Chi è davvero per la pace dovrebbe plaudire alla condanna dei sedicenti gruppi “umanitari” palestinesi che fiancheggiano il terrorismo

Bizzarro invocare “ulteriori prove” quando da anni svariati rapporti documentano gli stretti collegamenti finanziari e operativi fra queste organizzazioni e il FPLP classificato come terrorista da numerosi paesi occidentali

Di Ben-Dror Yemini|

Ben-Dror Yemini, autore di questo articolo

La scorsa settimana il ministro della difesa israeliano Benny Gantz ha designato sei gruppi palestinesi “per i diritti umani” come organizzazioni terroristiche. Gli attivisti del movimento BDS (per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele) e Amnesty International si sono precipitati a condannare Israele esortando la comunità internazionale ad aiutarli a ribaltare la clamorosa decisione. Come biasimarli? Innanzitutto, il pregiudizio anti-israeliano è un concetto profondamente radicato nell’agenda di questi due movimenti internazionali per i diritti umani. In secondo luogo, le grida di entrambi, BDS e Amnesty contro la presunta discriminazione vengono riecheggiate dai partiti israeliani di sinistra, nonché membri della coalizione di governo, Meretz e Laburista. In terzo luogo, anche gli Stati Uniti hanno chiesto spiegazioni a Israele sulla decisione, che di fatto mette fuorilegge le sei organizzazioni palestinesi.

Non mi si fraintenda: i diritti umani sono estremamente importanti. Purtroppo però, negli ultimi tempi il concetto stesso di diritti umani è diventato una piattaforma per la diffusione di menzogne, manipolazioni e odio contro Israele. Il che ha cancellato ogni grammo di credibilità di queste sedicenti “organizzazioni per i diritti” a cui ormai le persone intellettualmente oneste danno raramente ascolto anche quando avrebbero qualcosa di utile da dire.

Le sei organizzazioni palestinesi dichiarate fiancheggiatrici del terrorismo del FPLP

Ma questo vale per i gruppi per i diritti umani in generale. Nel caso specifico, le organizzazioni per i diritti palestinesi non sono altro che piattaforme politiche che negano il diritto di Israele ad esistere, e alcune si spingono ben oltre.

Già nel febbraio 2019 il Ministero israeliano degli affari strategici ha pubblicato un rapporto completo, da quale risulta che un certo numero di organizzazioni palestinesi sono diventate nient’altro che un meccanismo per riciclare denaro e reclutare terroristi, principalmente per il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) che è considerato un’organizzazione terroristica non solo da Israele ma anche da molti paesi occidentali (come Stati Uniti, Unione Europea, Canada, Australi, Giappone ndr)

Tra il 2014 e il 2021 queste cosiddette “organizzazioni palestinesi per i diritti” hanno ricevuto non meno di 200 milioni di dollari dall’Unione Europea. Tali retribuzioni, a cui Israele ha cercato di porre fine, finora non hanno fatto altro che rafforzare l’ostilità e l’odio dei palestinesi verso lo stato ebraico, anche in questioni non legate al terrorismo. Ancora più allarmante è la rivelazione, sempre presentata nel rapporto del 2019, che molti membri di queste organizzazioni sono anche affiliati a noti gruppi terroristici, e alcuni di loro hanno addirittura compiuto attentati contro israeliani. Ma l’Unione Europea pensa di saperla più lunga di tutti e rimane irremovibile nel suo sostegno.

18 novembre 2014, sinagoga Har Nof a Gerusalemme: cinque ebrei in preghiera tra i 40 e i 60 di età trucidati a colpi di ascia e mannaia da terroristi collegati al FPLP

L’Unione dei Comitati del Lavoro Agricolo, uno dei sei gruppi individuati come fiancheggiatori del terrorismo, suona come il nome di un’organizzazione deliziosamente innocente e normale. Due degli attivisti che lavorano per questa organizzazione, Summer Arabid e Abd a-Razak Farage, non solo sono membri del FPLP, ma sono anche implicati nell’assassinio nell’agosto 2019 della 17enne Rina Shnerb, uccisa da una bomba piazzata sul ciglio della strada dove si trovava per un’escursione con suo padre nei pressi della sorgente di Dani.

Anche Khalida Jarrar, l’ex capo del gruppo Addameer per i diritti dei “prigionieri”, un’altra delle organizzazioni messe fuorilegge, è membro del FPLP. L’elenco dei membri di questi gruppi “per i diritti umani” che sono finanziati dall’Unione Europea e che sono collegati a organizzazioni terroristiche potrebbe continuare a lungo.

Eppure, poco dopo la dichiarazione di Gantz, la parlamentare del Meretz Gaby Lasky ha postato un tweet in cui afferma che “le organizzazioni per i diritti umani non sono organizzazioni terroristiche e il ministro della difesa deve ritirare la sua decisione”. Nel frattempo, il capo del Meretz nonché ministro della salute Nitzan Horowitz chiedeva le prove prima di qualificare come illegali le sei organizzazioni, e lo stesso ha fatto la parlamentare laburista Naama Lazimi.

Militanti FPLP e Hamas celebrano l’attentato alla sinagoga di Har Nof

Richieste a dir poco bizzarre, visto che prove dettagliate sono già state pubblicate non solo nel rapporto del 2019 ma anche, e ripetutamente, dall’organizzazione “ONG Monitor” che sostiene la accountability (trasparenza e responsabilità) circa i rapporti e le attività delle ong umanitarie rispetto al conflitto arabo-israeliano.

Qualunque organizzazione che sia seriamente per la pace e per i diritti umani dovrebbe erigere un muro invalicabile fra sé e le organizzazioni e gli organismi che promuovo e celebrano il terrorismo e che si adoperano per delegittimare Israele. Purtroppo succede esattamente il contrario. E quando politici e “organizzazioni per i diritti” in Israele levano la voce a difesa di questi soggetti, in pratica non fanno che uccidere quello che dovrebbe essere il “campo per la pace” israeliano.

(Da: YnetNews, 25.10.21)