Bandire Hezbollah, per davvero

E’ essenziale che l'Unione Europea distingua nettamente tra islamisti da una parte, e la maggioranza dei musulmani dall’altra

Editoriale del Jerusalem Post

L’autobus di turisti israeliani fatto esplodere da Hezbollah a Burgas, in Bulgaria, nel luglio 2012

Nel luglio 2013 i governi dell’Unione Europea accettarono di inserire l’ala armata di Hezbollah nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Per anni gli Stati Uniti e Israele avevano esortato gli europei a bandire Hezbollah, ma solo dopo che Hezbollah compì un attentato in territorio europeo l’Unione Europea si decise ad agire. L’attacco terroristico a un bus turistico israeliano a Burgas, in Bulgaria, nel 2012, che provocò la morte di cinque israeliani e dell’autista bulgaro musulmano e il ferimento di altri 32 israeliani, costrinse i paesi europei a riconoscere l’ovvio: Hezbollah non è un legittimo movimento politico, è un’organizzazione terroristica che non si fa nessuno scrupolo di colpire civili innocenti. Tuttavia, anche dopo che aveva accettato di designare Hezbollah per quello che è, un’organizzazione terroristica, l’Unione Europea fu ben attenta a distinguere tra il braccio “militare” di Hezbollah e il suo braccio “politico”, come se ci fosse una reale differenza tra i due.

Il pensiero dei politici europei era che marchiare Hezbollah, considerato in Libano un legittimo partito politico, si sarebbe tradotto in un boomerang diplomatico all’estero, danneggiando i rapporti con i musulmani all’interno dei paesi europei. In effetti, molti politici europei – in particolare a sinistra – sono convinti che Hezbollah sia così popolare che designarlo per quello che è verrebbe considerata una dichiarazione di guerra contro l’islam in quanto tale.

In realtà, la distinzione fondamentale che l’Unione Europea dovrebbe assolutamente fare è quella tra gli islamisti – coloro che aderiscono all’ideologia totalitaria che propugna i metodi più brutali per promuovere l’obiettivo di imporre a tutti la legge islamica – e la maggioranza dei musulmani che, potendo scegliere, opterebbe per una versione dell’islam che non richiede il massacro di civili innocenti.

Casa di Haifa bombardata da Hezbollah durante la guerra del 2006

Ecco perché è così importante l’appello rivolto giovedì scorso da un gruppo trasversale di membri del Parlamento Europeo al capo della politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, affinché designi come organizzazione terroristica anche il braccio “politico” di Hezbollah. Gli europei, che sono attualmente alle prese con un grande afflusso di migranti provenienti da paesi musulmani, non possono permettersi di abbandonare i propri valori e le proprie discriminanti morali e culturali. Giustamente le democrazie liberali si oppongono alla limitazione delle libertà politiche, ma non ci dovrebbero essere dubbi su cosa fare quando si tratta di un’organizzazione tipo Hezbollah. Come ha dichiarato l’eurodeputato danese Anders Vistisen (Conservatori e Riformisti europei), uno dei tre promotori della lettera, “è ora di riconoscere che il terrorismo di ispirazione islamista non è solo una minaccia per il Medio Oriente, ma è anche la principale minaccia alla sicurezza dell’Europa”. La lettera alla Mogherini, promossa anche dallo svedese Lars Adaktusson (Partito popolare europeo) e dall’ungherese Péter Niedermüller (Alleanza progressista di Socialisti e Democratici), è stata sottoscritta da altri 60 membri del Parlamento europeo.

Il parlamentare israeliano Yair Lapid, presidente del partito d’opposizione Yesh Atid, lavora da tempo con vari politici americani ed europei per la messa al bando di organizzazioni come Hezbollah e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, un gruppo terrorista responsabile della morte di decine di israeliani fra cui il ministro del turismo Rehavam Ze’evi, assassinato nel 2001. “E’ ora che l’Unione Europea metta al bando tutto Hezbollah – ha dicharato Lapid – e ne blocchi i soldi, il reclutamento di terroristi e le manifestazioni di pubblico sostegno che hanno luogo in territorio europeo. Ben venga l’iniziativa di questa lettera e, prima o poi, l’Unione Europea dovrà fare la cosa giusta”.

Hezbollah ha aiutato l’Iran a espandere il suo potere in Siria, ha trascinato il Libano in una guerra contro Israele nel 2006 e sembra pronto a farlo di nuovo nel 2018, e secondo il Tribunale speciale per il Libano, affiliato all’Onu, è responsabile dell’assassinio nel 2005 del primo ministro libanese Rafik Hariri, oltre ad aver compiuto attacchi terroristici in Argentina e Bulgaria ed essere responsabile della morte di soldati americani della forza di pace a Beirut.

Mantenere la distinzione artificiale tra attività “politiche” e “militari” di Hezbollah non solo è assurdo, ma invia ai musulmani moderati il messaggio molto preoccupante secondo cui l’Europa ha perso la volontà di battersi per i propri stessi valori.

(Da: Jerusalem Post, 26.2.18)