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Lanciando un missile anti-balistico Patriot, Israele ha intercettato martedì un drone di fabbricazione iraniana, teleguidato da Hezbollah, che ha tentato di penetrare nei cieli israeliani dalla Siria. Secondo il portavoce delle Forze di Difesa israeliane, il drone, decollato dall’aeroporto di Damasco con l’obiettivo di raccogliere informazioni di intelligence, è stato seguito in tempo reale dalle forze israeliane finché è penetrato nella zona demilitarizzata tra Israele e Siria dove è stato intercettato da un Patriot lanciato da una base presso Safed, ed è precipitato nell’area siriana di Quneitra, sulle alture del Golan. Israele ha anche fatto decollare jet della difesa aerea, che tuttavia non sono dovuti intervenire. “Monitoriamo qualunque cosa voli verso lo stato di Israele e la seguiamo attentamente a scanso di potenziali minacce”, ha detto il portavoce dell’esercito. In una recente intervista al Jerusalem Post, il comandante israeliano della Divisione difesa aerea, Tzvika Haimovitch, aveva spiegato che i droni costituiscono una sfida a causa delle loro dimensioni, della velocità e della bassa altitudine di volo. I sistemi di difesa israeliani “sono abbastanza flessibili” per contrastare la minaccia, aveva detto Haimovitch, ma “non esiste chiusura ermetica”. Lo scorso aprile il sistema difensivo israeliano  aveva già colpito con successo un drone sulle alture del Golan.

Ekrima Sabri, già gran mufti di Gerusalemme, ha attaccato il sistema educativo israeliano durante il suo sermone alla moschea di al-Aqsa, venerdì scorso a Gerusalemme. “Chiunque insegni, sostenga e tenga lezioni in base ai programmi scolastici israeliani – ha detto Sabri – e chiunque mandi i propri figli in quelle scuole commette peccato. Proclamo che non permetteremo mai di studiare secondo i programmi scolastici illegali israeliani”. Il sermone è stato pronunciato dopo che Israel HaYom aveva pubblicato un sondaggio secondo cui il 48% dei genitori arabi di Gerusalemme orientale preferisce che i propri figli studino secondo i programmi israeliani anziché quelli dell’Autorità Palestinese. “La domanda dei genitori è più forte di qualsiasi predicatore che non ha a cuore gli interessi degli studenti, ma ristretti interessi personali e politici”, ha commentato il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato lunedì sera il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi, a New York, a margine della riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: si tratta del primo incontro pubblico tra i due statisti, che tuttavia si erano già incontrati in segreto nel 2016 e che periodicamente si parlano per telefono. Una nota dell’ufficio di Netanyahu ha definito “esauriente” la discussione, dedicata ai “problemi della regione” mediorientale. Secondo la nota, al-Sissi ha espresso la volontà di “aiutare gli sforzi per raggiungere la pace tra israeliani e palestinesi, e nella regione”.

Un attivista del braccio militare di Hamas è rimasto ucciso in un tunnel nella zona di Rafah, nella parte sud della striscia di Gaza. E’ il secondo operativo di Hamas che resta ucciso nell’ultima settimana durante lavori di scavo dei tunnel usati per compiere infiltrazioni terroristiche in Israele. L’ala militare di Hamas ha detto che l’attivista è morto mentre compiva “una grande e nobile missione per la jihad” in “uno dei tunnel della lotta armata”.

E’ stato completato lo svuotamento del deposito di ammoniaca della baia di Haifa, nel rispetto della scadenza a suo tempo fissata dalla Corte Suprema israeliana per ragioni di sicurezza pubblica (anche alla luce della minaccia missilistica di Hezbollah da oltre il vicino confine con il Libano).

