19 febbraio 2018

Quattro soldati israeliani in servizio di pattuglia ai confini con la striscia di Gaza meridionale sono rimasti feriti, sabato, da una trappola esplosiva piazzata dai Comitati di Resistenza Popolare palestinesi. Pur non rivendicando l’attacco, Hamas lo ha celebrato come “eroico” dicendo che rappresenta la reazione “all’invasione israeliana della terra e dei luoghi santi”. Anche le Brigate Martiri di al-Aqsa, affiliate al Fatah di Abu Mazen, hanno salutato con favore l’attentato. Le Forze di Difesa israeliane hanno reagito colpendo un posto d’osservazione della Jihad Islamica palestinese vicino al confine e sei obiettivi di Hamas tra cui un tunnel per infiltrazioni terroristiche dal quartiere Zaytun di Gaza, un complesso militare nelle vicinanze di Netzarim e un altro complesso attorno a Khan Yunis. Poco dopo che un razzo sparato dalla striscia di Gaza si è abbattuto su un’abitazione israeliana nella zona di Sha’ar HaNegev, fortunatamente senza esplodere, le forze israeliane hanno colpito sabato notte altri 18 obiettivi terroristici nella striscia di Gaza. Si sospetta che i terroristi avessero piantato la trappola esplosiva durante una protesta “spontanea” vicino al confine. L’esercito ha dichiarato che considera con estrema severità il tentativo da parte di Hamas di organizzare dimostrazioni “popolari spontanee” per trasformare l’area di confine in una zona di scontri. Sempre sabato, un gruppo di almeno quattro palestinesi ha tentato di infiltrarsi nelle comunità israeliane a sud di Gaza all’altezza di Rafah. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco causando, secondo fonti palestinesi, due morti.