I testi scolastici dell’Unrwa sono pieni di odio, demonizzazione, appelli alla jihad e istigazione alla violenza contro Israele

Smentita la campagna d’immagine del capo dell’agenzia Onu per i palestinesi, finanziata dalla comunità internazionale

Di Sarah Chemla

Sarah Chemla, autrice di questo articolo

I contenuti didattici prodotti dall’Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi palestinesi) sono pieni di odio e di incoraggiamento alla jihad, alla violenza e al martirio, e del tutto privi di qualsiasi materiale che promuova il processo di riconciliazione e la pace. E’ quanto emerge da un recente rapporto dell’istituto di ricerca IMPACT-se, collegato all’Università di Gerusalemme, che si dedica all’analisi e al monitoraggio dei sistemi educativi in base agli standard internazionali sull’educazione alla pace e alla tolleranza indicati dalle dichiarazioni e risoluzioni dell’Unesco (l’agenzia Onu per la cultura, la scienza e l’istruzione).

Secondo il rapporto diffuso questo mese, i materiali didattici dell’Unrwa insegnano agli alunni palestinesi odio e intolleranza in varie forme, che vanno dal problema di matematica che chiede agli allievi di identificare il numero corretto di “martiri dalla prima intifada”, alla completa rimozione di Israele – uno stato membro delle Nazioni Unite – da tutte le mappe presenti nei libri targati Unrwa, che etichettano l’intero territorio come una moderna “Palestina”. Quando Israele viene menzionato, viene solitamente indicato come “il nemico” o “l’occupazione sionista”, in aperta violazione dei princìpi di neutralità delle Nazioni Unite a cui l’Unrwa sarebbe tenuta ad ispirarsi e attenersi.

Il rapporto evidenzia inoltre le teorie complottiste divulgate nel materiale didattico dell’Unrwa, come la calunnia secondo cui “i sionisti” avrebbero deliberatamente dato fuoco alla moschea di al-Aqsa o che Israele scarichi deliberatamente rifiuti tossici e radioattivi in Cisgiordania. Secondo IMPACT-se, il materiale didattico creato dall’Unrwa è, in vari casi, più estremista del materiale prodotto dall’Autorità Palestinese che è chiamato a integrare. E’ il caso, per esempio, di contenuti che condannano la cooperazione economica israelo-palestinese, una condanna che contraddice gli sforzi per la cooperazione ufficialmente sostenuti a livello internazionale.

Materiale didattico Unrwa per educazione civica, classe VII (marzo 2020, p. 35). Titolo della carta geografica: “Mappa della Palestina”. Attività: “segna sulla mappa della Palestina le seguenti località: Gerusalemme, Gaza, Beersheba, Gerico, altopiano del Negev, fiume Giordano e Nahr al-‘Awjah” (fiume Yarkon, a Tel Aviv)

In risposta a un precedente rapporto di IMPACT-se, il Commissario generale dell’Unrwa Phillippe Lazzarini ha dichiarato al Parlamento europeo che nell’agenzia “non c’è spazio per alcun insegnamento che incoraggi la violenza, la discriminazione, il razzismo e l’antisemitismo”. “Sia chiaro – aveva inoltre affermato Lazzarini in un’intervista al Jerusalem Post – nelle scuole dell’Unrwa non viene insegnata nessuna glorificazione dei martiri. E l’Unrwa disapprova questo esempio [la glorificazione di Dalal Mugrabi]. L’Unrwa ha dato chiare disposizioni che questo non venga insegnato nelle scuole”. Il rapporto di IMPACT-se afferma invece che “i risultati della ricerca dimostrano che i materiali didattici dell’Unrwa indirizzano chiaramente gli alunni a studiare la figura Dalal Mugrabi, autrice di un attentato terroristico costato la vita a 38 persone, compresi 13 bambini”, caratterizzandola come un modello di comportamento.

Il direttore generale di IMPACT-se, Marcus Sheff, spiega che l’anno scorso Lazzarini “ha lanciato una campagna d’immagine, garantendo a politici e mass-media che le scuole dell’Unrwa sono ‘un paradiso di tolleranza’. Ma la realtà è che, con il suo materiale, l’Unrwa si rende complice della radicalizzazione degli scolari palestinesi mediante la glorificazione dei terroristi, l’incoraggiamento alla violenza e l’insegnamento delle calunnie del sangue”. “Parliamoci chiaro – aggiunge Sheff – l’Unrwa è un’agenzia delle Nazioni Unite, finanziata dalla comunità internazionale dei donatori. La maggior parte del suo budget è destinato all’istruzione. Non è irragionevole aspettarsi che i paesi donatori garantiscano che i loro fondi non vengano usati per insegnare l’odio e che i potenziali donatori conducano i dovuti controlli sul materiale scolastico dell’Unrwa prima di versare i fondi. Per anni – continua Sheff – l’Unrwa ha seccamente rifiutato di rendere pubblico il suo ‘Curriculum Framework’ che, a suo dire, si oppone all’istigazione nei libri di testo palestinesi. Ora sappiamo perché: alcuni dei suoi contenuti sono persino peggiori di quelli dell’Autorità Palestinese”. Conclude Sheff: “Dopo aver persuaso negli ultimi mesi governi e parlamenti, senza mai fornire prove, che l’Unrwa non istiga all’odio gli scolari, il signor Lazzarini dovrebbe spiegare come è potuto accadere sotto i suoi occhi, e cosa intende fare al riguardo”.

(Da: Jerusalem Post, 13.1.21)