Sezione: News

Le Forze di Difesa israeliane si apprestano a inviare una delegazione di 70 membri in Messico per aiutare il paese colpito da un terremoto di magnitudo 7.1. Il portavoce militare ha detto che la delegazione, che conta 25 genieri specializzati nel valutare i danni e determinare se gli edifici sono sicuri, dovrebbe arrivare in Messico giovedì mattina. La squadra comprende anche esperti nella ricerca e soccorso e personale di supporto per assistenza medica e logistica.

Il presidente egiziano Abdel al-Sisi ha esortato i cittadini israeliani a sostenere la loro attuale leadership impegnata a promuovere la pace. “Mi rivolgo al popolo di Israele – ha detto al-Sisi, intervenendo martedì all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – per dire che in Egitto abbiamo una grande esperienza sulla pace fatta con voi da 40 anni, e che si può ripetere quel meraviglioso processo. Non esitate: questa opportunità potrebbe non ripresentarsi più”. Al-Sisi ha poi esortato i palestinesi a superare le loro divisioni interne e ad essere disponibili a coesistere con gli israeliani. “I palestinesi – ha detto – devono essere disposti ad accettare la coesistenza con gli altri, con gli israeliani, in pace e sicurezza se si vuole raggiungere pace e stabilità per tutti”.

Parlando alla 59esima Conferenza generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA), il capo della Commissione israeliana per l’energia atomica Ze’ev Snir ha affermato che “l’Iran continua a sviluppare, testare e lanciare missili balistici in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e sostiene organizzazioni terroristiche in tutto il Medio Oriente”. Snir ha aggiunto che “la comunità internazionale deve mantenere la pressione sull’Iran fino a quando l’IAIEA non avrà più alcun dubbio sull’assenza di materiali e attività nucleari non dichiarati”, giacché “un Iran in grado di dotarsi di armi nucleari non è un’opzione che Israele, la regione e mondo possano tollerare”.

La comunità Baha’i ha accolto con sollievo il rilascio della correligionaria Mahvesh Sabet, dopo quasi dieci anni di carcere in Iran, ma ha espresso preoccupazione per gli altri sei correligionari che furono condannati insieme a lei. Mahvesh Sabet, 64 anni, è stata scarcerata lunedì, ha dichiarato Diane Ala’i dalla sede di Ginevra della comunità Baha’i. Sabet, ex insegnante e preside, era stata arrestata nel marzo 2008 insieme ad altri sei leader della minoranza in Iran e condannata a 20 anni (poi ridotti a 10) per eresia e spionaggio a favore di Israele. “Naturalmente Sabet resta in attesa che vengano scarcerati i suoi sei compagni che sono ancora ingiustamente imprigionati – di legge nella nota della comunità Baha’i – La notizia del suo rilascio è positiva, ma non segna la fine della persecuzione dei Baha’is in Iran”. Il regime iraniano considera la religione Bahá’í in contrasto con l’ortodossia islamica e ne fa oggetto di discriminazione e persecuzione. Inoltre, sospetta i suoi membri di spionaggio per Israele per il fatto che il principale centro mondiale Baha’i si trova a Haifa, in Israele, paese dove questo come ogni altro culto viene praticato liberamente. La comunità Baha’i afferma di avere più di 7 milioni di seguaci in tutto il mondo, dei quali circa 300.000 in Iran dove sono banditi dall’istruzione superiore e dagli impieghi pubblici.

Netanyahu ha terminato il suo discorso, martedì sera all’Onu, ribadendo che “Israele è impegnato a raggiungere la pace con tutti i vicini, inclusi i palestinesi” e augurando “Shanah Tovah from Israel”, buon anno nuovo da Israele.

