“Il rapporto del Consiglio Onu per i diritti umani appartiene alla pattumiera dell’antisemitismo”

Di fronte dell'Assemblea Generale, l'ambasciatore d’Israele alle Nazioni Unite fa a pezzi l’ennesimo documento “distorto e fazioso” che prende ossessivamente di mira lo stato ebraico

L’ambasciatore d’Israele Gilad Erdan venerdì scorso all’Assemblea Generale dell’Onu

Per illustrare il suo disprezzo per i pregiudizi delle Nazioni Unite contro Israele, l’ambasciatore d’Israele alle Nazioni Unite Gilad Erdan ha stracciato un rapporto del Consiglio Onu per i diritti umani durante il suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu, venerdì scorso a New York.

“Sin dalla sua istituzione quindici anni fa – ha affermato Erdan nel suo breve discorso – il Consiglio Onu per i diritti umani ha deciso di condannare Israele non dieci volte, come l’Iran, o 35 volte come la Siria. No: il Consiglio per i diritti umani ha attaccato Israele con 95 risoluzioni, in confronto alle 142 risoluzioni contro tutti gli altri paesi messi insieme. Dal suo inizio, il Consiglio ha fatto uso, o per dir meglio ha fatto abuso di un terzo di tutte le sue inchieste per prendere di mira e attaccare l’unico stato ebraico”.

Si è anche tenuta una sessione speciale durante la quale il Consiglio Onu per i diritti umani ha approvato l’avvio di una “indagine permanente” sulle presunte violazioni israeliane a Gaza e in Cisgiordania nonché all’interno dello stesso territorio sovrano d’Israele: Israele è l’unico paese al mondo contro il quale il Consiglio abbia adottato un provvedimento di questo genere.

“La voce delle vittime dei terribili crimini contro l’umanità che abbiamo già visto consumarsi nei primi decenni di questo secolo – ha continuato Erdan – non trovano ascolto a causa dell’ossessione del cosiddetto Consiglio per i diritti umani di prendere di mira Israele”. Di conseguenza, “la sofferenza delle vittime dei più grandi crimini dell’umanità passa inosservata. Vergognatevi, vergognatevi!”.

“Ma tutto questo non ci stupisce – ha aggiunto l’ambasciatore israeliano – Il Consiglio è un organismo che conta al proprio interno i rappresentanti di dittature e regimi oppressivi. Come fate a dormire tranquilli quando i peggiori violatori dei diritti umani sono chiamati a difendere i diritti umani?”.

1975: l’ambasciatore d’Israele all’Onu Chaim Herzog strappa la risoluzione “sionismo uguale razzismo”

Erdan ha poi ricordato che il Consiglio per i diritti umani “non ha inventato niente” quando ha deciso di discriminare Israele ed ebrei giacché le Nazioni Unite hanno purtroppo una solida tradizione in fatto di pregiudizio anti-israeliano, e ha fatto riferimento in particolare alla famigerata risoluzione dell’Assemblea generale n.3379 del 10 novembre 1975 (poi revocata il 16 dicembre 1991) che equiparava il sionismo al razzismo. “Fu proprio da questo podio, davanti a questo organismo – ha esclamato Erdan – che il diritto stesso del popolo ebraico ad avere una sede nazionale venne dichiarato razzista. Una decisione poi giustamente ribaltata. Una decisione che l’ambasciatore israeliano dell’epoca, Chaim Herzog, stracciò davanti alle Nazioni Unite. E questo è esattamente ciò che deve essere fatto con questo rapporto antisemita, distorto e fazioso. Giacché, come in quella risoluzione del 1975 equiparare il sionismo al razzismo era di per sé una grossolana forma di razzismo anti-ebraico che non dovrebbe trovare posto in questo organismo internazionale, allo stesso modo anche l’ossessivo pregiudizio anti-israeliano del Consiglio per i diritti umani, incarnato ancora una volta in questo rapporto, non dovrebbe trovare posto presso nessuno che si occupi di diritti umani, sicurezza o pace. Il suo unico posto è nella pattumiera dell’antisemitismo, ed è esattamente così che lo tratteremo”, ha concluso Erdan mentre strappava in quattro pezzi una copia del rapporto, per poi allontanarsi dal podio.

(Da: Jerusalem Post, 31.10.21)