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E’ stato scarcerato in Giordania, dopo aver scontato la condanna a 20 anni di reclusione, Ahmad Daqamseh, il soldato giordano che nel 1997 uccise a sangue freddo,a raffiche di mistra, sette adolescenti israeliane in gita scolastica a Naharayim, nella località detta “isola della pace” al confine fra i due paesi. Lo stragista è stato accolto e festeggiato come un eroe nel suo villaggio natale di Ibdir, nel nord della Giordania. Vedi il video sul Jerusalem Post Interpellato circa questi festeggiamenti, Sivan Fatihi, padre di una delle ragazze uccise, ha detto: “Persino il parlamento giordano lo ha definito un eroe; che altro ci si può aspettare dal suo clan? Io dico sempre che la pace è stata fatta con la monarchia di Giordania, non con la sua popolazione né con il suo parlamento. So bene quello che pensano dall’altra parte”. All’epoca, re Hussein di Giordania aveva condannato l’attentato e si era recato in visita di condoglianze presso le famiglie israeliane delle studentesse assassinate. Poche ore dopo il suo rilascio, Daqamseh ha dichiarato alla tv al-Jazeera: “Gli israeliani sono rifiuti umani che il resto del mondo ha vomitato sui nostri piedi. Li dobbiamo eliminare col fuoco e la sepoltura. Se non lo faremo con le nostre mani, lo dovranno fare le generazioni future. Non si creda alla menzogna della normalizzazione con l’entità sionista, non si creda alla bugia della soluzione a due stati. La Palestina è una sola dal fiume al mare, non esiste nessuno stato chiamato Israele”.

L’ex ministro della difesa israeliano Moshe Ya’alon ha annunciato domenica d’aver cancellato la sua appartenenza al partito Likud (del primo ministro Benjamin Netanyahu). Ya’alon intende candidarsi alla prossima Knesset con un nuovo partito chiamato Manhigut Israel (Leadership per Israele).

Il presidente Usa Donald Trump sta considerando la possibilità di indire una conferenza di pace in Medio Oriente nel tentativo di risolvere il conflitto israelo-palestinese. Lo ha comunicato la Casa Bianca dopo la telefonata di venerdì fra Trump e il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) che ha segnato il primo colloquio diretto fra i due da quando Trump è entrato in carica. Alla fine della telefonata, Trump ha invitato Abu Mazen alla Casa Bianca per una visita in data da stabilire. “Il presidente ha sottolineato la sua personale convinzione che la pace è possibile e che è giunto il momento di fare un accordo” ha comunicato la Casa Bianca. Trump, continua la nota, ha sottolineato che l’accordo di pace deve essere negoziato direttamente tra le due parti e che gli Stati Uniti opereranno a stretto contatto con la dirigenza palestinese e israeliana verso questo obiettivo. La Casa Bianca starebbe verificando la possibilità di tenere la conferenza in Giordania o in Egitto, cercando di coinvolgere anche l’Arabia Saudita.

Israele sta sventando i tentativi dei terroristi Hamas di radicarsi in Cisgiordania. Domenica i servizi di sicurezza hanno annunciato lo smantellamento, nel corso dell’ultimo mese, di alcune cellule terroristiche gestite da studenti dell’Università di Bir Zeit, presso Ramallah. Con un’operazione congiunta di polizia e Forze di Difesa israeliane, sono stati arrestati diversi giovani affiliati a Hamas accusati d’aver piazzato bombe, lanciato ordigni incendiari, reclutato membri e raccolto fondi e armi da fuoco. Bir Zeit è nota per il suo sostegno a Hamas, che vi ha anche vinto le elezioni studentesche per due anni di fila.

Soldati delle Forze di Difesa israeliane, in servizio a un posto di controllo nella città di Hebron, hanno scoperto e arrestato in tempo, sabato, un palestinese armato di coltello, che ha poi rivelato l’intenzione di compiere aggressioni all’arma bianca.

Il gruppo terroristico palestinese Fatah al-Intifada, separatosi anni fa dalle Brigate Martiri di al-Aqsa di Fatah, ha rivendicato venerdì la responsabilità di due razzi lanciati il giorno prima dalla striscia di Gaza verso Israele, che si sono abbattuti presso la barriera di confine all’interno del territorio controllato da Hamas. Sulla loro pagina Facebook, le Brigate al-Asafa del gruppo scissionista hanno minacciato “un’escalation nei prossimi giorni contro l’entità sionista”.

Il presidente d’Israele Reuven Rivlin ha invitato giovedì, nella sua residenza a Gerusalemme, la maestra araba Jehan Jaber, divenuta celebre in tutto paese per un video che la ritrae mentre insegna l’ebraico agli scolari della città arabo-israeliana di Taibe con l’aiuto di un tamburo darbuka e di una canzoncina orecchiabile che parla della pioggia. Il video, cliccato più di un milione e mezzo di volte, è diventato uno dei più visti d’Israele. Accompagnata dalla famiglia e dal sindaco di Taibe, Jaber ha regalato a Rivlin un darbuka con la scritta “per il presidente Rivlin con gratitudine”. Rivlin a sua volta l’ha ringraziata per il suo contributo nel creare ponti fra cultura araba ed ebraica e ha detto in arabo: “Dobbiamo imparare l’arabo”; al che Jaber ha risposto in ebraico: “Dobbiamo imparare l’ebraico”. I due hanno poi cantato insieme al ritmo dei darbuka. Vedi su YouTube il video che ha reso celebre la maestra

Le Forze di Difesa israeliane hanno diffuso, giovedì, il video del colpo di cannone con cui un carro armato, lo scorso 27 novembre, ha distrutto una cellula di quattro terroristi dell’ISIS che aveva aperto il fuoco contro i soldati israeliani al confine con la Siria. Nel filmato, il comandante e l’equipaggio del carro armato parlano dell’azione (in ebraico). Vedi il video su YouTube

Secondo fonti di Buckingham Palace citate martedì dal Times di Londra, quest’anno per la prima volta un membro della famiglia reale britannica potrebbe recarsi in visita ufficiale in Israele. Nonostante i numerosi inviti, nessun rappresentante della monarchia britannica ha mai compiuto una tale visita dalla nascita di Israele, con la fine del Mandato britannico nel 1948, benché nel frattempo la Corona abbia visitato praticamente ogni altro paese del mondo. L’invito è stato rinnovato in questi giorni dal presidente d’Israele Reuven Rivlin al ministro degli esteri britannico Boris Johnson, in visita a Gerusalemme. Rivlin ha collegato l’invito alle celebrazioni per il centenario della Dichiarazione Balfour, ma secondo le fonti la visita potrebbe essere colocata nell’ambito del centenario dell’entrata in Gerusalemme delle truppe britanniche guidate dal generale Edmund Allenby durante la prima guerra mondiale. La presenza del principe Carlo ai funerali del presidente Shimon Peres lo scorso anno e del primo ministro Yitzhak Rabin nel 1994 non sono considerate visite reali ufficiali e non comprendevano incontri diplomatici. Lo stesso vale per una breve visita nel 1994 di suo padre, il principe Filippo, per una cerimonia in commemorazione di sua madre, Alice di Battenberg, sepolta sul Monte degli Ulivi di Gerusalemme.

Secondo un reportage della tv araba Al Arabiya, l’alto comandante Hezbollah Mustafa Badreddine, morto in un’esplosione a Damasco nel maggio 2016, sarebbe stato ucciso su ordine del capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in coordinamento con l’Iran, a causa dei ripetuti scontri di Badreddine con gli ufficiali iraniani sulla conduzione della guerra in Siria.