Approssimandosi Rosh Hashana (il capodanno ebraico, che quest’anno inizia la sera di mercoledì 20 settembre), l’Ufficio Centrale di Statistica israeliano ha diffuso domenica dati aggiornati dai quali risulta che nel corso degli ultimi 12 mesi sono nati in Israele 181.405 bambini e si sono stabiliti nel paese 25.977 nuovi immigrati (57% dall’ex Unione Sovietica, 17% dalla Francia, 11% dagli Stati Uniti). Al netto dei decessi, la popolazione israeliana è cresciuta di 156.000 unità, per un tasso di crescita dell’1,8% analogo a quello degli anni scorsi. Oggi la popolazione d’Israele è stimata a 8.743.000 abitanti. I cittadini ebrei sono 6.523.000, pari al 74,6% del totale, mentre i cittadini arabi sono 1.824.000 (20.9%). Israele registra il tasso di fertilità più alto fra i paesi Ocse (3,11). I nomi più comuni dati ai maschi ebrei nati quest’anno in Israele sono stati Uri e Ariel, alle femmine Tamar e Abigail. Il 74,2% degli israeliani vive in agglomerati urbani. Benché il paese sia relativamente piccolo, per la maggior parte è disabitato. Solo il 5,6% della superficie è edificato, il 20% è utilizzato per l’agricoltura, il 2,4% è coperto dalle acque interne e il 7,3% da boschi e parchi nazionali. Il resto è costituito da spazi aperti, terreni rocciosi, aree scavate e terreni a vegetazione brada. In Israele si contano 2.470.200 nuclei famigliari, con una media di 3,1 persone per famiglia. Il reddito medio mensile per nucleo familiare è di 15.427 shekel (3.657 euro) al netto delle imposte. Gli alunni sono 2,2 milioni: 517.000 nell’istruzione prescolare, circa un milione nella scuola elementare e circa 713.000 nella scuola superiore.

Nuovi dettagli sulle tappe in Israele del Giro d’Italia 2018. Il primo giorno (4 maggio, due giorni dopo il 70esimo anniversario dell’indipendenza di Israele) si correrà a cronometro sulle colline di Gerusalemme, partendo dalla Porta di Giaffa, lungo un percorso che passerà vicino alle mura della Città Vecchia e ad altri siti notevoli come la Knesset. Il giorno seguente la gara riprenderà a Haifa da dove i ciclisti so porteranno ad Akko e saliranno a Zikron Yakov, sul massiccio del Carmelo, per poi scendere a Tel Aviv con arrivo sul lungomare. Il terzo e ultimo giorno partiranno da Be’er Sheva per spingersi attraverso il Negev e il cratere di Mitzpe Ramon fino al punto più meridionale d’Israele, Eilat, sul Mar Rosso. Complessivamente i corridori percorreranno una media di 200 km al giorno prima di spostarsi in Italia, dove continueranno la gara di 21 giorni su 3.500 km. Vedi su YouTube il video Giro d’Italia Big start e Giro d’Italia in Terra Santa-Israele

Incontro, lunedì sera, tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump a New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Rispondendo a Trump, che in apertura dell’incontro si è detto certo che è possibile un accordo di pace, Netanyahu ha affermato: “Discuteremo su come cogliere l’opportunità di pace tra Israele e palestinesi e tra Israele e mondo arabo: penso che le due cose vadano di pari passo”. Netanyahu ha anche detto che intendeva discutere con Trump “su come affrontare insieme quello che il presidente Usa ha giustamente definito il terribile accordo sul nucleare dell’Iran, e su come respingere la crescente aggressione iraniana nella regione, specialmente in Siria”.

“Il fatto che diciamo che il regime sionista non vivrà più di 25 anni non significa che sopravviverà certamente per altri 25 anni”. Lo ha detto il capo dell’esercito iraniano, Abdolrahim Mousavi, parlando nella città di Qom, citato lunedì dalle agenzie iraniane Fars e Tasnim. “Se il regime sionista fa una minima mossa sbagliata – ha continuato Mousavi – Haifa e Tel Aviv saranno polverizzate. Israele se ne stia zitto a contare i giorni che mancano alla sua distruzione”.

Per la prima volta nella storia d’Israele, l’esercito Usa ha aperto una base permanente in territorio israeliano. La prima base ufficiale permanente degli Stati Uniti in Israele è stata inaugurata lunedì presso la Scuola di difesa aerea, nel deserto del Negev, ad ovest delle città di Dimona e Yerucha. Si tratta di un progetto a cui americani e israeliani hanno lavorato negli ultimi due anni e che vedrà alcune decine di soldati americani di stanza nella base in modo permanente. Vedi video e foto su Times of Israel