Elezioni israeliane 2021: mai così alto il numero di indecisi

Secondo uno studio dell'Israel Democracy Institute, molti elettori soprattutto di centro decideranno all’ultimo minuto. O forse non voteranno affatto

La 23esima Knesset si è ufficialmente sciolta quando è scoccata la mezzanotte dello scorso 23 dicembre, e con essa è scaduto il termine ultimo per l’approvazione della legge di bilancio 2020. Tre mesi dopo, il 23 marzo 2021, gli israeliani sono chiamati alle urne per la quarta volta in meno di due anni.

La mancata approvazione del bilancio avveniva solo sette mesi dopo l’entrata in carica del “governo di unità nazionale” guidato da Likud e Blu-Bianco. I due partiti, che si erano aspramente combattuti per tutto il 2019 e parte del 2020 in tre tornate elettorali risultate non risolutive, a maggio avevano infine concordato di formare un governo basato su un accordo di condivisione del potere che prevedeva la rotazione nella carica di primo ministro tra Benjamin Netanyahu e il leader di Blu-Bianco Benny Gantz. Ma nonostante l’impegno di mettere da parte le differenze per combattere insieme la pandemia, lo scontro politico si è riverberato all’interno del governo con entrambi i leader che ben presto hanno iniziato ad accusarsi a vicenda di non rispettare gli accordi di coalizione.

In base all’accordo, la mancata approvazione del budget era l’unica appiglio che avrebbe potuto permettere a Netanyahu di non passare il timone a Gantz nel novembre 2021. La scadenza dell’approvazione è stata prorogata, ma alla fine la legge di bilancio non è passata entro il termine e inevitabilmente sono state indette nuove elezioni.

Ora – dopo tre mesi di rotture, nuovi partiti e alleanze varie, con improvvise ascese e cadute nei sondaggi – i 6,57 milioni di elettori israeliani chiamati alle urne si trovano a dover scegliere fra 37 liste diverse. Di queste, solo una dozzina hanno realistiche probabilità di superare la soglia minima del 3,25% per entrare alla Knesset con almeno quattro seggi.

(Da: Times of Israel, 22.3.21)

Stando a uno studio dell’Israel Democracy Institute diffuso alla vigilia dalla quarta elezione della Knesset in due anni, il numero di elettori israeliani che si dichiara in bilico tra diverse opzioni di voto è nettamente cresciuto rispetto all’ultima tornata elettorale.

Le liste fra cui sono chiamati a scegliere gli elettori israeliani martedì 23 marzo

Secondo la ricerca, il grado di indecisione è aumentato su tutta lo spettro politico, ma risulta particolarmente alto tra gli elettori di centro, con ben il 34% ancora incerto su che lista votare il 23 marzo 2021, rispetto a solo l’8% di incerti alla vigilia delle elezioni del 3 marzo 2020. Anche a sinistra si registra un aumento di indecisi, passati dal 9% di un anno fa al 19% di oggi. La destra è quella che mostra un livello di indecisione più basso: solo il 14%, che è comunque un aumento notevole rispetto all’8% del marzo 2020.

Per quanto riguarda le ragioni alla base di questa incertezza, lo studio rileva che variano lungo l’arco politico. Al centro, ad esempio, lo studio attribuisce l’attuale elevato grado di indecisione alla “traumatica frattura delle speranze che erano state riposte nel partito Blu-Bianco” (entrato nella coalizione di governo guidata da Benjamin Netayhau nonostante avesse improntato tutta la campagna elettorale sul rifiuto della sua premiership). Molti di questi elettori sembrano inclini a votare per il partito Nuova Speranza di Gideon Sa’ar allo scopo di spodestare Netanyahu, ma le posizioni chiaramente di destra di Sa’ar restano un motivo di preoccupazione per questa parte centrista dell’elettorato.

Per quanto riguarda la sinistra sionista, il fatto che in questa tornata la scelta sia limitata a due sole formazioni – Laburisti e Meretz – significa che la suddivisione dei voti non è così pronunciata come al centro, ma entrambi i partiti se la giocano alle urne. Lo studio attribuisce questo aspetto a liste di candidati “non particolarmente appetibili”, mentre nessuno dei due partiti sembra offrire messaggi o proposte realmente innovativi. Oltre naturalmente al fatto che nessuno dei due giocherà verosimilmente un ruolo determinante nella creazione di una possibile coalizione, il che induce parecchi elettori di sinistra a prendere in considerazione altre opzioni, come Yesh Atid di Yair Lapid. L’indecisione degli elettori di destra sembra avere una ragione molto più ovvia. Il gran numero di partiti in lizza – che vede Likud, Nuova Speranza, Yamina, partito Sionista Religioso e Yisrael Beytenu competere per lo stesso bacino di elettori – ha portato le formazioni di destra a contendersi i voti fra loro.

Il voto di una soldatessa israeliana, in anticipo rispetto alla giornata elettorale del 23 marzo

Tuttavia, benché sia possibile che l’incertezza diminuisca il giorno delle elezioni, un’altra eventualità suggerita dallo studio è che gli elettori indecisi finiscano semplicemente per decidere di rimanere a casa e non votare affatto. Questo, sostiene lo studio, “minerebbe la legittimità di qualsiasi futuro governo”.

Il tutto, in un panorama caratterizzato dal fatto che tutti gli ultimi sondaggi pre-elettorali indicano che lo stallo politico persisterà anche dopo il 23 marzo perché né il blocco pro né quello contro Netanyahu sembra destinato a ottenere i fatidici 61 seggi indispensabili per avere la maggioranza alla Knesset.

In effetti, secondo Israel HaYom diversi esponenti politici esprimono preoccupazione per un’eventuale bassa affluenza alle urne nelle elezioni di martedì. Le elezioni del marzo 2020 videro una consistente affluenza alle urne del 71,52%, ma non vi sono garanzie che tale dato abbia a ripetersi oggi. Un’inversione di tendenza potrebbe essere infatti causata dalla prolungata crisi politica, che provoca non solo stanchezza ma anche una crescente apatia dell’opinione pubblica. A ciò potrebbe aggiungersi un “effetto pandemia” che potrebbe indurre molti elettori a decidere di rimanere a casa anziché rischiare potenziali contagi ai seggi. Per questo la Commissione Elettorale Centrale si è sforzata di far sapere che sono stati allestiti seggi speciali sia per i pazienti di covid-19 sia per gli elettori sottoposti a quarantena preventiva, e che anche negli altri seggi sono state adottare misure igienico-sanitarie e protocolli di distanziamento in modo da ridurre al minimo i rischi per la salute pubblica.

(Da: Jerusalem Post, Israel HaYom, 22.3.21)