Wafa Sultan: Gli islamisti mi vogliono morta

La siriano-americana della celebre polemica tv sul fanatismo islamico vorrebbe visitare Israele

image_1400La psicologa siriano-americana Wafa Sultan definisce se stessa una personalità che “di frontiera” in nome delle future generazioni. Dice di essere perfettamente consapevole che c’è chi vorrebbe ucciderla, e che potrebbero anche riuscirci, ma dice anche di non avere paura: “Ho i miei sostenitori, e continuo a portare avanti la mia missione”, afferma in un’intervista esclusiva a YnetNews (si veda l’intervista completa, in inglese: http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3314107,00.html ).
Wafa Sultan, fuggita dalla Siria a Los Angeles nel 1989, è diventata la psicologa del mondo islamico. Durante il suo ormai celebre dibattito in diretta sulla tv al-Jazeera nel febbraio 2006 con un religioso dell’Università teologica islamica di Al Azhar (Cairo), Sultan criticò apertamente e con grande determinazione certi atteggiamenti dei musulmani, invocandone una profonda trasformazione. Sosteneva che il presunto scontro fra islam e occidente è in realtà uno scontro fra un islam rimasto fermo al XIV secolo e il mondo moderno del XXI secolo.
Nell’intervista a YnetNews, Sultan descrive quella che è stata la sua vita in Siria come 32 anni vissuti nella paura, “trentadue anni che mi sono stati rubati dal fanatismo islamico”.
Nel dibattito televisivo dello sorso febbraio, Sultan si spinse fino a sollecitare apertamente i musulmani perché prendessero esempio dagli ebrei, che hanno saputo superare la tragedia della Shoà e si sono guadagnati il rispetto del mondo grazie alla loro cultura, e non con il terrorismo. “Con il loro duro lavoro – diceva – non strepitando e lagnandosi. Non si è visto un solo ebreo farsi esplodere in un ristorante tedesco, non si è visto un solo ebreo distruggere una chiesa. Non si è visto un solo ebreo protestare uccidendo innocenti. Musulmani hanno fatto a pezzi le statue del Buddha, ma non abbiamo visto un solo buddista demolire una moschea. Solo i musulmani difendono la loro fede bruciando chiese, uccidendo gente e assaltando ambasciate. Questo metodo non produrrà alcun risultato. I musulmani devono chiedersi quello che possono fare per l’umanità, prima di chiedere rispetto all’umanità”.
Dopo quell’intervista, Sultan è stata bandita da tutte le emittenti televisive arabe. Ma è riuscita ugualmente a penetrare nel mondo arabo-islamico con il suo sito web e con le e-mail che ogni giorno invia ai suoi sostenitori. “Può darsi che non si veda subito l’effetto di quello che faccio – spiega – Ma sono convinta che se ne vedranno i frutti nel giro di due o tre generazioni. Fra trecento anni il mondo islamico si ricorderà di Wafa Sultan”.
Sultan non può tornare in Siria perché è sicura che verrebbe immediatamente arrestata. Le piacerebbe piuttosto visitare Israele, e conta di farlo presto. E non è improbabile che venga ufficialmente invitata dalle rappresentanze diplomatiche israeliane negli Stati Uniti.

(Da: YnetNews, 11.10.06)

Si vedano anche i siti in

“ALTRE VOCI” ARABO-ISLAMICHE

http://www.israele.net/categories.php?type=scat&maincat=127

e MEMRI:

http://memri.org/bin/articles.cgi?Page=archives&Area=sd&ID=SP110706