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“Qual è il problema se centinaia di migliaia di persone daranno l’assalto a questa recinzione, che non è un confine di uno stato? Qual è il problema?”. Lo ha detto giovedì, parlando con i giornalisti, il capo di Hamas nella striscia di Gaza, Yehiyeh Sinwar, sottolineando che – a suo dire – quelli di Israele non sono confini internazionali e non c’è l’obbligo di rispettarli. Israele ha ribadito che difenderà i propri confini e ha accusato Hamas di sfruttare i civili.

L’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon ha esortato il Segretario Generale Antonio Guterres e il Consiglio di Sicurezza a condannare il fallito attacco iraniano al territorio israeliano. In una lettera inviata giovedì sera a Guterres, Danon dice che “Israele ritiene il governo dell’Iran, insieme al regime siriano, direttamente responsabile di questo attacco e continuerà a difendere con vigore i propri cittadini da ogni atto di aggressione. Israele non è interessato all’escalation, ma in nessuna circostanza consentiremo all’Iran di stabilire una presenza militare in Siria il cui scopo è attaccare Israele e deteriorare la situazione già fragile della regione. Questo spudorato attacco alla nostra sovranità non nasce dal niente – continua Danon – Abbiamo ripetutamente ammonito sull’allarmante radicamento militare iraniano in Siria e questo atto di aggressione è purtroppo il risultato di quello sviluppo. Chiediamo al Consiglio di Sicurezza di condannare l’attacco iraniano ed esigere che l’Iran rimuova la sua presenza militare dalla Siria, che non minaccia solo Israele ma anche la stabilità dell’intera regione. La comunità internazionale non può restare a guardare mentre un regime tirannico attacca una nazione sovrana e continua a minacciare l’esistenza stessa di uno stato membro delle Nazioni Unite”.

 

Il portavoce delle Forze di Difesa israeliane ha diffuso giovedì sera le immagini di uno dei bersagli colpiti mercoledì notte, dopo l’attacco di razzi iraniani dalla Siria. Si vede il momento in cui un missile israeliano colpisce una batteria S-22 dell’anti-aerea siriana che stava per sparare missili contro jet israeliani. Vedi il video su Times of Israel  Un alto ufficiale dell’aviazione israeliana ha tenuto a precisare, giovedì, che la Forza Quds iraniana è ancora in grado di lanciare missili dalla Siria e che l’operazione, denominata “Operation House of Cards”, è stata un “pieno successo” ma non è stata semplice. Nell’arco di due ore prima dell’alba, in condizioni climatiche sfavorevoli i caccia F-15 ed F-16 israeliani hanno eluso “decine di missili” dell’anti-aerea e hanno sganciato “molte decine” di ordigni su più di 50 obiettivi iraniani in tutta la Siria. Le forze israeliane non hanno subito perdite, né a terra né in cielo, e nessun missile sparato dalla Siria si è abbattuto in territorio israeliano. L’ufficiale ha detto che le sue forze hanno colpito “ogni batteria che ha sparato” contro i jet israeliani.

Gli attacchi israeliani contro obiettivi iraniani in Siria servono da monito per il regime del presidente Bashar Assad. Lo ha detto giovedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu chiarendo che le Forze di Difesa israeliane agiranno contro le forze siriane se esse aiuteranno militarmente l’Iran contro lo stato ebraico. Netanyahu ha aggiunto: Chiunque ci colpisce verrà colpito sette volte tanto e chiunque si appresta a colpirci, noi lo colpiremo per primi. Questo è ciò che abbiamo fatto e questo è ciò che continueremo a fare”. “La comunità internazionale deve impedire il trinceramento della Forza Al Quds in Siria – ha concluso Netanyahu – Dobbiamo unirci per tagliare quei tentacoli che si espandono in Siria e ovunque”.

“Fino a quando l’Iran continua a mantenere l’attuale status quo delle sue forze e dei suoi missili che operano nella regione, qualsiasi paese, compreso Israele, ha il diritto di difendersi eliminando la fonte del pericolo”. Lo ha scritto giovedì in arabo su Twitter il ministro degli esteri del Bahrain, Khalid bin Ahmed Al Khalifa, con una presa di posizione senza precedenti sul diritto all’autodifesa di Israele.

Il ministro israeliano delle finanze Moshe Kahlon ha invitato gli iraniani giovedì mattina a “tornarsene a casa” dicendo: “Non avete niente da fare in Siria”. In un’intervista a YnetNews, Kahlon ha detto che la decisione del Gabinetto di sicurezza di impedire il radicamento militare iraniano in Siria è assolutamente corretta. Dal canto suo, la parlamentare dell’opposizione Tzipi Livni (Unione Sionista) ha detto giovedì alla Conferenza annuale di Herzliya: “Abbiamo la nostra quota di divergenze con il primo ministro Benjamin Netanyahu su questioni essenziali e importanti riguardo al futuro dello stato di Israele, ma oggi sosteniamo pienamente le Forze di Difesa israeliane”.

Hamas ha condannato l’attacco notturno “dell’entità israeliana” sulle “fraterne terre siriane” (dopo che l’Iran aveva lanciato razzi dalla Siria contro Israele). In un comunicato, Hamas afferma che i raid della notte dimostrano che “questa entità (israeliana) è il principale nemico della nazione islamica e la più grande minaccia contro di essa”.

“L’Iran ha cercato di colpire Israele, ma nessun missile si è abbattuto in territorio israeliano. Quelli che non sono caduti all’interno della Siria sono stati intercettati dal sistema anti-missilistico Cupola di ferro”. Lo ha detto giovedì il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman, intervenendo alla annuale conferenza di Herzliya. “Le Forze di Difesa israeliane – ha detto Lieberman – hanno colpito quasi tutte le strutture iraniane in Siria: devono mettersi in testa che, se piove in Israele, in Siria diluvia”. Lieberman ha comunque aggiunto che la distruzione delle strutture iraniane in Siria non significa “una vittoria definitiva”. “Mi auguro – ha detto – che questo capitolo sia chiuso e che tutti abbiano recepito il messaggio. A differenza degli iraniani, noi non cerchiamo di espanderci né di stabilire nuovi confini. Non abbiamo alcun conflitto con il popolo iraniano. Noi non cerchiamo di piazzare sistemi d’arma al confine iraniano. E’ l’Iran che sta cercando di stabilire un confine militare con noi, ma noi non permetteremo che la Siria venga trasformata in un avamposto iraniano contro Israele. E’ l’Iran il paese che incarna questa ideologia estremista animata dalla volontà di sacrificare i suoi stessi cittadini e il loro futuro in nome di una teologia estrema. L’Iran ha investito miliardi nelle sue attività sovversive in Siria e altrove, con i finanziamenti che garantisce a Hezbollah, Hamas, Jihad Islamica, Houthi, e questa folle avventura va tutta a scapito dei cittadini che soffrono in Iran”.

Fonti militari siriane hanno sostenuto giovedì che i raid aerei israeliani della notte hanno causato tre morti e due feriti e danneggiato un certo numero di unità della difesa aerea, radar e deposti di munizioni. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha invece affermato che gli attacchi israeliani su diversi siti militari in Siria hanno ucciso 23 combattenti, tra cui cinque soldati siriani e 18 membri forze armate straniere. L’Osservatorio non ha precisato se si trattasse di iraniani.

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che gli attacchi israeliani in Siria hanno visto la partecipazione di 28 aerei con il lancio in totale di circa 70 missili.