14 maggio 2022

Gli scontri tra polizia e palestinesi all’inizio del corteo funebre per la giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh, venerdì mattina a Gerusalemme, sono stati causati dal fatto che un folto gruppo di agitatori palestinesi si è impossessato della bara all’ospedale contro la volontà dei famigliari e ha tentato di avviarsi lungo un percorso non concordato. In una nota, la polizia israeliana spiega che il percorso del corteo funebre era stato pianificato in anticipo con la famiglia di Abu Akleh, ma circa 300 agitatori sono arrivati all’ospedale Saint Joseph di Gerusalemme e hanno impedito ai membri della famiglia di caricare la bara sul carro funebre, come era stato concordato e coordinato in anticipo. Il gruppo di agitatori ha minacciato l’autista del carro funebre e, con la bara, ha tentato di avviare una marcia non pianificata, lanciando alcune pietre e bottiglie verso i cordoni della polizia. A quel punto la polizia è intervenuta per disperdere l’assembramento in modo che il funerale potesse procedere come previsto secondo i desideri della famiglia. Pochi minuti dopo, una volta collocata la bara sul carro funebre diretto alla Cattedrale dell’Annunciazione della Vergine nella Città Vecchia di Gerusalemme, tutta la cerimonia è proseguita e si è conclusa pacificamente e nel pieno rispetto. In ogni caso, il capo della polizia Kobi Shabtai, in coordinamento con il ministro della pubblica sicurezza Omer Bar-Lev, ha disposto un’indagine che si concentrerà sui preparativi fatti dalla polizia prima del funerale ed esaminerà ciò che ha innescato la violenza nei confronti degli agenti e il livello di forza utilizzato dalla polizia.