7 gennaio 2021

Amnesty International ha ingiunto mercoledì a Israele di fornire vaccini contro il coronavirus ai palestinesi in Cisgiordania e nella striscia di Gaza sostenendo che lo stato ebraico è tenuto a farlo in base al diritto internazionale. In realtà, secondo gli Accordi di Oslo l’Autorità Palestinese è responsabile dell’assistenza sanitaria della sua popolazione, vaccinazioni comprese, e la stessa Autorità Palestinese ha ripetutamente affermato di non aver chiesto a Israele i vaccini giacché se li sta procurando tramite il programma delle Nazioni Unite e prevede di ricevere le prime dosi il prossimo mese. A dicembre, un alto funzionario del Ministero della salute dell’Autorità Palestinese citato dal Jerusalem Post aveva sdegnosamente affermato che il suo Ministero “non è un dipartimento del Ministero della difesa israeliano” e che avrebbe procurato i vaccini per conto suo. È poi altamente improbabile che il gruppo terroristico Hamas, che controlla la striscia di Gaza, sarebbe disposto a cooperare con Israele, né se è per questo con l’Autorità Palestinese di Ramallah, in una campagna di vaccinazione. Ciononostante, Amnesty International ha affermato che Israele “deve smettere di ignorare i suoi obblighi internazionali e agire immediatamente per garantire che i vaccini siano forniti ai palestinesi che vivono in Cisgiordania e nella striscia di Gaza”.