14 settembre 2021

Già respinto da Autorità Palestinese e Hamas un piano per lo sviluppo a Gaza presentato dal ministro degli esteri israeliano Yair Lapid. “Il nemico fa ricorso a varie proposte per indebolire la resistenza del nostro popolo, senza riuscirci”, ha detto martedì il portavoce di Hamas Hazim Qasim. Parlando lunedì sera all’Università Reichman di Herzliya, Lapid ha illustrato un piano in due fasi, denominato “Economia per la sicurezza: un approccio più realistico alla ricostruzione di Gaza in cambio del disarmo (dei gruppi terroristici)”, che mira a porre fine alla crisi umanitaria nella striscia di Gaza senza rafforzare il gruppo terroristico Hamas. Entrambe le fasi vedrebbero realizzate le attese migliorie infrastrutturali, molte delle quali sul tavolo da anni. Lapid ha sottolineato che non chiede negoziati con Hamas poiché “Israele non parla alle organizzazioni terroristiche che vogliono distruggerci”. Lapid ha invece prospettato un accordo, mediato a livello internazionale e supervisionato dall’Egitto e da altri attori globali, con la partecipazione attiva dell’Autorità Palestinese. Ma il primo ministro dell’Autorità Palestinese, Mohammad Shtayyeh, ha respinto l’idea affermando: “Il problema di Gaza è politico, è lo stesso di tutta la Palestina, Gerusalemme compresa, e consiste nel porre fine all’occupazione e rimuovere il blocco”. Pur chiarendo che non si tratta di un piano ufficiale del governo, Lapid ha sottolineato che sia il primo ministro Naftali Bennett che il ministro della difesa Benny Gantz sostengono la sua proposta. “La comunità internazionale e gli abitanti di Gaza devono sapere che il terrorismo di Hamas impedisce loro di condurre una vita normale”, ha affermato Lapid.