Democrazia e stato di diritto: ecco ciò che fa la differenza

In Israele i terroristi vengono condannati, siano essi ebrei o arabi. A Ramallah e a Gaza i terroristi arabi vengono celebrati e premiati. Ma tanti nel mondo occidentale non vogliono vedere la differenza

Di Davide Romano

Davide Romano, autore di questo articolo

L’israeliano Amiram Ben-Uliel, 28 anni, dopo regolare processo è stato riconosciuto colpevole di aver pianificato e realizzato nel 2015 un attentato che ha ferito mortalmente i coniugi palestinesi Saad e Riham Dawabsheh e ucciso il loro figlio di 18 mesi, Ali. Un altro figlio, Ahmad, che all’epoca aveva 5 anni, è stato gravemente ferito ma è sopravvissuto. Recentemente la Corte Suprema israeliana ha confermato la condanna all’ergastolo.

Questa notizia non è stata ripresa dai media perché non segue il mainstream che prevede “israeliani cattivi e palestinesi buoni”. Per questo ne parlo. Per ricordare la differenza che c’è tra la democrazia israeliana e la dittatura palestinese. In Israele i terroristi vengono condannati all’ergastolo, siano essi ebrei o arabi. A Ramallah o a Gaza, i terroristi arabi non solo non vengono condannati, ma premiati. E se per caso quei terroristi vengono catturati da Israele, le loro famiglie ricevono un vitalizio da Hamas o dall’Olp. Inutile dirvi che fine farebbe un terrorista ebreo nelle mani delle autorità palestinesi…

Ma l’amore per la morte da parte di Hamas non finisce qui: due settimane fa, l’organizzazione terroristica ha messo a morte 5 palestinesi. Naturalmente i grandi media non se ne sono occupati, perché non c’è Israele di mezzo.

Amiram Ben Uliel, condannato all’ergastolo per l’incendio doloso che nel luglio 2015 ha ucciso tre membri della famiglia palestinese Dawabshe, all’udienza d’appello davanti alla Corte Suprema di Gerusalemme

Tutto questo va ricordato. Soprattutto quando gli estremisti filo-palestinesi berciano che in Israele c’è l’apartheid. La discriminazione e il razzismo ci sono, è indubbio, in alcuni settori della società, come dappertutto. Ma è dalla parte palestinese che bisogna guardare se si vogliono vedere leggi discriminatorie, premi economici ai terroristi, pena di morte dopo processi-farsa e tutto quanto può fare pensare all’apartheid. Il fatto stesso che tanti nel mondo occidentale si bevano questa propaganda ribaltando la realtà sul campo, bene illustra quanto certe opinioni pubbliche siano manipolabili. E soprattutto quanto il pregiudizio anti-israeliano resti forte nel settore dei media.

(Da: informazionecorretta.com, 18.9.22)