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I servizi di sicurezza israeliani hanno scoperto una cellula terroristica di Hamas nell’area di Hebron che pianificava attentati con esplosivi e rapimenti a scopo di ricatto sia in Cisgiordania che all’interno di Israele. I terroristi avevano, fra l’altro, raccolto informazioni per colpire una sinagoga a Zichron Ya’akov e la stazione centrale degli autobus di Binyamina. Il capo della cellula riceveva istruzioni da Hamas, a Gaza, via internet.

L’azienda israeliana di gassificatori per bibite frizzanti SodaStream (che circa un anno fa è stata costretta da una campagna di boicottaggio a spostare nel sud di Israele un impianto di Ma’ale Adumin, a est di Gerusalemme, dove lavoravano arabi palestinesi oggi sostituiti da arabi israeliani) ha deciso di apporre sui propri prodotti, venduti in 45 paesi, un’etichetta con la bandierina israeliana e la scritta “Made in Israel (prodotto in Israele) da arabi ed ebrei che lavorano fianco a fianco in pace e armonia”.

Una commissione governativa israeliana ha dato un primo parere positivo, domenica, a un progetto di legge per l’esportazione di marijuana ad uso medico. Israele è considerato un paese leader nella ricerca in questo campo, benché il mercato interno sia limitato: attualmente sono solo 23.000 i pazienti che hanno ricevuto l’autorizzazione del Ministero della salute per acquistare cannabis medica dai nove fornitori autorizzati mentre, secondo Saul Kaye, amministratore delegato di iCAN, centro di ricerca privato sulla cannabis, vi sono circa 50 aziende israeliane attive sulla marijuana medica a vari livelli, dall’agricoltura ai dispositivi di somministrazione come gli inalatori.

Un razzo lanciato lunedì mattina dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto in un campo, nell’area di Ashkelon. Le Forze di Difesa israeliane hanno risposto con colpi di carro e, più tardi nella giornata, con un bombardamento dell’aviazione contro tre posizioni di Hamas nella striscia di Gaza settentrionale. Nessun palestinese è rimasto ferito negli attacchi, secondo il “ministero” della sanità di Hamas a Gaza.

La polizia israeliana ha sequestrato denaro contante (in valuta israeliana e straniera) e beni di lusso per un valore di 200.000 shekel nelle case di sette famiglie di terroristi residenti nei quartieri Jabel Mukaber, Ras al-Amud, At-Tur e Shuafat di Gerusalemme est. Gli inquirenti  hanno spiegato che i valori erano stati consegnati da Hamas a sostegno delle attività terroristiche. Arrestati 14 sospetti. L’operazione è stata il risultato di un’indagine sotto copertura delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza.

“Un missile iraniano potrebbe colpire e radere al suolo Tel Aviv in meno di sette minuti”. Lo ha detto Mojtaba Zonour, membro della Commissione iraniana per la sicurezza nazionale e la politica estera ed ex ufficiale delle Guardie della Rivoluzione, citato domenica dall’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars. La minaccia di Zonour si inserisce nelle schermaglie verbali con gli Usa seguite al recente test missilistico iraniano.

Per la prima volta dopo oltre un decennio, gli archeologi israeliani hanno avviato nuovi scavi sulla rocca di Masada (presso il Mar Morto) per studiare aree finora inesplorate della leggendaria fortezza-palazzo di Erode, comprese le residenze dei ribelli ebrei che in essa resistettero all’assedio romano fino al 74 e.v. Il team dell’Università di Tel Aviv, guidato dall’archeologo Guy Stiebel, condurrà uno scavo per tutto il mese di febbraio. Gli archeologi ritengono che una parte sostanziale del materiale storico sulla rupe debba ancora essere esplorato, così come i resti degli accampamenti militari romani che la circondano. Le imponenti rovine di Masada sono uno dei siti turistici più visitati in Israele, patrimonio Unesco dell’umanità dal 2001.

Tre israeliani (due agenti di polizia sui 50 anni e una guardia di sicurezza 34enne) sono stati feriti vicino alla comunità di Adam, a nord-est di Gerusalemme, da una terrorista che ha deliberatamente speronato con la sua auto un veicolo della polizia per poi finire contro il cancello all’ingresso della comunità. A sua volta ferita nell’urto, è stata ricoverata in stato di arresto. Vedi foto e video su YnetNews

Abd Rahman Abu Salah, il capo del Consiglio municipale di Silwad che figura anche tra i firmatari della petizione che ha bloccato il trasferimento delle famiglie dell’avamposto sgomberato di Amona in un appezzamento inutilizzato nelle vicinanze, ha detto in un’intervista alla tv Al-Quds, affiliata a Hamas, che “l’unica soluzione per gli sfollati da Amona è quella di tornarsene in Europa”. La ong israeliana Yesh Din, che ha rappresentato i palestinesi davanti all’Alta Corte di Giustizia nel sostenere diritti di proprietà sia sull’appezzamento di Amona che su quello inizialmente proposto come alternativa, ha cercato di prendere le distanze dalla dichiarazione di Abu Salah sottolineando che “tutti i residenti di Amona sono cittadini israeliani e ovviamente il loro posto è nello stato d’Israele e da nessun’altra parte”.

Israele rimane l’unico paese libero nel Medio Oriente, secondo il rapporto annuale di Freedom House diffuso mercoledì, ottenendo 80 punti su una scala da 1 a 100, laddove la Turchia ottiene 38 punti, la Giordania 37, il Kuwait 36, l’Iraq 27, l’Iran 17, l’Arabia Saudita 10 e la Siria -1. Israele ottiene tuttavia un punteggio inferiore alla maggior parte delle nazioni del mondo libero (europee e nordamericane) che ottengono fra 89 e 100 punti (con l’eccezione delle nazioni balcaniche e la Grecia che sono fra 80 e 84). Freedom House calcola i punteggi sulla base di una complessa metodologia fatta di indicatori dei diritti politici e e delle libertà civili come processo elettorale, pluralismo politico, funzionamento del governo, libertà di culto, stato di diritto e diversi altri principi delle democrazie liberali basati sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Israele risulta penalizzato dal fatto che il rapporto giudica la sua stampa “parzialmente libera”.