“Uccideremo gli ebrei, annienteremo l’entità sionista”

Il truce elogio della violenza e dell’odio antiebraico nella propaganda di Hamas e Fatah.

image_3294GLI ISLAMISTI A GAZA: ANDATEVENE DA GERUSALEMME, DA TEL AVIV, DA HAIFA: L’ISLAM È IL FUOCO CON CUI MIETIAMO I TESCHI DEGLI EBREI
Quelli che seguono sono brani tratti dal proclama enunciato a Gaza, in un raduno del movimento palestinese Al-Ahrar (gruppo filo-Hamas staccatosi da Fatah), mandato in onda lo scorso 3 novembre dalla tv di Hamas Al-Aqsa:

L’ORGANIZZATORE DEL RADUNO: «Lode a te, o nostro Signore. Tu hai reso la nostra uccisione di ebrei un atto di adorazione attraverso la quale noi ci avviciniamo a te. […] Su di te le preghiere di Allah, o diletto Profeta [Maometto], tu che hai fatto dei tuoi insegnamenti i nostri decreti: la luce con cui noi dissipiamo le tenebre dell’occupazione e il fuoco con cui mietiamo i teschi degli ebrei […]. Sì, nostri diletti fratelli, anche se il mondo intero si avvicina ad Allah con il digiuno, la fame e le lacrime, noi siamo un popolo che si avvicina ad Allah con il sangue, con le parti del corpo, con i martiri. […] Oh, figli della Palestina, oh figli della striscia di Gaza, oh mujaheddin [combattenti della jihad], lanciate la jihad [guerra santa], seminate la distruzione, fate esplodere e mietete le teste dei sionisti. Le parole sono ormai inutili. La menzogna della pace se n’è andata. Solo le armi servono a qualcosa: la via di Yousuf e Ali [morti di recente], la via del martirio e della jihad. Solo le nostre ferite parlano per noi. Noi non parliamo altro linguaggio che quello della lotta, della jihad, dei razzi, delle bombe, dei cannoni e di coloro che aspirano al martirio. Questo è il linguaggio con cui parliamo e negoziamo con il nemico sionista. […] Noi diciamo ai sionisti: come una mala pianta, noi vi sradicheremo dalla nostra terra affinché essa possa sbocciare nella luce del sole eterno della nostra jihad e della nostra religione invincibile. Gerusalemme non è vostra: andatevene da lì! Haifa non è vostra: andatevene da lì! Tel Aviv non è vostra: andatevene da lì! Oh sionisti, andatevene prima che vi cacciamo noi. Queste sono le parole dei mujaheddin […].»
(Da: Memri, 14.11.11)
Per vedere il filmato del proclama (con sottotitoli in inglese):

http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/5813.htm

oppure: http://www.youtube.com/watch?v=nF4Yj9DiSSU

JIHAD ISLAMICA: DA NOI AVRETE SOLO BOMBE E SPADE CHE VI TAGLIERANNO LA GOLA
Quelli che seguono sono brani tratti da un comizio di Khadhr Habib, membro della dirigenza della Jihad Islamica palestinese nella striscia di Gaza, mandato in onda lo scorso 25 ottobre dalla tv Al-Aqsa:

KHADHR HABIB: «Noi del Movimento della Jihad Islamica vogliamo inviare vari messaggi. Il primo messaggio è ai nostri nemici, all’entità che è stata impiantata in mezzo a noi, nei nostri cuori, nella pupilla dei nostri occhi: la Palestina. Noi diciamo loro: la Palestina nella sua interezza appartiene a noi. Non abbandoneremo neanche un granello del suo suolo puro. La Palestina è come un versetto del Libro di Allah. La Palestina è parte della nostra fede. Noi non abbandoneremo né cederemo mai un solo granello del suo puro suolo. A voi non daremo nient’altro che la spada. Non vi daremo nient’altro che bombe. Non vi daremo nient’altro che lance e spade che vi taglieranno la gola, ad Allah piacendo. […] Per Allah, fratelli miei, noi saremo vittoriosi sugli israeliani, indipendentemente da quali [armi] posseggano, ed anche se il mondo intero è dalla loro parte. Saremo vittoriosi su di loro, ad Allah piacendo, perché questo è ciò che Allah ci ha promesso e questo è ciò che il nostro diletto Profeta Maometto ci ha detto nel sicuro hadith: Il giorno del giudizio non verrà finché voi non combatterete gli ebrei, voi a est del fiume [Giordano] e voi a ovest di esso, finché le pietre e gli alberi diranno: oh musulmano, oh servo di Allah, c’è un ebreo dietro di me, vieni a ucciderlo; tutti tranne l’albero Gharqad che è l’albero degli ebrei. La vittoria di Allah si avvicina, fratelli. Dovete rimanere più saldi e più tenaci, per continuare questa linea d’azione pura, quella della resistenza e della jihad […]. Questa è la grande risposta a quello che volevano i nostri nemici. Oggi i nostri prigionieri indossano tenute militari. E davvero essi sono totalmente preparati a continuare il cammino della jihad e della resistenza, finché insieme umilieremo gli israeliani, ad Allah piacendo, e annienteremo questa entità, ad Allah piacendo. Fratelli, salutiamo i nostri prigionieri, i nostri martiri e il nostro popolo. Noi non dimenticheremo i nostri impavidi prigionieri che rimangono nelle prigioni e nelle Bastiglie sioniste, e che stanno pagando il prezzo della loro affiliazione e fedeltà al luogo del viaggio notturno del Profeta Maometto, alla Palestina e alla nazione araba e islamica. Noi diciamo loro: abbiate perseveranza, oh uomini liberi. Presto, ad Allah piacendo, otterrete la libertà. La resistenza non vi dimenticherà, ad Allah piacendo. Vi saranno nuovi prigionieri sionisti con cui ottenere la vostra libertà, fratelli. Conosciamo la natura miserabile di questo nemico e dell’occupazione. Non possiamo ottenere nulla da questa entità occupante se non con una spada puntata sul suo collo. […]»
(Da: Memri, 4.11.11)
Per vedere il filmato del comizio (con sottotitoli in inglese):

