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L’Iran ha avviato in Libano la produzione di razzi e altre armi destinate a Hezbollah. Lo ha detto un alto comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane citato lunedì dal giornale kuwaitiano Al Jarida, secondo il quale la decisione fa seguito a una serie di attacchi attribuiti a Israele contro convogli di armi iraniane dirette al gruppo terrorista sciita libanese attraverso Sudan e Siria. I siti di produzione in Libano sono tutti sotterranei per proteggerli da eventuali attacchi aerei israeliani, ha detto la fonte.

Cinque ore di colloqui, lunedì a Gerusalemme, fra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’inviato del presidente Usa Donald Trump per il processo di pace in Medio Oriente, Jason Greenblatt, durante le quali si è discusso di come promuovere la pace tra Israele e i suoi vicini, cercando anche di formulare un approccio coordinato dei due governi sulla questione degli insediamenti “che sia coerente con l’obiettivo di promuovere la pace e la sicurezza”. Nei colloqui, dice una nota di Gerusalemme, i due “hanno ribadito l’impegno congiunto di Israele e Stati Uniti per una pace vera e duratura tra Israele e palestinesi che rafforzi la sicurezza di Israele e migliori la stabilità nella regione”. Greenblatt ha detto a Netanyahu che per Trump “è importante promuovere la crescita dell’economia palestinese e il miglioramento della qualità della vita dei palestinesi”. Netanyahu si è detto “pienamente impegnato ad ampliare il benessere dei palestinesi” considerandolo anche “un mezzo per rafforzare le prospettive di pace”.

Commentando un Tweet del ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif che lo accusava di “propinare bugie faziose contro l’Iran, una nazione che ha salvato gli ebrei ben tre volte”, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha postato lunedì: “Il ministro degli esteri parla di tolleranza quando il suo regime impicca gli omosessuali, imprigiona i giornalisti e propugna la distruzione di Israele. Ma chi vogliono prendere in giro?”

La Intel ha deciso di comprare, per 15 miliardi di dollari, la società israeliana Mobileye che sviluppa tecnologia per auto senza guidatore, in quello che si profila come il più grande affare hi-tech nella storia d’Israele.

Commentando la possibile convocazione di una conferenza di pace in Medio Oriente,  il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman ha scritto lunedì su Facebook: “Alla vigilia di un nuovo tentativo di negoziati politici tra Israele e palestinesi, vale la pena di imparare dal passato e la prima lezione è che ogni tentativo di risolvere il conflitto basandosi sul concetto terra in cambio di pace è destinato a fallire. L’unico modo per arrivare a un accordo sostenibile è scambiare terre con la popolazione [che vi vive] nel quadro di un accordo generale”. Secondo Lieberman, almeno un parte della popolazione araba di Israele dovrebbe far parte del futuro stato palestinese se si vuole concordare una soluzione a due stati. “Non può essere – ha scritto – che venga creato uno stato palestinese omogeneo al 100% senza un solo abitante ebreo, mentre Israele rimane una nazione a doppia cittadinanza con un 22% dei palestinesi. Non vi è alcun motivo per cui Raed Salah, Ayman Odeh, Basilea Ghattas o Haneen Zoabi debbano continuare a essere cittadini israeliani”.

Un’inchiesta pubblicata domenica dal britannico Mail on Sunday ha rilevato che 24 scuole palestinesi finanziate con gli aiuti di Londra sono intitolate a terroristi e vi operano insegnanti che promuovono la violenza contro Israele e descrivono i terroristi come eroi. Il pezzo include le foto di bambini palestinesi che mettono in scena la fucilazione di un soldato israeliano come parte di una recita scolastica. Gli educatori palestinesi intervistati spiegano come fanno ad eludere sistematicamente le linee guida indicate dai donatori britannici ed europei, e ammettono di incoraggiare gli studenti ad imitare i terroristi adolescenti. Vedi video e foto su YnetNews

Sono venute alla luce immagini di terroristi dell’ISIS-Provincia del Sinai, armati con mitra e RPG, che istituiscono posti di blocco e svolgono ispezioni nella città di Al-Arish, capoluogo del Sinai settentrionale (a una cinquantina di km dal confine con la striscia di Gaza e con Israele). Vedi le foto su YnetNews

Dotata di carri armati di fabbricazione russa (ottenuti attraverso l’esercito siriano), di razzi iraniani e di addestramento da parte delle Guardie Rivoluzionarie di Teheran, una brigata sciita irachena ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di “liberare” il Golan (controllato da Israele al confine con la Siria). Nel suo recente viaggio a Mosca, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto presente ai russi che Israele non intende tollerare una presenza armata iraniana permanente in Siria.

Un arabo 26enne del quartiere Jabel Mukaber di Gerusalemme ha aggredito e ferito a colpi di coltello, lunedì mattina, due agenti della polizia israeliana nella Città Vecchia della capitale, prima di essere a sua volta colpito e ucciso dalla reazione dei militari.

Le autorità israeliane hanno negato il visto d’ingresso a Hugh Lanning, presidente di “Palestine Solidarity Campaign”, spigando che quella di cui Lanning è a capo è una delle più forti organizzazioni impegnate per il boicottaggio di Israele con lo scopo di isolarlo, indebolirlo e minarne le difese strategiche. Non bastasse, Lanning ha coltivato stretti legami con i capi dell’organizzazione terrorista Hamas. Vedi su JerusalemOnLine una foto che ritrae Lanning in compagnia di capi di Hamas, a Gaza, nel 2012