Il posto migliore per gli arabi del Medio Oriente è lo stato ebraico

Uno stato d’Israele in cui gli arabi si sentono pienamente cittadini è un fatto di enorme portata per gli arabi, per gli ebrei e per l’intera regione

Di Bassem Eid

Bassem Eid, autore di questo articolo

Sebbene Israele sia l’unico stato ebraico al mondo, ospita al proprio interno una comunità araba libera e fiorente. Per decenni, gli attivisti anti-israeliani hanno denunciato Israele come uno stato illegittimo che reprime arabi e musulmani. Israele è stato falsamente etichettato come uno stato colonialista e di apartheid. Queste affermazioni infondate non potrebbero essere più lontane dalla verità.

Vari ricercatori hanno condotto sondaggi per far luce sulla vera condizione degli arabi che vivono in Israele. Secondo questi sondaggi, esiste una crescente tendenza degli arabi israeliani ad abbandonare l’identità “palestinese” e identificarsi sempre più con la loro cittadinanza israeliana. Questo cambiamento nell’identità nazionale è un’ottima notizia per tutti coloro che sono interessati alle sorti del Medio Oriente. Dimostra che molti arabi possono serenamente definire Israele la propria casa mentre Israele continua a mantenere la sua maggioranza ebraica. Israele è l’unico stato nazionale ebraico al mondo, ma è anche un paese accogliente e diversificato che vanta una fiorente comunità araba.

Gli arabi costituiscono circa il 20% degli oltre 9 milioni di abitanti di Israele. Gli arabi israeliani si sono integrati nella società e vivono in ogni angolo del paese, e godono delle stesse libertà dei loro vicini ebrei. Contrariamente a quanto vanno sostenendo gli anti-israeliani, gli arabi israeliani vivono e lavorano fianco a fianco con ebrei, cristiani, armeni e tutti gli altri che chiamano “casa” Israele. Come nelle altre democrazie occidentali, gli arabi possono votare ed essere eletti, possedere aziende, lavorare, esprimersi e praticare ovunque la propria religione liberamente. Dopo le ultime elezioni, Ra’am, un partito pan-arabo, è entrato a far parte della coalizione di governo israeliana. Questi sviluppi non potrebbero essere più chiari: Israele, una società eterogenea, è tra le nazioni-guida del Medio Oriente. Gli arabi di Israele ne hanno preso consapevolezza.

L’araba israeliana Siham Sheble Masarwa, tecnico capo del laboratorio di cateterismo dell’ospedale Hadassah Ein Kerem, dell’Università di Gerusalemme, fa lezione a studenti ebrei e arabi

Gli arabi sono sempre più favorevoli a questa loro patria. Secondo un sondaggio del 2019 di Dahlia Scheindlin e David Reis, due importanti sondaggisti progressisti, il 51% degli arabi israeliani si identifica come “arabo-israeliano” e il 23% si identifica come “israeliano” tout court. Il sondaggio ha inoltre rilevato che secondo il 76% degli arabi israeliani, all’interno di Israele le relazioni ebraico-musulmane sono decisamente positive e il 58% di loro vuole continuare a promuovere la convivenza e il miglioramento delle relazioni tra musulmani ed ebrei.

Ancora più impressionante del sondaggio Schenindinlin-Reis sono le risposte date a un recente sondaggio condotto per la testata giornalistica palestinese SFHA circa una delle questioni più controverse nel conflitto israelo-palestinese: il controllo di Gerusalemme. Il sondaggio indica che il 93% degli arabi intervistati a Gerusalemme est preferirebbe che Israele mantenesse il controllo sulla città. Dei 1.200 residenti arabi interpellati, 1.116 hanno affermato di preferire l’opzione israeliana, mentre 84 hanno risposto che preferirebbero l’Autorità Palestinese, aggiungendo tuttavia che si rifiuterebbero di consegnare la loro carta d’identità israeliana. Solo 5 intervistati hanno detto che vorrebbero avere carte d’identità dell’Autorità Palestinese.

Due studentesse israeliane, ebrea e araba, al lavoro

Questi dati parlano da soli: musulmani ed ebrei stanno già sperimentando la convivenza. Chi ci guadagna di più? Il Medio Oriente e i diritti umani. Si tratta infatti di un’ottima notizia per un Medio Oriente in evoluzione: uno stato ebraico d’Israele in cui gli arabi si sentono pienamente cittadini è un fatto di enorme portata. Quando musulmani ed ebrei convivono pacificamente, tutta la regione ne trae beneficio. Quando venne fondato, lo stato d’Israele non venne creato per essere un luogo esclusivo per il popolo ebraico, bensì per tutti coloro che desideravano rendere la Terra Santa un posto migliore e crescere le proprie famiglie nella pace. Gli arabi sono sempre stati i benvenuti in questa equazione.

L’unica cattiva notizia è che gli attivisti anti-israeliani non cesseranno di cercare di dividere musulmani ed ebrei e di metterli gli uni contro gli altri sui nodi irrisolti del conflitto israelo-palestinese. Ma i sentimenti espressi in questi sondaggi renderanno Israele più forte e un posto migliore in cui vivere, sia per gli arabi che per gli ebrei, a dispetto della retorica rigurgitata dalla schiera anti-israeliana. Mi aspetto di vedere Israele evolversi in un luogo in cui i figli di Isacco e di Ismaele lavorano e vivono pacificamente. Questa evoluzione rappresenta un raro faro di luce, in un mondo che ne ha grande bisogno.

(Da: Times of Israel, 22.12.21)