http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/5775.htm

oppure http://www.youtube.com/watch?v=NIqHFcSlOzw

HAMAS: IL NOSTRO PIANO NON SI LIMITA ALLA PALESTINA, LA CIVILTÀ OCCIDENTALE NON SAPRÀ OPPORSI AL GLORIOSO ISLAM
Quelli che seguono sono brani tratti da un comizio tenuto nella striscia di Gaza dal leader e cofondatore di Hamas Mahmoud Al-Zahhar, mandato in onda lo scorso 28 ottobre scorso dalla tv Al-Quds:

MAHMOUD AL-ZAHHAR: «L’America se ne sta andando dall’Iraq e dall’Afghanistan e, a Dio piacendo, se ne andrà dalla Palestina, insieme ai suoi alleati. Se ne va nell’umiliazione e nella vergogna. Il nostro popolo e la nostra azione, invece, andranno avanti. Oggi vogliamo sottolineare che il nostro piano non si limita alla liberazione della Palestina. La nazione islamica nella sua interezza porterà il sorriso sul volto di tutti i popoli del mondo e asciugherà le lacrime dagli occhi di tutti gli esseri umani. Il nostro piano è il rimedio per tutte le malattie della civiltà occidentale, che sa solo reprimere e uccidere, controllare e distruggere, scontrarsi con la gente o reprimerla. Questa civiltà non saprà opporsi al grande e glorioso islam, con la sua grande piattaforma umana. […] La nazione araba ha incominciato a raccogliere i frutti della calda primavera araba. Ieri gli islamisti hanno vinto in Tunisia, domani vinceranno in Egitto, e poi in Libia, finché l’islam, che governa secondo il Corano, prevarrà su tutta la terra. […]»
(Da: Memri, 14.11.11)
Per vedere il filmato del comizio (con sottotitoli in inglese):

http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/5814.htm

oppure: http://www.youtube.com/watch?v=dqcfCDEe354

OLP/FATAH: SE LA RESISTENZA ARMATA POTESSE CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI DEL POPOLO PALESTINESE, NON ESITEREMMO NEMMENO UN SECONDO
Quelli che seguono sono brani tratti da un’intervista al portavoce dell’Olp in Libano, Ahmad Assaf, mandata in onda lo scorso 11 ottobre sulla tv libanese Murr (MTV Al Lubnania):

AHMAD ASSAF: «Innanzitutto, la nostra presenza sulla terra [palestinese] è la più grande resistenza di tutte…»
INTERVISTATORE: «Mi faccia chiarire. Io sto parlando di resistenza armata.»
AHMAD ASSAF: «Sarò franco con lei. Se la resistenza armata potesse conseguire gli obiettivi del popolo palestinese, non esiteremmo nemmeno un secondo. Chi è che ha inventato la resistenza armata?»
INTERVISTATORE: «Non mettiamoci a scavare nella storia. Siete pronti a lanciare oggi la resistenza armata, insieme a Hamas e alle altre fazioni?»
AHMAD ASSAF: «Chiariamo bene. Il nostro obiettivo è la resistenza o la fine dell’occupazione? Se la resistenza è il nostro obiettivo, possiamo continuare a fare la resistenza per mille anni.»
INTERVISTATORE: «Non siete onesti»
AHMAD ASSAF: «Sarò franco con lei. Fatah si chiama ancora Movimento di Liberazione della Palestina. Questo nome non cambierà finché non sarà raggiunto l’obiettivo della fine dell’occupazione. Se la resistenza armata è oggi il modo vero e più breve per raggiungere l’obiettivo del popolo palestinese della libertà e della fine dell’occupazione, noi seguiremo questa strada.»
(Da: Memri, 4.11.11)
Per vedere il filmato dell’intervista (con sottotitoli in inglese):

http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/5776.htm

oppure http://www.youtube.com/watch?v=Vampof0q5zY

Si veda anche:

L’odio più duraturo: la società arabo-islamica è praticamente l’unica al mondo dove l’antisemitismo viene sostenuto pubblicamente.

http://www.israele.net/articolo,3216.htm

Bambini indottrinati all’odio: li mette in mostra la tv della stessa Autorità Palestinese del presidente Abu Mazen

http://www.israele.net/articolo,3180.htm

Incessante la campagna di odio contro i “sionisti” e il loro “falso tempio”: indistinguibile l’indottrinamento della tv di Hamas da quello della tv egiziana

http://www.israele.net/articolo,3013.htm

Abu Mazen: “Non riconoscerò mai uno stato ebraico”: senza infingimenti, alla tv egiziana il presidente palestinese loda anche i sequestratori di Shalit

http://www.israele.net/articolo,3276.htm

Quell’antisemitismo dei cristiani d’oriente: calunnie e pregiudizi tuttora diffusi in Medio Oriente da Chiese pre-conciliari

http://www.israele.net/articolo,3218.htm

Alla disperata ricerca del palestinese moderato: ormai anche diversi esponenti di Fatah lasciano cadere il doppiopetto della (finta) moderazione

http://www.israele.net/articolo,3291.htm