Gantz difende la decisione di entrare nel governo d’emergenza guidato da Netanyahu

“I leader devono assumersi le proprie responsabilità in momenti di grave emergenza per la vita delle persone. Impensabile una quarta tornata elettorale in tempi di coronavirus”

Benny Gantz nella veste di neo presidente della Knesset (temporaneo)

Benny Gantz ha detto di non essere rammaricato per la sua decisione di entrare a far parte di quello che ha definito un governo di emergenza guidato (per i primi 18 mesi) dall’attuale primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In un messaggio postato venerdì su Facebook, il neo presidente della Knesset si è detto certo d’aver fatto ciò che è necessario per il paese in un momento di assoluta emergenza a causa della pandemia da un coronavirus che miete vite umane e rischia di devastare l’economica. “Questi non sono tempi normali e richiedono decisioni eccezionali. Spetta ai leader scegliere la cosa giusta da fare e mettere da parte le considerazioni personali” ha scritto Gantz, e ha aggiunto: “Siamo arrivati a un bivio e alcuni dei miei partner hanno pensato che fosse meglio optare per una quarta tornata di elezioni anticipate anziché accettare un compromesso con Netanyahu. Invece Gabi Ashkenazi e io, insieme a molti altri, abbiamo ritenuto che una nuova tornata elettorale, in un momento di emergenza così prolungata, sarebbe stato un errore grave”.

Gantz ha scritto d’aver sperato di preservare la partnership politica con gli alleati di Blu-Bianco, che ha definito persone “patriottiche” e “di sani principi”, ma alcuni di loro hanno rifiutato. “Hanno deciso di rompere il partito” ha detto Gantz, aggiungendo: “La mia porta rimane aperta. Sono in pace con me stesso perché ho fatto quello di cui il mio paese ha bisogno”. Gantz ha detto di capire la frustrazione e la rabbia di alcuni suoi sostenitori, che vivono come un tradimento la sua decisione di sconfessare la promessa che non sarebbe entrato in un governo guidato da Netanyahu, incriminato per tre casi di presunta corruzione e abuso d’ufficio. “Detto questo – ha continuato Gantz – se c’è qualcuno che voleva e che ancora preme perché vengano nuovamente trascinate alle urne tante famiglie israeliane che hanno perso i mezzi di sussistenza e che sono piene di ansia per la loro salute, che abbia il coraggio di dichiararlo chiaramente e apertamente. Sapete benissimo che non c’è altra via alternativa, e che ci fosse stata una via alternativa l’avremmo senz’altro imboccata”.

Secondo le intese riferite dalla stampa israeliana, Benny Gantz dovrebbe dimettersi fra breve da presidente della Knesset ed entrare come ministro nel nuovo governo Netanyahu, per poi assumere la carica di primo ministro fra 18 mesi

Gantz si è detto dispiaciuto per la decisione di alcuni suoi alleati di separarsi da lui, ma ha ribadito di non avere scelta. “Non sarò io quello che non fa lo sforzo per impedire che continuino per almeno un altro anno i danni inferti allo stato di diritto. Non sarò io quello che non fa di tutto per evitare un quarto turno di elezioni. Non sarò io quello che si rifiuta categoricamente di mettersi in gioco e fare la propria parte in uno stato d’emergenza. Io e i miei colleghi faremo ogni sforzo per formare un governo d’emergenza nazionale. Affronteremo la crisi sanitaria. Districheremo il paese dal trauma economico che sta vivendo e ci adopereremo per sanare le ferite di odio che ci stanno lacerando dall’interno. Tutti parlano delle promesse fatte in campagna elettorale, ma c’è una promessa che non infrangerò mai: Israele viene prima di ogni altra cosa”.

Alcuni osservatori, come Sergio Della Pergola su Moked.it, hanno fatto notare che Israele, essendo retto da un governo ad interim sin dalla fine del 2018, non può varare una legge di bilancio, per cui lo stato si trova ad affrontare l’eccezionale emergenza sanitaria da coronavirus in regime di esercizio provvisorio.

Altri osservatori, come Haviv Rettig Gur su Times of Israel, hanno sottolineato l’impossibilità di affrontare l’emergenza con un governo di minoranza (e il sostegno esterno della Lista araba Congiunta), un’opzione che avrebbe visto il paese spaccato in due e che probabilmente non sarebbe stata capita nemmeno da buona parte dell’elettorato di Gantz. E che tuttavia sarebbe stata l’unica alternativa possibile rispetto all’unione nazionale scelta da Gantz, o all’ipotesi di una quarta tornata di elezioni anticipate che Gantz ha ritenuto impensabile in tempi di coronavirus.

(Da: Times of Israel, YnetNews, moked.it/paginebraiche, 26-28.3.20)