Netanyahu martedì sera all’Onu: “Molti sostenitori dell’accordo sul nucleare iraniano hanno ingenuamente creduto che in qualche modo l’accordo avrebbe moderato l’Iran, facendone un membro responsabile della comunità internazionale. Ero fortemente in disaccordo e affermavo che, una volta rimosse le sanzioni, l’Iran si sarebbe comportato come una tigre affamata, divorando nazioni una dopo l’altra. E’ esattamente quello che l’Iran sta facendo oggi. Una cortina iraniana sta calando sul Medio Oriente”. Netanyahu ha detto di avere un “semplice messaggio per il dittatore iraniano ayatollah Khamenei: la luce di Israele non verrà mai spenta. Coloro che minacciano di annientarci si mettono in pericolo mortale. Israele si difenderà con tutta la forza delle sue armi e con tutta la forza delle nostre convinzioni “. Netanyahu ha aggiunto di avere anche un messaggio per il popolo iraniano: “Voi siete nostri amici” ha detto e ripetuto in lingua farsi: “Un giorno sarete liberi dal malvagio regime che vi terrorizza e l’amicizia tra i nostri due antichi popoli tornerà a fiorire come una volta”.

Netanyahu martedì sera all’Onu: “C’è chi difende ancora il pericoloso accordo sul nucleare iraniano sostenendo che bloccherà la strada dell’Iran verso la bomba. E’ esattamente quello che dicevano dell’accordo nucleare con la Corea del Nord e tutti sappiamo come è andata. L’accordo con l’Iran farà la stessa fine”. Citando la clausola dell’accordo che prevede l’eliminazione delle restrizioni nell’arco di 10-15 anni, Netanyahu ha aggiunto: “Ecco perché due anni fa ho detto che il più grande pericolo non è che l’Iran possa costruire una bomba violando l’accordo: il vero pericolo è che l’Iran potrà costruire una quantità di bombe nucleari rispettando l’accordo. Immaginate il pericolo di centinaia di armi nucleari nelle mani di un vasto impero islamista munito dei missili per lanciarle ovunque nel mondo”. Netanyahu ha poi ribadito che Israele impedirà all’Iran di creare postazioni militari e fabbriche di armi in Libano e Siria atte a colpire Israele dai suoi confini settentrionali.

Netanyahu martedì sera all’Onu: “Negli ultimi anni Israele ha fornito informazioni che hanno impedito decine di grandi attacchi terroristici in tutto il mondo. Abbiamo salvato innumerevoli vite. Voi non lo sapete, ma i vostri governi lo sanno. Stanno lavorando a stretto contatto con Israele per mantenere al sicuro i vostri paesi”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha iniziato il suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu, martedì sera, ricordano i successi di Israele, utili per tutto il mondo. Ha parlato di “una rivoluzione nella posizione di Israele tra le nazioni” attribuibile al fatto che “tanti paesi hanno finalmente capito quello che Israele può fare per loro, hanno capito quello che i maggiori imprenditori e le più grandi aziende hanno capito da tempo: Israele è la nazione dell’innovazione”. “Ma quando si tratta delle decisioni delle Nazioni Unite su Israele – ha continuato Netanyahu – viene a mancare il semplice riconoscimento di cosa è giusto e cosa è sbagliato. E’ mancato quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha adottato una risoluzione proposta dalla Siria che condanna Israele per le condizioni sanitarie sulle alture del Golan. La Siria ha massacrato centinaia di migliaia di siriani, Israele ne ha curati migliaia e l’organizzazione Onu della sanità chi condanna? Israele”. Netanyahu ha poi ricordato il voto che ha dichiarato la Città Vecchia di Hebron e le Tombe dei Patriarchi patrimonio mondiale palestinese definendolo “peggio che fake news, ma fake storia”. Ha poi ricordato ciò che ha detto il Segretario Generale dell’Onu, Guterres: che negare il diritto di Israele ad esistere è puro e semplice antisemitismo. “Ci sono segnali di cambiamento, ma per molti anni l’epicentro di questo antisemitismo è stato qui, alle Nazioni Unite”.

Intervento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu martedì sera alla sessione annuale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York. Tradizionalmente i discorsi di Netanyahu all’Onu sono incentrati soprattutto sulla minaccia iraniana. In attesa di questo ottavo discorso di Netanyahu, la tv Canale Due ha ripercorso i precedenti interventi all’Onu del primo ministro israeliano per quanto riguarda l’Iran: dalla minaccia nucleare, al finanziamento del terrorismo, alla retorica per la distruzione di Israele. Vedi il video (in inglese) su Jerusalem On Line