Sondaggi in Israele: netta maggioranza a favore di un accordo a due stati, con precise garanzie

Da anni gli israeliani, anche di destra, sono per un accordo di pace purché salvaguardi la loro sopravvivenza.

image_3627Due israeliani su tre voterebbero a favore di un accordo di pace con i palestinesi che tenesse conto delle esigenze di sicurezza di Israele, se tale accordo venisse sottoposto a referendum. È quanto emerge da due sondaggi d’opinione condotti indipendentemente da due diversi istituti, su incarico del Centro Daniel Abraham per la Pace in Medio Oriente che ha sede a Washington.
Secondo la ricerca dell’istituto Dahaf, il 67% degli israeliani dice che sosterrebbe un accordo di pace tra Israele e palestinesi se tale accordo prevedesse la fine del conflitto e del terrorismo e offrisse alcune essenziali garanzie di sicurezza a Israele.

L’IPOTETICO ACCORDO
Quello prospettato agli intervistati sarebbe un accordo “a due stati”: uno stato per il popolo ebraico e uno stato per il popolo palestinese, con lo stato palestinese smilitarizzato (senza esercito, sebbene dotato di rilevanti forze di polizia interna). In base all’ipotetico accordo, i profughi palestinesi (e loro discendenti) avrebbero il diritto di stabilirsi nello stato palestinese, ma non in Israele. I confini sarebbero tracciati a partire dalle linee armistiziali del ’67, ma con scambi di territorio concordati per rispondere ad esigenze di sicurezza e in modo tale che i maggiori blocchi di insediamenti restino sotto sovranità israeliana (in cambio di equivalenti superfici di territorio israeliano da cedere ai palestinesi). I quartieri ebraici di Gerusalemme resterebbero sotto sovranità israeliana mentre i quartieri arabi della città passerebbero sotto sovranità palestinese. La Città Vecchia all’interno delle mura resterebbe senza sovranità e verrebbe amministrata congiuntamente da Stati Uniti, Israele e palestinesi. I Luoghi Santi resterebbero sotto la stessa supervisione religiosa che li amministra attualmente (ad esempio, il Kotel, il cosiddetto “Muro del pianto”, sarebbe sotto supervisione e responsabilità israeliana).

I RISULTATI DEI SONDAGGI
Complessivamente il sostegno da parte dei cittadini israeliani ad un accordo così concepito (67% favorevoli, 21% contrari, 12% senza opinione) è risultato uguale a quello che l’Istituto Dahaf aveva riscontrato nei sondaggi condotti con le stesse domande nel 2011 e 2010. L’indagine ha registrato un favore percentualmente maggiore quando all’accordo di base vengono aggiunte determinate condizioni per la sua attuazione, come una garanzia degli Stati Uniti per la sicurezza dello stato ebraico (i favorevoli salgono al 70%), il disarmo di Hamas a Gaza (favorevoli al 74%), la costruzione di una forte barriera di sicurezza lungo il confine e una disponibilità pan-araba a stabilire piene relazioni diplomatiche con Israele (i favorevoli superano il 75%).
Stando ai dati del sondaggio, si registra una lieve maggioranza di favorevoli ad un siffatto accordo anche fra gli elettori di formazioni di destra come Likud-Beitenu (57% di favorevoli) e Bayit Yehudi (53%). Lo stesso accordo incontra il favore della schiacciante maggioranza degli elettori laburisti e del partito HaTnuah di Tzipi Livni (92%), dello Yesh Atid di Yair Lapid (88%) e del Meretz (77%).
Il sondaggio Dahaf è stato condotto per telefono nella prima decade di dicembre su un campione rappresentativo di 500 cittadini israeliani adulti. Risultati analoghi (68% di favorevoli all’accordo con garanzie, 25% di contrari, 7% senza opinione) sono stati ottenuti da un analogo sondaggio condotto l’11 e 12 dicembre da Smith Consulting su un campione rappresentativo di 600 intervistati (margine di errore 4%).

(Da: Jerusalem Post, Times of Israel, 31.12.12)

Nell’immagine in alto: la mappa secondo Ha’aretz della proposta di Ehud Olmert lasciata cadere da Abu Mazen nel 2008. Per una versione più grande in pdf:

http://www.haaretz.com/hasite/images/iht_daily/D171209/olmertmap.pdf

I risultati completi dei sondaggi (in inglese):

Si veda inoltre:

Ecco lo Stato rifiutato dai palestinesi. Haaretz pubblica la mappa dell’offerta di Olmert lasciata cadere da Abu Mazen

http://www.israele.net/articolo,2698.htm

Condoleeza Rice: “Restai scioccata dal no di Abu Mazen all’offerta di Olmert”. È dimostrato: i palestinesi rifiutano qualunque accordo di pace con Israele

http://www.israele.net/articolo,3270.htm

Sondaggio: aumentano i palestinesi pro-Hamas, stabile l’opinione pubblica israeliana. 65% degli israeliani pronto al riconoscimento delle reciproche identità, contro il 40% dei palestinesi

http://www.israele.net/articolo,3623.htm

Cisgiordania e Gaza, tra ipocrisie piccole e grandi. Non significa niente parlare di ritiro israeliano senza fare i conti con rischi reali e viltà internazionali.

http://www.israele.net/articolo,3625.htm

Se l’Unione Europea si appiattisce sulla posizione palestinese. Termini e concetti rivelano che le dichiarazioni della UE si basano sulla propaganda anti-israeliana

http://www.israele.net/articolo,3620.htm

«Celebriamo ogni mano che ha lanciato un razzo su Israele». Il Fatah di Abu Mazen acclama il terrorismo di Hamas e la lotta armata contro civili israeliani

http://www.israele.net/articolo,3626.htm

Il discorso che Abu Mazen NON ha fatto all’Onu

http://www.israele.net/sezione,,3606.htm