Bennett: L’unico accordo con l’Iran accettabile per Israele è quello che esclude lo sviluppo di armi nucleari

Il primo ministro israeliano mette in guardia dal revocare le sanzioni contro Teheran: “Significherebbe avere terrorismo con gli steroidi”

Il norvegese Borge Brende, presidente del World Economic Forum (a sinistra) intervista il primo ministro israeliano Naftali Bennet, in alto sullo schermo, durante l’incontro online Davos 2022

Un accordo con l’Iran accettabile per Israele è solo quello che non consenta alla Repubblica Islamica di arricchire l’uranio ad alti livelli.

Lo ha affermato martedì il primo ministro israeliano Naftali Bennett intervenendo in videoconferenza al World Economic Forum di Davos. “Concretamente – ha detto Bennett a chi gli chiedeva quale tipo di accordo tra le potenze mondiali e l’Iran verrebbe approvato da Israele – l’Iran deve rinunciare al suo programma per armi nucleari. Perché mai si dovrebbe legittimare il diritto dell’Iran di arricchire l’uranio a un livello altissimo? Ora lo stanno arricchendo al 60%, in quei loro enormi impianti. Perché lo stanno facendo? Uranio arricchito al 60% non serve a nient’altro che un’arma nucleare”.

Bennett ha ricordato l’archivio nucleare iraniano che nel 2018 il Mossad ha trafugato da Teheran e portato in Israele come prova che “quella gente sta cercando di sviluppare un’arma nucleare”. E ha continuato: “Il regime iraniano è corrotto e fallito, investire in Iran non è sensato, lo dico come uno che viene dal mondo degli affari. Non vedo alcun motivo per cui abbia senso che il mondo libero firmi un accordo che dia loro denaro e allo stesso tempo consenta loro di continuare ad arricchire l’uranio ad alti livelli”.

Bennett ha messo in guardia dal revocare le sanzioni contro l’Iran. “L’ultima cosa augurabile – ha osservato – è riversare decine di miliardi di dollari in quell’apparato. Cosa si otterrebbe? Terrorismo con steroidi: tutto quello che stiamo vedendo sarebbe raddoppiato e triplicato, perché sarebbero molto più forti”.

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Bennett ha ribadito la metafora dell’Iran come una piova con la testa al sicuro a Teheran, mentre allunga i tentacoli in tutto il Medio Oriente con atti di terrorismo per destabilizzare la regione in Libano, Siria, Iraq, Yemen, striscia di Gaza e altrove: “Da Teheran, lontani dal terrorismo che alimentano, mandano altri, i loro gregari, a seminare il terrore”. Bennett ha esortato “i paesi civili, il mondo libero a denunciare l’Iran per ciò che sta facendo: è la principale fonte del terrorismo in Medio Oriente e dobbiamo contrattaccare”.

Bennett ha poi elogiato gli Accordi di Abramo tra Israele e diversi paesi arabi dicendo che spera di stabilire ulteriori legami nella regione. “Il mio approccio è costruire ponti nella regione – ha detto – e penso che lo abbiamo fatto negli ultimi anni. Abbiamo un nemico comune nella regione, ed è l’Iran. Abbiamo bisogno di paesi ragionevoli, che collaborando vogliano combattere l’islam estremista. E penso che sempre più partner regionali vedono Israele come un’ancora di stabilità in una regione molto tumultuosa, e non solo dal punto di vista della sicurezza ma anche dell’economia”. Bennett ha citato i suoi recenti incontri con il re Abdullah di Giordania e il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi come parte del suo impegno nella regione, e ha affermato di voler “iniettare maggiori contenuti in queste relazioni”.

Per quanto riguarda i palestinesi, Bennett ha ricordato che Israele ha adottato una serie di misure per migliorare la loro qualità di vita, come l’aumento del numero di permessi per lavorare in Israele e una maggiore integrazione nel settore hi-tech. “La mia priorità politica – ha detto – è migliorare la qualità della vita di tutti: a Gaza, in Giudea e Samaria e in Israele. Credo che imprese, economia e posti di lavoro siano il modo più sostenibile per portare stabilità”. Tuttavia, “dobbiamo essere consapevoli del fatto che esiste una significativa minaccia terroristica da parte dei palestinesi contro Israele, che abbiamo all’opera visto più e più volte anche nelle ultime settimane. Voglio essere molto chiaro su questo – ha concluso Bennett – Non farò nulla che possa minacciare la sicurezza di Israele né indebolire la nostra capacità di difenderci da soli. In definitiva, i palestinesi sono di fronte a una grande scelta: vogliono perseguire la via del terrorismo o quella della pace e della prosperità? Noi siamo molto positivi riguardo alla prosperità e alla pace fra le persone e le popolazioni”.

(Da: Jerusalem Post, MFA, 18.1.22)