Vili e spietati

Video di Hamas si fa beffe dell’angoscia per la sorte dell’ostaggio Gilad Shalit e ne minaccia la morte

image_2808Esattamente 1.400 giorni dopo il sequestro del soldato israeliano Gilad Schalit (nel corso di un attacco oltrefrontiera, da parte di terroristi palestinesi di Gaza, che causò anche la morte di due soldati), le Brigate Izz a-Din al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno diffuso sabato sul loro sito web un filmato in animazione grafica in cui, fra l’altro, si vede l’ostaggio israeliano tornare a casa in una bara.
Nel cartone animato in 3D, intitolato “Il sentimento nella società sionista circa Shalit”, si vede il padre Noam Schalit, ormai invecchiato e col bastone, che vaga sconsolato fra vent’anni per la strade d’Israele stringendo una foto del figlio ancora in cattività. Sullo sfondo si sente la voce di Gilad tratta dal nastro diffuso da Hamas lo scorso settembre. Verso la fine del filmato appare sullo schermo una scritta che dice: “Gli sforzi del governo israeliano hanno avuto successo. Dopo uno scambio di prigionieri, Noam Schalit finalmente incontra il figlio Gilad”. A quel punto si vede l’anziano padre che siede in attesa al valico di Erez fra striscia di Gaza e Israele finché non gli viene consegnata una bara coperta dalla bandiera israeliana. “No!” grida il vecchio, e si sveglia. L’espediente del sogno (che termina con la scritta “c’è ancora speranza” e il simbolo delle Brigate Izzadin A-Qassam) serve a far trapelare la spietata ed esplicita minaccia.
Nel corso del video, viene anche ventilata la minaccia di far fare all’ostaggio israeliano la stessa fine di Ron Arad, il copilota israeliano caduto nelle mani di terroristi libanesi nel 1986 e mai più restituito. Il padre di Gilad viene rappresentato mentre raccoglie un giornale con l’annuncio di un’offerta di 50 milioni di dollari a chi darà informazioni su suo figlio: un esplicito riferimento all’offerta di 10 milioni di dollari fatta da Israele per informazioni sulla sorte di Arad.
“Ci rivolgiamo alla società sionista, e non ai suoi esponenti eletti”, hanno spiegato i rappresentanti di Hamas, aggiungendo al loro messaggio una minaccia: “Se il nemico insisterà con la sua testardaggine, se ne pentirà. Ma il suo dispiacere non avrà alcun valore. Shalit non vedrà la luce del giorno finché il vostro governo non pagherà il prezzo che abbiamo fissato. Se rifiuterà le condizioni che abbiamo posto, finirete col pagare un prezzo molto più alto”.
Verso la fine del filmato Hamas ribadisce inoltre che intende investire sforzi nel tentativo di prendere in ostaggio altri israeliani, e minaccia di farlo su scala molto più ampia di quanto sia stato fatto finora: “L’organizzazione continuerà le sue attività volte a mettere le mani su altri amici di Shalit: talmente tanti che il governo sionista sarà costretto a creare un ministero apposito per i sionisti prigionieri e sequestrati” afferma il video, nel quale Noam Shalit viene rappresentato mentre si dirige appunto verso l’immaginario ministero “dei prigionieri e dispersi”.
Il vero Noam Shalit ha reagito alla diffusione del video di Hamas dicendo: “E’ una vergogna che i capi di Hamas continuino a optare per la guerra psicologica, per chissà quanto tempo ancora, contro la nostra famiglia e contro il pubblico israeliano, anziché occuparsi dello scambio di prigionieri e autorizzare la proposta di scambio mediata dalla Germania, che è sul loro tavolo da quattro mesi senza risposta”. Noam Shalit ha anche fatto riferimento ad una lettera che ha recentemente inviato al capo del politburo di Hamas, Khaled Meshal, con sede a Damasco. “Come abbiamo sottolineato nella lettera – ha detto Shalit – così facendo i capi di Hamas privilegiano i loro interessi politici rispetto agli interessi del popolo palestinese, rimandando continuamente la scarcerazione di mille detenuti palestinesi ed anche la liberazione della popolazione civile della striscia di Gaza dal soffocamento politico ed economico che patisce da anni come conseguenza diretta del sequestro di nostro figlio Gilad”. Astenendosi dal commentare la sua rappresentazione nel video di Hamas, il padre del giovane israeliano in ostaggio ha aggiunto: “Sarebbe meglio che la dirigenza di Hamas la smettesse di produrre filmati e messe in scena, e si preoccupasse piuttosto dei veri interessi dei detenuti palestinesi e dei semplici civili di Gaza che da troppo tempo sono tenuti in ostaggio dai loro stessi capi”.
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato il filmato afferamando che “l’uso cinico dei sentimenti della famiglia Shalit fatto dai capi di Hamas, solo due giorni dopo che Israele ha reso possibile il trasferimento fuori da Gaza di una bambina per ricevere le cure mediche necessarie a salvarle la vita, testimonia meglio di qualunque altra cosa la vera natura di questa organizzazione. Si tratta di un ennesimo, vile gesto da parte di Hamas con lo scopo di permettere alla sua dirigenza di non prendere nessuna decisione sulla recente proposta di mediazione”.
Secondo un funzionario dell’ufficio del primo ministro, “da quattro mesi i capi di Hamas evitano di rispondere a un accordo umanitario mediato dall’Egitto e messo sul loro tavolo dal intermediario tedesco: un’offerta che è stata raggiunta con entrambe le parti e che condurrebbe all’immediato ritorno di Gilad Shalit sano e salvo alla sua famiglia e alla sua gente”.

Questo fine settimana, su richiesta di re Abdullah di Giordania Gerusalemme ha acconsentito al trasferimento ad Amman, via Israele, della figlia gravemente malata di Fati Hamad, ministro degli interni di Hamas ed ex capo del suo braccio armato. La bambina di 3 anni, accompagnata dalla madre, è stata trasportatda da Gaza, attraverso il valico di Erez, all’ospedale israeliano Barzilai di Ashkelon, dove è stata presa in cura da un team di medici israeliani, per poi essere trasferita in elicottero ad Amman. In quanto ministro degli interni di Hamas, Fati Hamad è il capo dei servizi di sicurezza di Hamas che, va ricordato, tiene in ostaggio l’israeliano Gilad Shalit da quasi 4 anni, vietandogli anche solo la visita di un medico della Croce Rossa.

(Da: YnetNews, Jerusalem Post, Ha’aretz, 25.4.10)

Nell’immagine in alto: una delle ultime inquadrature del filmato di Hamas: il padre Noam Shalit vede arrivare da Gaza la bara del figlio coperta dalla bandiera israeliana

Il video è visibile su:

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3880360,00.html

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1165199.html

Si veda anche:

Spettacolo ripugnante

http://www.israele.net/articolo,2345.htm