I terroristi hanno ammesso che bimba e donna incinta sono state uccise da un loro razzo, e non da Israele

Che credano o meno all'esercito israeliano, sarebbe stato preciso dovere dei mass-media riportare la sua immediata smentita

Il lancio di al-Risala News, poi rapidamente cancellato

La Jihad Islamica, una delle organizzazioni terroristiche responsabili della recente ondata di attacchi contro Israele, ha ammesso che la bambina morta a Gaza durante l’ultima escalation è stata uccisa da un fallito lancio di missili. Lo ha riferito lunedì l’agenzia TPS (Tazpit Press Service) che ha rivelato un post diffuso e poi cancellato da Hamas.

“Una fuga di notizie dagli eroi delle Sarayat al-Quds [Brigate di Gerusalemme della Jihad islamica] sulle circostanze della morte della piccola Saba Abu ‘Arar – si legge nel post – indica che un razzo della resistenza è esploso all’interno della casa della famiglia a causa di un guasto tecnico, ed è esploso prematuramente. Un’ipotesi è che il guasto tecnico sia stato causato da esplosivi di bassa qualità. Non c’è dubbio che la morte della bambina non ha nulla a che fare con gli aerei del nemico”.

La notizia è stata postata domenica pomeriggio dall’agenzia al-Risala News, che fa capo a Hamas, sul suo account Telegram, ma è stato rimossa poco dopo la pubblicazione. Il lancio è poi riapparso su un altro canale Telegram collegato a Hamas, ma anche da qui è rapidamente scomparso.

La piccola di 14 mesi e una donna incinta (inizialmente indicata come la madre, o la zia secondo altre fonti) sono morte la notte fra sabato e domenica nella striscia di Gaza. Il Ministero della salute controllato da Hamas aveva immediatamente accusato Israele: un’accusa che è stata acriticamente rilanciata da gran parte dei mass-media internazionali nonostante le Forze di Difesa israeliane l’avessero categoricamente smentita.

Secondo TPS, dei rappresentanti della Jihad Islamica palestinese hanno incontrato domenica mattina i famigliari delle due vittime per offrire loro un risarcimento e la qualifica della bambina come “martire” in cambio del silenzio sulle circostanze della loro morte. I giornalisti arabi a Gaza sono a conoscenza di questi fatti, ma si sono astenuti dal riferirli a causa della “delicatezza” della questione.
(Da: Jerusalem Post, tazpit.org, 6-7.5.19)

Simon Plosker, direttore di HonestReporting

“Il Washington Post, la CNN e tanti altri – ha detto a JNS Sean Durns, analista ricercatore presso il Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America – continuano a trattare il Ministero della salute di Gaza controllato da Hamas come una fonte credibile”. Commenta Simon Plosker, direttore di HonestReporting, una ong che monitora i pregiudizi anti-israeliani nei mass-media: “Un certo numero di mass-media britannici come Sky News, ITV News e The Independent (e molti altri in altri paesi ndr) hanno immediatamente scelto di aprire servizi e articoli con l’accusa a Israele d’aver ucciso una donna palestinese incinta e la sua bambina. A parte l’evidente determinazione a dipingere Israele come un aggressore assassino, in moltissimi casi la smentita delle Forze di Difesa israeliane e la loro corretta attribuzione della tragedia a un razzo difettoso dei terroristi non è stata giudicata degna nemmeno d’essere menzionata. I mass-media – continua Plosker – avevano il dovere come minimo di riferire che l’accusa palestinese era stata contestata da Israele. Non averlo fatto rappresenta una significativa deficienza professionale. Indipendentemente dal fatto che i giornalisti credano o meno alle dichiarazioni delle Forze di Difesa israeliane, i mass-media avevano il preciso dovere di riferire con completezza tutta la vicenda. Riportare la versione di una parte soltanto rappresenta nella migliore delle ipotesi un caso di intenzionale ingenuità o, peggio, un preoccupante tradimento della verità”.
(Da: jns.org, Israel HaYom, 6-7.5.19)