7 marzo 2018

Tre tombaroli sono stati condannati la scorsa settimana a quattro/nove mesi di carcere dal tribunale di Nazareth per aver distrutto tombe antiche di duemila anni in un villaggio della bassa Galilea, tra Tzippori (Seffori) e Tiberiade. Nel marzo 2017, tre adulti e due minorenni vennero sorpresi mentre usavano una ruspa per scavare le tombe a Horbat Mishkena, fra le rovine di un insediamento ebraico del I-VI secolo e.v., alla ricerca di reperti da vendere sul mercato nero. Nella sentenza, la Corte afferma che “la rapina di antichità è una piaga che cancella intere pagine della storia: qualsiasi danno a un sito archeologico è intrinsecamente irreversibile”. Il sito di epoca romana, menzionato nel Talmud come un villaggio ebraico, è anche ricordato come il luogo dove, nel luglio 1187, l’esercito dei Crociati poté finalmente dissetarsi mentre era in marcia verso i vicini Corni di Hattin, dove avrebbe subito la fatale sconfitta per mano di Salah ad-Din (Saladino). Vedi le foto su Times of Israel