Alle campagne di odio, Israele risponde con gesti di pace

L’Iran grida “morte a Israele”, Israele risponde aiutando il popolo iraniano a sopravvivere alla siccità. E ai palestinesi di Gaza dice: “Voi bruciate, noi piantiamo nuovi alberi”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha offerto le competenze idriche d’Israele alla popolazione iraniana che si trova ad affrontare, a quanto risulta, un vero disastro ambientale a causa della cattiva gestione della siccità che colpisce da anni tutta la regione. In un video in inglese pubblicato on-line, Netanyahu annuncia di voler fare “un’offerta senza precedenti all’Iran”. “La popolazione iraniana – spiega – è vittima di un regime crudele e tirannico che le nega l’acqua vitale. Israele sta dalla parte della popolazione iraniana. L’organizzazione meteorologica iraniana afferma che quasi il 96% dell’Iran soffre di vari livelli di siccità. Issa Kalantari, un ex ministro dell’agricoltura iraniano, ha affermato che 50 milioni di iraniani potrebbero essere costretti a lasciare le loro case a causa dei danni ambientali. Cinquanta milioni! Milioni di bambini iraniani stanno soffrendo a causa della cattiva gestione, dell’incompetenza e del furto di risorse vitali da parte del regime iraniano”. Israele, continua il primo ministro, ha risolto gran parte dei suoi problemi di approvvigionamento idrico “sviluppando tecnologie all’avanguardia”. “Israele ricicla quasi il 90% delle acque reflue, vale a dire molto di più di qualsiasi altro paese al mondo. Abbiamo inventato l’irrigazione goccia a goccia: la nostra tecnologia fornisce a ogni singola pianta esattamente i nutrienti di cui ha bisogno. Israele ha il know-how per prevenire una catastrofe ambientale in Iran. Voglio condividere queste informazioni con il popolo iraniano. Purtroppo, però, il regime iraniano vieta agli israeliani di recarsi nel paese, così dobbiamo essere creativi”. Per questo Israele sta lanciando un sito web e un canale Telegram in lingua persiana con cui offre “piani dettagliati su come gli iraniani possono riciclare le acque reflue: mostreremo agli agricoltori iraniani come possono salvare i loro raccolti e sfamare le loro famiglie”. Netanyahu conclude il messaggio spiegando a chiare lettere il risvolto politico dell’iniziativa. “Il regime iraniano grida ‘morte a Israele’. Israele risponde gridando: ‘vita per il popolo dell’Iran’. La popolazione iraniana è perbene e rispettabile. Non deve essere lasciata ad affrontare da sola un regime così spietato. Siamo con voi. Vi aiuteremo affinché milioni di iraniani non debbano soffrire. L’odio del regime iraniano non fermerà il rispetto e l’amicizia tra i nostri due popoli”. (Da: Times of Israel, 10.6.18)

 

Nuovi alberi piantati nel kibbutz Or HaNer

I residenti delle comunità israeliane che sorgono nei pressi del confine con la striscia di Gaza si sono riuniti la scorsa settimana nel kibbutz Or HaNer per una cerimonia di piantagione di nuovi alberi: è la loro risposta agli aquiloni incendiari lanciati dai palestinesi che provocano vasti incendi in tutta la zona distruggendo decine di migliaia di ettari di campi agricoli e riserve naturali. Gli abitanti israeliani, in collaborazione con il Keren Kayemet LeYisrael (KKL), hanno piantanato decine di nuovi alberi nei campi del kibbutz. “Il fenomeno degli aquiloni incendiari ha completamente distrutto una quantità di boschi e frutteti nella nostra zona – ha spiegato Ofir Libenstein, un membro del kibbutz Kfar ‘Aza che guida l’iniziativa – e allora abbiamo deciso, come attività comunitaria, di restituire alla natura ciò che le è stato tolto con la violenza. Al di là del danno economico – aggiunge Libenstein – c’è anche il danno morale a residenti israeliani che da generazioni si battono per rivitalizzare l’agricoltura in tutta quest’area. Abbiamo deciso di riunirci come comunità e cambiare questo stato di cose. Gli abitanti si ritrovano, intere famiglie con i bambini, per piantare nuovi alberi. Questa è solo la prima delle nostre iniziative. Nei prossimi giorni continueremo a piantare alberi, all’insegna dello slogan: ‘Loro bruciano, noi piantando”. Insieme ai residenti, hanno partecipato all’iniziativa anche soldati della Brigata settentrionale della Divisione Gaza, guidati dal loro comandante, il colonnello Avi Rosenfeld. “Dobbiamo trovare una risposta (agli incendi dolosi) e la troveremo – ha detto Rosenfeld – Noi continueremo a difendere tutte le comunità israeliane al confine con Gaza, senza darci tregua e senza perdere mai di vista i nostri valori”. (Da: YnetNews, 10.6.18)