Tempestivamente rimosso da Betlemme il monumento che cancella Israele

Obama non doveva vedere la mappa delle ambizioni territoriali palestinesi.

image_3697Alla vigilia della visita, venerdì scorso, del presidente americano Barack Obama, la municipalità di Betlemme (Autorità Palestinese) ha precipitosamente rimosso una stele che rappresenta le ambizioni territoriali palestinesi come una mappa che copre tutto il territorio dal mar Mediterraneo al fiume Giordano, implicando la cancellazione dello stato d’Israele.
L’itinerario di Obama verso la Basilica della Natività a Betlemme prevedeva il passaggio proprio nella piazza dove si trovava la stele, nota come “Monumento dello Stato”, che rappresenta quello che dovrebbe essere il futuro stato palestinese.
Il quotidiano dell’Autorità Palestinese Al-Hayat Al-Jadidah è stato il primo a riferire dell’improvvisa rimozione. In un articolo del 19 marzo in cui celebrava “lo scoppio della gloriosa rivoluzione” di Fatah nel 1965 (prima che Cisgiordania e striscia di Gaza cadessero sotto controllo israeliano) e il successo dei palestinesi nell’ottenere il riconoscimento all’Onu (senza negoziato né accordo con Israele) a dispetto dell’opposizione americana, il giornale scriveva con evidente disapprovazione: “Gli abitanti [di Betlemme] sono rimasti sorpresi nel constatare che una riproduzione della mappa della Palestina incisa con i dettagli della Nakba [“catastrofe”, il termine con cui i palestinesi indicano la nascita di Israele nel ’48] e un albero di ulivo sono stati rimossi da piazza Al-Karkafa, per essere sostituiti da una riproduzione di quella che viene descritta come una colomba della pace. Cosa che ha fatto infuriare molta gente lì convenuta”.
Il giorno successivo il sindaco di Betlemme, Vera Baboun, e il governatore Abdul Fattah Hamail hanno tenuto una conferenza stampa durante la quale hanno cercato di negare che la rimozione fosse in qualche modo collegata alla visita di Obama e a un tentativo di nascondere ai suoi occhi il progetto di cancellazione dello stato d’Israele. “Tutti sanno che gli americani non dettano le decisioni dei palestinesi”, ha dichiarato il governatore Hamail, citato da Al-Hayat Al-Jadidah.
Obama, parlando il 4 giugno 2008 al Congresso AIPAC, aveva affermato: “Non scenderò mai a compromessi quando si tratta della sicurezza di Israele […]: né quando ci sono gruppi terroristici e leader politici votati alla distruzione di Israele, né quando ci sono mappe in tutto il Medio Oriente che non riconoscono nemmeno l’esistenza di Israele”.
Come l’istituto Palestinian Media Watch e www.israele.net hanno più volte documentato (si veda in inglese: “PA depicts a world without Israel” http://palwatch.org/main.aspx?fi=466 ), tutta la pubblicistica irredentista araba e palestinese, ufficiale e ufficiosa, rappresenta la “Palestina” costantemente e senza reticenze con mappe che ignorano del tutto l’esistenza di Israele o ne vagheggiano esplicitamente la cancellazione dalla carta geografica. Un recente studio indipendente condotto su libri di testo israeliani e palestinesi ha rilevato che il 96% delle mappe nei testi scolastici palestinesi ignora l’esistenza dello stato di Israele.

(Da: PMW Bulletin, Times of Israel, Israele.net, 24.3.12)

Nelle foto in alto: Il monumento dell’Autorità Palestinese precipitosamente rimosso dalla piazza di Betlemme prima della visita di Obama

Per una galleria di mappe palestinesi che cancellano Israele si veda, a titolo di esempio, le immagini che corredano i seguenti articoli:

Picco dell’istigazione all’odio contro Israele, nelle istituzioni dell’Autorità Palestinese

http://www.israele.net/articolo,3604.htm

Israele cancellato dalle mappe dell’Autorità Palestinese

http://www.israele.net/articolo,3416.htm

Campagne per la distruzione di Israele alla faccia del processo di pace

http://www.israele.net/articolo,3306.htm

Due palestinesi su tre vogliono un unico stato dal Giordano al mare

http://www.israele.net/articolo,2990.htm

Il diritto d’Israele ad esistere non è negoziabile

http://www.israele.net/articolo,2974.htm

“Ci è stato offerto il 100% del territorio, ma abbiamo rifiutato”

http://www.israele.net/articolo,2942.htm

Chi ha fretta di dividere la terra?

http://www.israele.net/sezione,,2833.htm

Alla tv per bambini palestinesi, Israele non esiste

http://www.israele.net/articolo,2779.htm

Il messaggio è chiaro: “Tutta la Palestina”

http://www.israele.net/articolo,2699.htm

La Palestina unica e araba dei piani di Fatah

http://www.israele.net/articolo,2597.htm

“Fatah non ha mai riconosciuto Israele”

http://www.israele.net/articolo,2561.htm

Ma i palestinesi lo vogliono uno stato?

http://www.israele.net/articolo,2548.htm

Netanyahu è andato dritto al cuore del problema

http://www.israele.net/sezione,,2538.htm

Una richiesta lapalissianamente giusta

http://www.israele.net/articolo,2537.htm

Non vogliono due stati

http://www.israele.net/articolo,2536.htm

Un mulo resta un mulo

http://www.israele.net/articolo,2532.htm

Ora la palla è in campo arabo e americano

http://www.israele.net/articolo,2523.htm

La posizione dei palestinesi conta

http://www.israele.net/articolo,2585.htm

Intoccabile il cosiddetto diritto al ritorno

http://www.israele.net/articolo,1623.htm

Per vedere altri esempi del costante uso da parte dell’Autorità Palestinese di mappe che dipingono un mondo senza Israele, si veda (con didascalie in inglese):

http://palwatch.org/main.aspx?fi=413