Difesa israeliana: Ancora terrorismo alle porte

Ma almeno quella di Hamas è 'gente che dice le cose come stanno.

image_1089Benché abbia vinto le elezioni nell’Autorità Palestinese alla fine del mese scorso, dicono fonti della difesa israeliana al Jerusalem Post, anche in questi giorni Hamas è implicata in attività terroristiche anti-israeliane ed è responsabile persino di alcuni lanci di missili Qassam dell’ultima settimana contro città e villaggi israeliani attorno alla striscia di Gaza. Soltanto nell’ultima settimana i servizi di sicurezza (Shin Bet) hanno registrato un incremento del numero di allarmi attentato (da 50 a 55) dovuti soprattutto al gruppo Jihad Islamica palestinese, ma anche a Hamas.
Se per ora, come l’establishment della difesa aveva previsto, Hamas non ha abbandonato la sua strategia della lotta armata, è vero tuttavia che la Jihad Islamica ha intravisto nella vittoria elettorale di Hamas un’occasione per cercare di mettersi alla testa della lotta armata palestinese. È questa fosca previsione ciò che spiega la decisione delle Forze di Difesa israeliane di riprendere le uccisioni mirate di terroristi nella striscia di Gaza e la campagna di arresti di ricercati per terrorismo in Cisgiordania.
Le Forze di Difesa, spiegano le fonti, hanno deciso di continuare a perseguire sistematicamente i palestinesi responsabili dei lanci di missili Qassam, come si è visto con i terroristi delle Brigate al-Aqsa uccisi lunedì e martedì. “Non ci fermeremo finché loro non si fermeranno” dicono, aggiungendo che, finché la situazione non si sarà stabilizzata all’interno dell’Autorità Palestinese, Israele non potrà rinunciare a questa fermezza.
L’establishment esprime inoltre fiducia nel funzionamento degli apparati della difesa. Le fonti sottolineano che l’interazione fra le notizie di intelligence raccolte dallo Shin Bet e le operazioni altamente mirate di polizia ed esercito garantisce che nessun palestinese implicato nel terrorismo possa dirsi immune. “Possiamo colpire nel giro di pochi minuti – affermano – lo Shin Bet dice dove e quando, e l’esercito interviene”.
Per adesso, comunque, gli ufficiali della sicurezza aspettano di vedere come evolveranno le cose nell’Autorità Palestinese circa Hamas. L’ipotesi di lavoro è che Hamas non deporrà le armi spontaneamente né scioglierà la sua ala “militare”. Ma questioni come chi saranno i ministri di Hamas e chi avrà il controllo sugli apparati armati dell’Autorità Palestinese, se Hamas o il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen), devono ancora essere risolte internamente e per Israele restano questioni aperte.
“Non ci aspettiamo che improvvisamente diventino pacifici” dice un ufficiale, aggiungendo tuttavia che Hamas sembra composta da persone con cui Israele in futuro potrebbe anche parlare. “E’ gente che dice le cose come stanno – spiega – Non mentono e se ti odiano, te lo dicono in faccia, a differenza degli altri leader palestinesi che ti odiano in privato ma in pubblico fingono di volerti come amico”.

(Da: Jerusalem Post, 8.02.06)