (3,11). I nomi più comuni dati ai maschi ebrei nati quest’anno in Israele sono stati Uri e Ariel, alle femmine Tamar e Abigail. Il 74,2% degli israeliani vive in agglomerati urbani. Benché il paese sia relativamente piccolo, per la maggior parte è disabitato. Solo il 5,6% della superficie è edificato, il 20% è utilizzato per l’agricoltura, il 2,4% è coperto dalle acque interne e il 7,3% da boschi e parchi nazionali. Il resto è costituito da spazi aperti, terreni rocciosi, aree scavate e terreni a vegetazione brada. In Israele si contano 2.470.200 nuclei famigliari, con una media di 3,1 persone per famiglia. Il reddito medio mensile per nucleo familiare è di 15.427 shekel (3.657 euro) al netto delle imposte. Gli alunni sono 2,2 milioni: 517.000 nell’istruzione prescolare, circa un milione nella scuola elementare e circa 713.000 nella scuola superiore.

Nuovi dettagli sulle tappe in Israele del Giro d’Italia 2018. Il primo giorno (4 maggio, due giorni dopo il 70esimo anniversario dell’indipendenza di Israele) si correrà a cronometro sulle colline di Gerusalemme, partendo dalla Porta di Giaffa, lungo un percorso che passerà vicino alle mura della Città Vecchia e ad altri siti notevoli come la Knesset. Il giorno seguente la gara riprenderà a Haifa da dove i ciclisti so porteranno ad Akko e saliranno a Zikron Yakov, sul massiccio del Carmelo, per poi scendere a Tel Aviv con arrivo sul lungomare. Il terzo e ultimo giorno partiranno da Be’er Sheva per spingersi attraverso il Negev e il cratere di Mitzpe Ramon fino al punto più meridionale d’Israele, Eilat, sul Mar Rosso. Complessivamente i corridori percorreranno una media di 200 km al giorno prima di spostarsi in Italia, dove continueranno la gara di 21 giorni su 3.500 km. Vedi su YouTube il video Giro d’Italia Big start e Giro d’Italia in Terra Santa-Israele

Incontro, lunedì sera, tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump a New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Rispondendo a Trump, che in apertura dell’incontro si è detto certo che è possibile un accordo di pace, Netanyahu ha affermato: “Discuteremo su come cogliere l’opportunità di pace tra Israele e palestinesi e tra Israele e mondo arabo: penso che le due cose vadano di pari passo”. Netanyahu ha anche detto che intendeva discutere con Trump “su come affrontare insieme quello che il presidente Usa ha giustamente definito il terribile accordo sul nucleare dell’Iran, e su come respingere la crescente aggressione iraniana nella regione, specialmente in Siria”.

“Il fatto che diciamo che il regime sionista non vivrà più di 25 anni non significa che sopravviverà certamente per altri 25 anni”. Lo ha detto il capo dell’esercito iraniano, Abdolrahim Mousavi, parlando nella città di Qom, citato lunedì dalle agenzie iraniane Fars e Tasnim. “Se il regime sionista fa una minima mossa sbagliata – ha continuato Mousavi – Haifa e Tel Aviv saranno polverizzate. Israele se ne stia zitto a contare i giorni che mancano alla sua distruzione”.

Per la prima volta nella storia d’Israele, l’esercito Usa ha aperto una base permanente in territorio israeliano. La prima base ufficiale permanente degli Stati Uniti in Israele è stata inaugurata lunedì presso la Scuola di difesa aerea, nel deserto del Negev, ad ovest delle città di Dimona e Yerucha. Si tratta di un progetto a cui americani e israeliani hanno lavorato negli ultimi due anni e che vedrà alcune decine di soldati americani di stanza nella base in modo permanente. Vedi video e foto su Times of Israel

Un palestinese che domenica notte ha cercato di scagliare un ordigno artigianale nel complesso della Tomba di Rachele, a Betlemme, è stato fermato dalla reazione dei soldati israeliani che l’hanno ferito alle gambe.

I leader del Kurdistan autonomo iracheno devono “annullare il referendum (del 25 settembre) che non serve gli interessi generali del popolo iracheno: non permetteremo la creazione di un secondo Israele nel nord dell’Iraq”. Lo ha dichiarato domenica il vicepresidente iracheno Nuri al- Maliki, in un incontro con l’ambasciatore Usa Douglas Silliman. A differenza dei paesi arabi e musulmani, degli Stati Uniti e degli alleati occidentali, Israele si è espresso a favore dell’indipendenza di uno stato curdo.

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, Gadi Eisenkot, ha approvato nuove misure per contrastare l’abitudine del fumo tra i soldati israeliani. In particolare da novembre entreranno in vigore un bando alla vendita di sigarette in 56 basi militari, comprese le gradi basi di Kirya e Tel HaShomer a Tel Aviv, il divieto di fumare nelle aree pubbliche all’interno delle basi e il divieto per i comandanti di fumare vicino ai loro soldati.