Sul crinale della pace perennemente mancata

Abu Mazen è il simbolo stesso dell’impotenza e inadeguatezza nel conflitto israelo-palestinese.

Di Yoaz Hendel

image_3659Si sa, talvolta una foto vale più di cento spiegazioni. La relazione fra il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad raffigura l’essenza dell’ostacolo che si frappone ai negoziati fra Israele e palestinesi.
La più grande tragedia di questa regione è che Abu Mazen è ciò che di meglio ci viene offerto. Dopo l’era Arafat e la grande illusione degli Accordi di Oslo, l’asticella delle aspettative si è significativamente abbassata: basta che un capo dell’Autorità Palestinese non sia attivamente e direttamente impegnato nel terrorismo per farne un possibile interlocutore di pace.
Alla comunità internazionale conviene esibire le difficoltà che Israele interpone sulla strada per un accordo di pace. Difficoltà di questo genere esistono. E tuttavia, bisogna guardare la foto che vede insieme Abu Mazen e Ahmadinejad in una prospettiva realistica: Ahmadinejad minaccia Israele, e Abu Mazen esprime la sua gratitudine ad Ahmadinejad per il sostegno alla mossa palestinese di farsi riconoscere dall’Onu come “stato” (senza negoziato né accordo con Issale, in violazione e dei trattati firmati).
L’esperienza d’Israele in fatto di ritiri e formule di pace è negativa. Molto negativa. Quando poi c’è di mezzo l’Iran, gli sforzi di pace si traducono in minacce strategiche. Così è stato con Hezbollah in Libano e con Hamas nella striscia di Gaza. È molto difficile trovare anche un solo israeliano che non abbia paura di ritrovarsi con altri scagnozzi dell’Iran in un territorio (la Cisgiordania) letteralmente a pochi passi dai maggiori centri urbani del centro d’Israele.
L’attuale realtà politica in Israele è poco chiara. Paradossalmente, Netanyahu e alcuni segmenti della destra hanno adottato la visione pragmatica “due stati per due popoli”, mentre una parte della sinistra “pacifista” sembra aver adottato la storica concezione pessimista della destra secondo cui è impossibile firmare un accordo di compromesso a prescindere da quale ne sia la prospettiva. In realtà, malgrado quanto è stato sostenuto da varie parti nella recente campagna elettorale, le chance di pace non sono una questione di sforzo diplomatico: sono una questione di capacità concreta. Abu Mazen è il simbolo stesso dell’impotenza e inadeguatezza nel conflitto israelo-palestinese. Quando arrivò il momento della verità, rinunciò all’accordo con Ehud Olmert, e da allora tira a campare sul crinale della pace perennemente mancata. Nei consessi internazionali parla dell’urgente necessità di arrivare a un accordo di pace, dall’altra parte fa tutto ciò che può per ostacolarla.
La tragedia è tanto più grande perché lo status quo in Giudea e Samaria (Cisgiordania) non va bene affatto: non è possibile sostenere un nuovo stato ebraico con l’aggiunta di due milioni di palestinesi, né è possibile rimanere uno stato democratico senza stabilire i diritti dei palestinesi di Cisgiordania. Bisogna prendere delle decisioni. Se da una parte i palestinesi non hanno ancora trovato un leader che li aiuti ad attraversare il Rubicone diplomatico, gli israeliani sembrano ancora indecisi su cosa vogliano veramente. La prospettiva “due stati per due popoli” è valida, ma con Abu Mazen come leader non è affatto certo che possa realizzarsi in questa generazione.

(Da: YnetNews, 8.2.13)

Nella foto in alto: il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad durante il loro recente incontro al Cairo

Si veda anche:

Cosa c’è dietro alla nuova retorica di Abu Mazen. Il Medio Oriente è cambiato al di là di ogni previsione rispetto a quando fu avviato il processo di pace

http://www.israele.net/articolo,3636.htm

Ecco lo Stato rifiutato dai palestinesi. Haaretz pubblica la mappa dell’offerta di Olmert lasciata cadere da Abu Mazen

http://www.israele.net/articolo,2698.htm

Condoleeza Rice: “Restai scioccata dal no di Abu Mazen all’offerta di Olmert”. È dimostrato: i palestinesi rifiutano qualunque accordo di pace con Israele

http://www.israele.net/articolo,3270.htm

Il discorso che Abu Mazen NON ha fatto all’Onu

http://www.israele.net/sezione,,3606.htm

Tutto Israele è “Palestina” per il movimento guidato da Abu Mazen

http://www.israele.net/articolo,3615.htm

Sondaggi in Israele: netta maggioranza a favore di un accordo a due stati, con precise garanzie. Da anni gli israeliani, anche di destra, sono per un accordo di pace purché salvaguardi la loro sopravvivenza

http://www.israele.net/articolo,3627.htm