16 gennaio 2020

L’allora capo dell’Olp Yasser Arafat esortò tacitamente i palestinesi a lanciare la seconda intifada, dopo la rottura dei colloqui di pace israelo-palestinesi a Camp David del luglio 2000. Lo ha affermato il primo gennaio Abdel-Elah Atirs, membro del Consiglio Rivoluzionario di Fatah, in un’intervista a TV Palestina. “Yasser Arafat, che riposi in pace, firmò gli Accordi di Oslo e venne qui [in Cisgiordania] – ha detto Abdel-Elah Atirs – Quando poi andò a Camp David e vide che Gerusalemme, o parte di essa, non rientrava nell’accordo, tornò e ci suggerì di lanciare la seconda Intifada. Il termometro di Fatah è pronto a muoversi in qualsiasi direzione” ha aggiunto Atirs, secondo la traduzione delle sue parole diffusa dal Middle East Media Research Institute (MEMRI). Atirs ha anche affermato che c’era Arafat dietro alle violenze del 1996 scatenate in seguito all’apertura al pubblico di un tunnel archeologico nei pressi del Muro Occidentale (“del pianto”). La seconda intifada, scatenata nell’autunno 2000, vide circa 140 attentatori suicidi palestinesi farsi esplodere in autobus, ristoranti e altri luoghi civili israeliani, prima che venisse fermata dall’operazione Scudo Difensivo delle Forze di Difesa israeliane nella primavera del 2002.

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