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E’ stato fortemente attaccato, in Egitto, un libro di testo per alunni dell’ottavo anno di studi che mostra la bandiera israeliana su una mappa stilizzata del Medio Oriente. L’editore ha ammesso al quotidiano Al-Youm al-Saba’a che si è trattato di un errore che verrà rettificato. Il Ministro dell’educazione ha annunciato l’avvio di un’inchiesta urgente. Un alto funzionario governativo ha detto al quotidiano Al-Masry al-Youm che il Ministero ha già ordinato di rimuovere immediatamente dal libro di testo la pagina contenente la mappa, in attesa della conclusione dell’inchiesta. (L’Egitto ha firmato un Trattato di pace con Israele nel 1979.)

Durante la sessione di settimana prossima dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, il vice presidente americano Mike Pence presiederà una speciale sessione dedicata al Consiglio per i diritti umani e al suo possibile pregiudizio anti-israeliano.

L’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite ha rinviato alla prossima sessione, fra due anni, la decisione se ammettere come membro “lo stato di Palestina”, una domanda avanzata l’anno scorso dal Ministero del Turismo dell’Autorità Palestinese. Se la domanda fosse stata approvata, l’UNWTO sarebbe diventata la seconda organizzazione Onu dopo l’UNESCO ad accogliere lo “stato di Palestina” prima che questi venga istituito. Il portavoce del Ministero degli esteri israeliano ha ribadito la posizione di Israele secondo cui lo stato di Palestina non può essere accettato negli organismi internazionali prima d’essere costituito nel quadro di una accordo di pace con Israele. “Ai palestinesi non deve essere consentito di capovolgere l’ordine internazionale e di godere di un trattamento che non viene riconosciuto a nessun altro gruppo con l’ammissione in organizzazioni internazionali prima che lo stato sia istituito – ha scritto in una nota l’ente ebraico internazionale B’nai Berith – Un tale comportamento non fa che incoraggiare i palestinesi a continuare a rifiutare i negoziati diretti e il compromesso con Israele che è necessario per rispondere alle esigenze fondamentali di entrambe la parti”.

Un palestinese di 15 anni armato di coltello è stato arrestato in tempo, martedì, presso la Tomba dei Patriarchi a Hebron, prima che potesse causare vittime. E’ la terza volta in sei giorni che un palestinese armato di coltello viene sorpreso dalle forze di sicurezza israeliane presso la Tomba dei Patriarchi.

Secondo un anonimo funzionario russo citato martedì da Yedioth Ahronoth, la Russia avrebbe rassicurato Israele che non permetterà all’Iran e a Hezbollah di minacciare lo stato ebraico dalla Siria. “Se Iran e Hezbollah andranno oltre misura nel loro coinvolgimento in Siria, li tratterremo – ha detto la fonte di Mosca – Siamo consapevoli delle preoccupazioni di Israele e le cose sono state chiarite durante l’ultimo incontro tra Putin e Netanyahu”. La dichiarazione giunge pochi giorni dopo il raid attribuito a Israele contro un impianto militare siriano di armi chimiche e missili.

Hamas ha ribadito che la “lotta armata” è l’unica soluzione per conseguire gli obiettivi del popolo palestinese. In una dichiarazione diffusa in occasione del 12esimo anniversario del ritiro di civili e militari israeliani dalla striscia di Gaza, Hamas ha scritto: “Il metodo del negoziato si è rivelato un fallimento ed è diventato un peso ulteriore sulle spalle del popolo palestinese”. Hamas chiede inoltre al presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) di cessare ogni forma di coordinamento sulla sicurezza con Israele in Cisgiordania e di annullare le misure adottate dall’Autorità Palestinese contro la striscia di Gaza.

In una dichiarazione diffusa lunedì dopo un incontro con rappresentanti egiziani al Cairo, Hamas ha affermato d’essere disposta a riavviare senza condizioni i colloqui con Fatah per la riconciliazione con il governo del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Finora Hamas chiedeva che Abu Mazen annullasse una serie di misure adottate contro la striscia di Gaza (taglio elettricità, riduzione di stipendi e di permessi sanitari) prima di sedersi a discutere un accordo di riconciliazione. Le due fazioni palestinesi sono divise da profonda ostilità sin dal 2007 quando Hamas cacciò con la violenza da Gaza le forze leali ad Abu Mazen. Nei mesi scorsi, rappresentanti di Hamas si sono recati spesso al Cairo nel tentativo di migliorare i rapporti con l’Egitto che da tempo accusa Hamas di complicità con la sanguinosa insurrezione jihadista in corso nel Sinai. Hamas ha cercato di rassicurare il Cairo rafforzando i controlli al confine meridionale di Gaza. In cambio l’Egitto dovrebbe allentare la chiusura del valico di confine di Rafah. Tuttavia funzionari dell’Autorità Palestinese hanno detto che l’Egitto ha garantito a Ramallah che non riaprirà il valico finché la “autorità legittima” di Abu Mazen non sarà rappresentata al confine.

Una squadra israeliana dell’organizzazione “Rescuers Without Borders” (Soccorritori senza frontiere) è sull’isola di San Martino, nei Caraibi, per aiutare la popolazione colpita dall’uragano Irma. Vedi le foto su YnetNews

In prossimità del primo anniversario della sua scomparsa, vengono pubblicate martedì le memorie di Shimon Peres col titolo No Room for Small Dreams: Courage, Imagination and the Making of Modern Israel, che l’ex presidente d’Israele aveva completato poche settimane prima di morire, a 93 anni, il 26 settembre 2016.

Il Servizio di Intelligence Generale dell’Autorità Palestinese ha arrestato domenica Mohammed Jaber, residente a Hebron, dopo che, lo scorso 3 settembre, ha ospitato il parlamentare israeliano Yehuda Glick a casa sua per celebrare la festività musulmana Eid al-Adha. Nelle immagini postate da Glick su Facebook, Jaber e il parlamentare compaiono seduti attorno a una tavola di dolci e frutta insieme ad altri membri della famiglia di Jaber. “Felice Eid al-Adha al mio amico Muhammed Jaber, a Hebron, voglia il Signore che tutti noi si viva qui in pace” aveva scritto Glick, un personaggio osteggiato dall’Autorità Palestinese che lo accusa d’aver fatto visite “provocatorie” alla spianata sul Monte del Tempio. Glick sostiene che ebrei e musulmani dovrebbero poter accedere e pregare liberamente sul Monte del Tempio (cosa attualmente proibita agli ebrei dalle norme dello status quo). “Conosco Muhammed Jaber da quando sono parlamentare – ha detto Glick – È veramente un uomo di pace e di convivenza. Il suo arresto dimostra che l’Autorità Palestinese non è interessata al dialogo e alla normalizzazione dei rapporti”. A luglio, Jaber aveva detto alla tv Canale 2 che un tempo esortava alla violenza contro gli ebrei, ma oggi vuole convivere in pace con loro. Vedi le foto sul Jerusalem Post