Breve sintesi delle accuse da cui Netanyahu è chiamato a difendersi

Tre le inchieste giudiziarie da cui può dipendere la sopravvivenza politica del più longevo leader della storia d’Israele

Il procuratore generale d’Israele, Avichai Mandelblit

A partire da questo mercoledì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è chiamato a respingere le accuse di corruzione a suo carico in una serie di udienze preliminari nelle quali cercherà di convincere il procuratore generale d’Israele a non procedere con incriminazioni formali.

La sopravvivenza politica del leader più longevo della storia d’Israele, che nega con fermezza ogni addebito, è messa a rischio anche dal fatto che Netanyahu non è riuscito a ottenere una chiara vittoria nelle due elezioni parlamentari, tenute quest’anno il 9 aprile e il 17 settembre. Per il momento Netanyahu, leader del partito di destra Likud, resta a capo di un governo di ordinaria amministrazione in attesa che venga varata una nuova coalizione di maggioranza.

Ecco una breve sintesi dei casi giudiziari che riguardano Netanyahu.

Quali sono le accuse mosse contro Netanyahu? Il procuratore generale Avichai Mandelblit ha annunciato lo scorso febbraio che, fatte salve le previste audizioni difensive in corso in questi primi giorni di ottobre, intende presentare incriminazioni ufficiali a carico di Netanyahu relativamente alle inchieste classificate come i casi 4000, 1000 e 2000. Netanyahu verrebbe accusato di frode e abuso d’ufficio in tutti e tre i casi, anche di corruzione nel caso 4000. Netanyahu afferma di essere vittima di una “caccia alle streghe” politicamente orchestrata dai mass-media e dai suoi oppositori politici per destituirlo dalla carica.

Nel Caso 4000 l’accusa sostiene che Netanyahu avrebbe concesso favori normativi alla principale società di telecomunicazioni israeliana, la Bezeq Telecom Israel, in cambio di una copertura positiva per lui e la moglie Sara sul sito web di notizie Walla controllato dall’ex presidente della società Shaul Elovitch.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu

Nel Caso 1000 l’accusa sostiene che Netanyahu e sua moglie avrebbero illecitamente ricevuto doni (champagne e sigari) da Arnon Milchan, un importante produttore di Hollywood e cittadino israeliano, e dall’imprenditore miliardario australiano James Packer.

Nel Caso 2000 l’accusa sostiene che Netanyahu avrebbe cercato (invano) di negoziare un accordo con Arnon Mozes, proprietario del quotidiano israeliano più venduto Yedioth Ahronoth, per una migliore copertura in cambio di una riforma di legge che avrebbe ostacolato la crescita del quotidiano concorrente (a distribuzione gratuita) Israel HaYom.

Qual è lo scopo dell’udienza preliminare? Essa offre alla squadra legale del primo ministro la possibilità di contestare le accuse e di convincere il procuratore generale ad archiviarle o ridimensionarle. Le audizioni sono in programma per mercoledì e giovedì di questa settimana e per domenica e lunedì della prossima. Dopo aver ascoltato gli argomenti degli avvocati, il procuratore generale dovrebbe prendere entro la fine di dicembre la decisione se incriminare o meno Netanyahu.

Cosa succede se Netanyahu viene incriminato? Se Netanyahu viene incriminato potrebbero volerci diversi mesi prima che inizi il processo vero e proprio. Netanyahu potrebbe anche chiedere un patteggiamento anziché arrivare al processo, ma al momento questa prospettiva viene esclusa dai suoi legali. Se fosse ancora in carica come primo ministro al momento dell’eventuale incriminazione, tecnicamente Netanyahu non avrebbe alcun obbligo legale di dimettersi. Secondo la legge israeliana, un primo ministro è tenuto a dimettersi solo se viene condannato in via definitiva, ma può rimanere in carica durante tutto il procedimento legale, inclusi i ricorsi. Di altra natura è la questione politica che si aprirebbe a fronte di una formale incriminazione.

E in caso di condanna? Le accuse di corruzione possono comportare una condanna fino a 10 anni di reclusione. Frode e abuso d’ufficio possono comportare una pena detentiva fino a tre anni. Il sistema giudiziario israeliano è famoso per la sua inflessibilità di fronte a politici condannati: non mancano i precedenti di ministri e anche di un ex primo ministro e un ex presidente dello stato che hanno regolarmente scontato la pena in carcere.

(Da: Jerusalem Post, YnetNews, israele.net, 1-2.10.19)