Gli arabi non possono essere antisemiti poiché loro stessi sono semiti?

Quante volte l’avete sentito dire? Ebbene, è una bufala (ma molto significativa)

Di Fred Maroun

Fred Maroun, autore di questo articolo

Quando sollevo la questione dell’antisemitismo arabo invariabilmente faccio arrabbiare gli anti-sionisti che, invariabilmente, rispondono con la famosa tesi secondo cui “gli arabi non possono essere antisemiti poiché loro stessi sono semiti”.

Trovo difficile non fermarmi di fronte alla stupidità di questa risposta, che tuttavia, se esaminata attentamente, fornisce utili informazioni sul nocciolo del conflitto arabo-israeliano.

La risposta secondo cui “anche gli arabi sono semiti” è, ovviamente, una totale cantonata, come può verificare chiunque vada a leggersi su un buon dizionario la voce “antisemitismo”. L’Oxford, il Merriam-Webster e il Cambridge (così come il Treccani) offrono tutti leggere variazioni della stessa definizione: “antisemitismo” significa odio pregiudiziale verso gli ebrei. Pertanto, che gli arabi siano o meno definibili “semiti” è cosa del tutto irrilevante rispetto alla questione dell’antisemitismo arabo.

Una possibile ragione per cui viene data questa fallace risposta è che quelli che vi ricorrono semplicemente non si siano mai presi la briga di controllare il significato della parola antisemitismo in un dizionario. Ma non credo che sia la ragione principale. Nella maggior parte dei casi, piuttosto, coloro che affermano che “gli arabi non possono essere antisemiti poiché loro stessi sono semiti” lo fanno perché non dispongono di alcun solido argomento per confutare l’esistenza dell’antisemitismo nel mondo arabo, e dunque tentando di fuorviare la discussione per non dover ammettere una realtà che dà loro molto fastidio.

Sulla maglietta: “Hamas Hamas, ebrei al gas!”

La facilità con cui gli anti-sionisti fanno ricorso a questo argomento infondato indica non solo quanto esso sia tra loro comunemente condiviso e accettato, ma anche quanto sia bassa la soglia dell’integrità morale fra gli anti-sionisti quando si tratta di utilizzare e riutilizzare ad nauseam argomenti falsi. Questa inclinazione a ripetere menzogne che sembrano verità ha evidentemente lo scopo di guadagnare punti in base al noto principio goebbelsiano per cui “se ripeti abbastanza spesso una bugia la gente finirà col crederci, e perfino tu finirai col crederci”. Il che spiega anche come mai coloro che avanzano questo argomento menzognero paiono generalmente sinceri e genuinamente offesi dall’argomento opposto. Evidentemente, hanno sentito e ripetuto la bufala così tante volte che l’hanno interiorizzata.

Ma chi è così disinformato, sciocco o fanatico da credere davvero che gli “gli arabi non possono essere antisemiti poiché loro stessi sono semiti”? Tristemente ci cascano, o fingono di cascarci, anche persone altrimenti intelligenti e di mentalità aperta. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, e poche persone sono disposte a vedere il fatto evidente che l’antisemitismo, l’odio per gli ebrei, permea gran parte della pubblicistica e della propaganda araba contro il sionismo e Israele: tanto che si può affermare che costituisce uno degli elementi che stanno alla radice del conflitto arabo-israeliano e del suo perpetuarsi. Il falso argomento non è che un sintomo del problema vero.

(Da: Times of Israel, 2.1.15)