13 settembre 2021

Dopo cinque giorni di intense ricerche, le forze di sicurezza israeliane hanno catturato, fra venerdì e sabato, prima due e poi altri due dei sei terroristi evasi lunedì mattina dal carcere di Gilboa, nel nord del paese. I quattro, tra i quali il noto capo delle Brigate Martiri di al-Aqsa Zakaria Zubeidi, sono stati arrestati nella regine della città arabo israeliana di Nazareth (a una trentina di km dal carcere). In entrambi i casi, cittadini arabi israeliani che hanno visto i fuggitivi li hanno segnalati alle autorità, contribuendo alla cattura. Secondo fonti della polizia citate da Walla News, decine di arabi hanno telefonato nei giorni scorsi. Gli arrestati non hanno opposto resistenza, tranne Zubeidi che ha cercato brevemente di fuggire ma è stato rapidamente sopraffatto. Il ministro israeliano della pubblica sicurezza, Omer Barlev, ha pubblicamente ringraziato gli arabi israeliani “che hanno aiutato nella cattura dei terroristi”. “Per quattro giorni gli evasi hanno vagato in giro credendo di trovare riparo e aiuto tra gli arabi israeliani – ha twittato Barlev – ma si sbagliavano. Ovunque si girassero, i cittadini arabi li rifiutavano e chiamavano la polizia. Tanto di capello a tutti i nostri concittadini responsabili!”. Intanto, proseguono le ricerche degli ultimi due terroristi evasi. Durante le ricerche, il ministro della difesa israeliano Benny Gantz ha chiesto a tutte le forze di sicurezza di evitare di danneggiare inutilmente palestinesi innocenti. “Continuiamo le nostre attività sul terreno – ha detto Gantz – ma allo stesso tempo dobbiamo tener presente che si tratta di sei uomini su milioni di palestinesi che vivono qui. Dobbiamo essere capaci di affrontare quei sei e i loro complici senza interferire nell’equilibrio che regge i rapporti nella zona”. Dal canto loro, Hamas e Jihad Islamica minacciano di intensificare gli scontri in Cisgiordania come reazione alla cattura degli evasi. Da notare che, poco prima degli arresti, un alto funzionario della difesa giordana citato da Israel Hayom aveva assicurato che, se gli evasi fossero entrati in Giordania, le autorità li avrebbero arrestati e avrebbe preso in considerazione di estradarli nonostante la Giordania non abbia un trattato di estradizione ufficiale con Israele. “Anche se si tratta di palestinesi – aveva detto la fonte – la Giordania non farà da città-rifugio per detenuti fuggiti dal carcere, indipendentemente da chi siano o in quali circostanze siano evasi”. Inoltre, secondo il giornale libanese filo-Hezbollah Al-Akhbar, anche alti esponenti della sicurezza dell’Autorità Palestinese avrebbero accettato giovedì di aiutare Israele nella cattura dei terroristi evasi, cinque dei quali appartenenti alla Jihad Islamica.