12 luglio 2021

Israele non smetterà di demolire le case dei terroristi solo perché lo chiede Washington. Lo ha detto sabato il ministro delle Comunicazioni, Yoaz Hendel, alla tv pubblica Kan. “Ci regoliamo in base a ciò che è bene per lo stato di Israele” ha detto Hendel, membro del partito Nuova Speranza (di Gideon Sa’ar) – La politica di questo governo è chiara riguardo alle violazioni della sovranità e al trattamento del terrorismo. A volte non siamo d’accordo con l’amministrazione americana, ma sulla maggior parte delle questioni siamo sulla stessa linea”. Nel frattempo, la famiglia del 19enne Yehuda Guetta, vittima dell’ultimo terrorista (palestinese-americano) la cui casa è stata demolita, ha criticato con forza l’intervento dell’amministrazione Biden, aggiungendo che intenterà azioni legali in Israele e negli Stati Uniti per chiedere il sequestro dei beni della famiglia del terrorista. “Sarà una causa senza precedenti per far capire ai terroristi, e a che li gestisce, che non c’è angolo del mondo dove non li raggiungeremo e che le vittime del terrorismo continueranno a perseguirli per sempre – ha affermato Nitsana Darshan-Leitner, della ong di assistenza legale Shurat HaDin, in rappresentanza della famiglia – Qualsiasi terrorista deve sapere che il terrorismo comporta un alto prezzo e che, anche se non si preoccupa della propria vita, noi colpiremo legalmente tutto ciò che ha di più caro”. A intentare la causa sarà anche la famiglia di Benaya Peretz, gravemente ferito nello stesso attentato. Il padre della vittima, Elisha Guetta, ha detto che la famiglia è “scioccata dal fatto che gli Stati Uniti, che sono stati spesso vittime del terrorismo, condannino la demolizione della casa dell’assassino di mio figlio, prendendo le parti di un terrorista arrivato dagli Stati Uniti per compiere uno spietato attentato terroristico contro studenti ebrei innocenti”.