16 agosto 2019

La ong Palestinian Media Watch (PMW) ha accusato l’Autorità Palestinese d’aver deliberatamente fomentato i violenti disordini di domenica scorsa al Monte del Tempio, quando una folla di musulmani ha cercato di impedire fisicamente a fedeli ebrei di accedere alla spianata in occasione della celebrazione ebraica di Tisha Be’Av (che quest’anno coincideva con il primo giorno della festa islamica di di Eid al-Adha). PMW ha sottolineato che l’Autorità Palestinese definisce costantemente “invasori” i visitatori ebrei al Monte del Tempio, esortando sistematicamente la comunità internazionale a impedire una presunta “giudaizzazione” della città  e del luogo sacro. Ma alla vigilia di domenica scorsa l’Autorità Palestinese ha anche adottato misure specifiche per impedire agli ebrei l’accesso, a cominciare da un improvviso cambiamento degli orari della preghiera musulmana. Normalmente sul Monte del Tempio le prime tre delle cinque preghiere quotidiane islamiche si svolgono alle 4.29, alle 5.56 e alle 12.44, ma domenica il Mufti di Gerusalemme e dei Territori palestinesi ha spostato la preghiera delle 5.56 alle 7.30. “Lo scopo era garantire che fossero presenti quanti più musulmani possibile quanto gli ebrei avrebbero iniziare ad affluire”, ha spiegato PMW. Il giorno successivo, a scontri finiti, gli orari sono tornati alla normalità. L’11 agosto, in un’intervista trasmessa alla tv dell’Autorità Palestinese, un funzionario ha detto: “Ovviamente i musulmani stanno usando diversi mezzi per impedire le irruzioni [sic] nella benedetta moschea di Al-Aksa” (dove peraltro i fedeli ebrei non entrano mai, limitandosi a stare sulla spianata esterna). Alla domanda se l’orario della preghiera fosse stato cambiato appositamente, ha risposto: “Esatto. Le preghiere si sono tenute fuori orario per affermare che questo posto è solo per i musulmani”. Inoltre, il Gran Mufti di Gerusalemme Mohammed Hussein, l’ex Gran Mufti di Gerusalemme Ekrima Sabri e l’alto funzionario del Waqf islamico, Abdel Azeem Sahlab, avevano annunciato: “Tutte le moschee di Gerusalemme saranno chiuse e le benedizioni di Eid al-Adha si terranno solo nella moschea Al-Aqsa”. Il 9 agosto la tv dell’Autorità Palestinese ha diffuso una dichiarazione ufficiale dei capi religiosi palestinesi che diceva: “È necessario chiudere domenica tutte le moschee della città di Gerusalemme per mobilitare quante più persone possibile per pregare nella moschea di Al-Aksa e nelle sue piazze”. Alla fine, dopo gli scontri, i fedeli ebrei hanno potuto accedere al Monte del Tempio solo a piccoli gruppi scortati dalla polizia. Poi le autorità israeliane hanno chiuso la spianata a turisti e fedeli ebrei fino a giovedì, cioè sino al termine delle celebrazioni della festività musulmana di Eid al-Adha.