Hamas ha un solo volto, ed è quello del terrorismo

Dopo Stati Uniti Canada e Unione Europea, anche la Gran Bretagna ha deciso di smascherare l’ipocrisia che si nasconde dietro la fittizia distinzione fra “ala politica” e “ala militare”

Editoriale del Jerusalem Post

Yahya Sinwar, capo dell'”ala politica” di Hamas, durante un comizio a Gaza

Se c’era bisogno di un’ulteriore dimostrazione che il Regno Unito ha fatto la scelta giusta quando ha deciso di puntare a bandire Hamas come gruppo terrorista, basta guardare a ciò che è accaduto domenica mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme. Fadi Abu Shkhaydam, un 42enne noto membro di Hamas residente nel campo di Shuafat a Gerusalemme est, ha aperto il fuoco con una mitraglietta Beretta M12 presso la Porta delle Catene, vicino al Muro Occidentale (“del Pianto”) e ha colpito cinque persone, uccidendone una. Il ministro israeliano della pubblica sicurezza, Omer Bar Lev, ha subito rilevato che “il terrorista era affiliato all’ala politica di Hamas”, “pregava regolarmente nella Città Vecchia” e “ha usato un’arma di serie che non è comune in Israele”. L’attentato ha puntualmente dato ragione alla ministra degli interni britannica Priti Patel, che giusto venerdì scorso annunciava la decisione del Regno Unito di qualificare l’intera Hamas come organizzazione terrorista. “Hamas ha una significativa capacità terroristica – aveva scritto Patel venerdì su Twitter – compreso l’accesso ad armi numerose e sofisticate, nonché a strutture di addestramento terroristico”. E aveva aggiunto: “Oggi ho adottato provvedimenti volti a bandire Hamas nella sua interezza”. Il Regno Unito ha già identificato come organizzazione terrorista l’“ala militare” di Hamas nel 2001. Ora conta di applicare la definizione anche alla cosiddetta “ala politica”.

Ovviamente Hamas non è per nulla contenta della designazione terroristica annunciata dal Regno Unito. “Resistere all’occupazione con tutti i mezzi disponibili, compresa la lotta armata, è un diritto dei popoli sotto occupazione stabilito dal diritto internazionale”, si legge in una sua dichiarazione. L’ala terroristica di Hamas si chiama Brigate Izzadin al-Qassam. Da decenni Hamas prende di mira i civili israeliani, e ne ha uccisi a centinaia. Hamas prende di mira i bambini, usa scudi umani, usa le scuole per lanciare razzi, nascondere munizioni, scavare tunnel terroristici. Ogni aspetto di Hamas è criminale e omicida. Nel corso degli anni ha cercato di far credere di poter cambiare strada, ma nella guerra del maggio scorso ha lanciato 4.000 razzi contro i civili israeliani. Nessun cambiamento: è sempre la stessa.

Sfilata dell'”alla militare” di Hamas per le vie di Gaza

I gruppi che utilizzano come strategia sistematica l’assassinio di massa, sia che lo facciano lanciando migliaia di razzi contro i civili, sia compiendo attentati sugli autobus, sono gruppi terroristici e devono essere messi totalmente fuori legge. Da anni Hamas usa il doppio volto terrorista facendo finta di avere un’ala “armata” e un’ala “politica”. Molti gruppi terroristici nel corso del XX secolo hanno fatto ricorso a questa posizione di comodo, che spesso permetteva a certi governi di dare ospitalità all'”ala politica” fingendo di non rendersi complici dell'”ala armata”. L’assurdo di questa politica è che concedeva ai gruppi terroristici un’immunità che non si concede ai paesi o alle mafie. Infatti, mentre un paese non può fingere che il suo “braccio armato” commetta crimini in modo scollegato e indipendente dal governo, e una mafia non può fingere che il boss non abbia alcun collegamento con gli esecutori dell'”ala criminale”, a quanto pare i gruppi terroristi possono sempre usare questa scusa di pura facciata. E fa riflettere il fatto che questa finzione di legalità venga invocata in modo particolare per quanto riguarda Israele. Vale a dire che a gruppi terroristici che hanno preso di mira l’Occidente, come al-Qaeda o l’Isis, non viene concesso di accampare nessuna distinzione fittizia tra “braccio armato” e “braccio politico”, come invece viene fatto regolarmente con i gruppi che uccidono ebrei e israeliani (come Hamas e Hezbollah). E molti di questi gruppi, compresi i terroristi sostenuti dall’Iran, hanno preso di mira ebrei e istituzioni ebraiche in Europa, Medio Oriente, Turchia e Sud America.

Grazie alla decisione britannica, la finzione tra ala “politica” e ala “militare” di Hamas è stata di nuovo smascherata. Stati Uniti, Canada, Unione Europea e Israele avevano già designato Hamas nella sua interezza come organizzazione terrorista. Paesi come Australia e Nuova Zelanda hanno applicato la definizione solo all'”ala militare”. Ora, secondo Jonathan Schanzer, vicepresidente per la ricerca presso la Foundation for Defense of Democracies, la mossa di Londra potrebbe spingere anche l’Australia a bandire l'”ala politica” di Hamas. Soprattutto, la decisione britannica aiuterà a tagliare le fonti di finanziamento di Hamas. Può darsi che gli effetti non vengano avvertiti immediatamente, in tutto il mondo e sul campo in Israele. Ma è certo che quanti più paesi denunceranno il vero volto di Hamas, tanto più al sicuro saremo tutti quanti.

(Da: Jerusalem Post, 22.11.21)