Il Mufti di Abu Mazen: “La shari’a obbliga ogni musulmano a fare la jihad contro Israele”

Alla tv dell’Autorità Palestinese: “Se un solo centimetro di terra dei musulmani viene rubato, la guerra santa diventa un comandamento religioso personale per tutti”

Facendo riferimento a precedenti sentenze religiose islamiche che “obbligano” i musulmani a “combattere contro gli ebrei ladri”, una conduttrice della tv ufficiale dell’Autorità Palestinese ha intervistato il Gran Mufti dell’Autorità Palestinese, Muhammad Hussein, sulla shari’a (legge islamica) in rapporto ai recenti accordi di pace di alcuni paesi arabi con Israele.

Il Mufti dell’Autorità Palestinese ha dichiarato che “se un solo centimetro delle terre dei musulmani viene rubato, la jihad (guerra santa) diventa un comandamento religioso personale per tutti”.

L’Autorità Palestinese definisce tutto il territorio dello stato d’Israele come waqf (patrimonio religioso inalienabile in base alla legge islamica) e “terra islamica rubata”. Pertanto, secondo il Mufti dell’Autorità Palestinese, la shari’a proibisce ai palestinesi di riconoscere Israele entro qualsiasi confine e impone a ogni musulmano il dovere personale di muovere guerra contro Israele fino a quando tutta la “terra musulmana” non sarà “liberata”.

Il Mufti ha anche affermato che gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain “distorcono” queste sentenze religiose e ha  sottolineato che farlo è “proibito” e che dovranno rispondere per questo ad Allah.

Conduttrice della tv ufficiale dell’Autorità Palestinese: “Tutte le sentenze religiose emesse dagli studiosi religiosi della nazione obbligavano a combattere contro gli ebrei ladri, e concordano sul divieto alla normalizzazione con i sionisti. Ma c’è chi [Emirati Arabi Uniti e Bahrain] reinterpreta questi testi e accoglie con favore la normalizzazione”.

Muhammad Hussein, Gran Mufti dell’Autorità Palestinese: “I testi dicono chiaramente che se un solo centimetro delle terre dei musulmani viene rubato, la jihad diventa un comandamento religioso personale per tutti coloro che sono in grado di farla. Questa è la legge della shari’a che gli studiosi del diritto religioso hanno seguito sin dall’inizio, dai giorni dei compagni [del profeta Maometto]. Il fatto che i musulmani non siano in grado, in alcune terre islamiche o in alcune terre arabe, di riscattarle non significa che la prescrizione sia cambiata. No, la sentenza religiosa è valida e attuale. Il minimo che richiediamo a coloro che stanno cercando di distorcere i testi è che leggano i testi correttamente e non li distorcano. [È proibito] per loro prendere decisioni di diritto religioso cambiando e distorcendo i testi secondo i capricci di questo o quel sovrano. Questo è proibito per loro, e Allah chiederà loro di risponderne”.
(Da: TV ufficiale dell’Autorità Palestinese, 18.9.2020)

(Da: palwatch.org, 11.10.20)

L’art. 4 della Legge fondamentale dell’Autorità Palestinese, approvata a Ramallah il 29 maggio 2002, stabilisce che «l’islam è la religione ufficiale della Palestina» e «i principi della shari’a islamica saranno la principale fonte della legislazione».