Tzipi Livni:’Inaccettabile in questa forma liniziativa araba del 2002

Confini prestabiliti e ritorno dei profughi contraddicono il negoziato e la soluzione due stati

image_1607Israele non può accettare l’iniziativa della Lega Araba del 2002 nella sua attuale formulazione. Lo ha detto il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni in un’intervista pubblicata giovedì sul giornale palestinese Al-Ayyam.
Innanzitutto, ha spiegato Tzipi Livni, in conformità a quanto previsto da tutti gli accordi e dalle risoluzioni rilevanti sull’argomento, la questione dei confini definitivi deve essere risolta attraverso il negoziato e non essere data per decisa in partenza, come fa il documento della Lega Araba.
Inoltre, ha continuato il ministro israeliano, l’iniziativa araba contempla il cosiddetto “diritto al ritorno” dei profughi palestinesi e dei loro discendenti all’interno di Israele (anche dopo la nascita del previsto stato palestinese): una rivendicazione che è in aperta contraddizione col principio “due popoli-due stati” e che risulta inaccettabile per Israele, del quale decreterebbe la fine come stato degli ebrei.
“Il giorno stesso in cui l’iniziativa saudita venne pubblicata sul New York Times – ha ricordato la Livni – venni intervistata da una radio israeliana e dissi che si presentava come un buon punto di partenza per il processo di pace. Poi, però, l’iniziativa venne portata al summit della Lega Araba di Beirut dove venne aggiunta la frase in cui si diceva che il problema dei profughi palestinesi non deve trovare soluzione nei paesi dove essi risiedono attualmente e si faceva esplicito riferimento alla risoluzione 194 dell’Assemblea Generale dell’Onu, anche se sapevano bene che si tratta di un riferimento incompatibile con la soluzione due popoli-due stati. In questo modo al summit di Beirut gli estremisti hanno trasformato l’iniziativa saudita in qualcosa di inaccettabile per Israele”.
In questa sua prima intervista con un organo di stampa palestinese, Tzipi Livni ha anche chiarito che la posizione di Israele circa il nuovo governo di unità nazionale palestinese dipenderà dal fatto se esso aderirà pienamente ai tre principi indicati dal Quartetto Usa, Ue, Russia e Onu: riconoscimento dello stato di Israele, ripudio della violenza e del terrorismo, rispetto e applicazione degli accordi israelo-palestinesi precedentemente firmati. “Anche noi chiediamo che il governo dell’Autorità Palestinese accolga questi principi”, ha concluso la Livni.

Nella foto in alto: il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni

Si veda anche:

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Un negoziato onesto e coraggioso

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Profughi e diritto al ritorno

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