Kushner: “I paesi stanno iniziando ad abbandonare i vecchi conflitti e a muoversi in direzione della pace”

“La mia paura è che i palestinesi facciano quello che sanno fare molto bene: trovare il modo di non firmare alcun accordo e continuare a giocare la carta delle vittime”

24 agosto 2017: incontro a Ramallah tra il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner (a sinistra) e il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen

Arabia Saudita e Bahrein hanno accettato di aprire il loro spazio aereo non solo ai voli tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, ma a tutti i voli da Israele verso oriente. Lo ha detto il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner parlando coi giornalisti mercoledì, in vista della cerimonia della prossima settimana per la firma dell’accordo di pace fra Israele ed Emirati. La decisione di Bahrein e Arabia Saudita, ha detto Kushner, farà risparmiare alla gente un sacco di tempo, ma soprattutto “abbatterà una barriera rimasta in piedi per 72 anni”.

“I paesi stanno iniziando ad abbandonare i vecchi conflitti e a muoversi in direzione della pace – ha continuato Kushner – Ogni giorno ci sono nuovi annunci di compagnie aeree che vogliono collegare Israele con svariate città arabe come tradizionalmente non avevano il permesso di fare. C’è una crescente emozione nel mondo arabo e musulmano, con tanta gente che desidera andare in Israele a visitare i siti turistici e pregare alla moschea di al-Aqsa. Intanto gli hotel di Dubai aprono ristoranti kasher. Ogni giorno arrivavo nuove notizie che mostrando i progressi che questa pace sta portando in Medio Oriente”.

Kushner ha anche parlato del piano dell’amministrazione Trump “Pace per la prosperità” e del conflitto israelo-palestinese. “Molti paesi sostengono i palestinesi – ha detto Kushner – Anche l’America sostiene i palestinesi. Ma la gente vuole vedere una soluzione che sia una soluzione giusta e appropriata. Nessuno ha intenzione di tarpare i propri progressi per consentire a questo conflitto di restare impantanato all’infinito”.

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“Il re saudita Salman e il principe ereditario, Mohammed bin Salman, hanno molto a cuore la causa palestinese e verrebbero che i palestinesi arrivassero a un accordo equo e migliorassero la vita della loro gente – ha spiegato Kushner – Ma faranno ciò che è nel migliore interesse dell’Arabia Saudita e del popolo saudita e dei musulmani di tutto il mondo, poiché prendono molto sul serio questa responsabilità. Vedremo cosa succederà e per quanto tempo vorranno farlo, ma aggiungo che molta gente sta perdendo la pazienza con la dirigenza palestinese”. Lo si è visto mercoledì, ha fatto capire, quando la Lega Araba non ha approvato una risoluzione di condanna della normalizzazione Israele-Emirati proposta dall’Autorità Palestinese.

Circa il piano Trump, Kushner ha detto: “Abbiamo presentato la proposta più dettagliata di sempre. Israele ha accettato uno stato per i palestinesi e ha accettato una mappa, cosa che non era mai stata fatta prima. Nei nostri primi incontri, il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen diceva che se si riusciva a convincere Israele ad accettare una mappa, tutto il resto sarebbe stato facile da comprendere. Noi abbiamo fatto di più: li abbiamo convinti ad accettare uno stato. Abbiamo lavorato molto attentamente su quella proposta, che riteniamo sia un punto giusto da cui partire. Israele ha accettato di negoziare su quella base. Ma i palestinesi l’hanno rifiutata ancora prima che venisse resa pubblica, ancora prima che sapessero cosa conteneva. La loro strategia è stata esattamente quella di cercare di evitare di entrare nei dettagli della proposta. Ritengo – ha proseguito Kushner – che nella regione vi sia un autentico desiderio di cercare una soluzione e andare avanti. L’offerta per la dirigenza palestinese rimane sul tavolo. Ma abbiamo deciso di non corrergli dietro: nel momento in cui saranno pronti a impegnarsi, riteniamo che vi sia la possibilità di concludere un accordo di pace tra loro e Israele. Ma non possiamo volere che ottengano la pace più di quanto lo vogliono loro”.

Il territorio oggi sotto giurisdizione palestinese in base agli Accordi di Oslo (a sinistra) e il territorio sotto giurisdizione palestinese in base alla proposta dell’amministrazione Trump (clicca per ingrandire)

Il piano di pace dell’amministrazione Trump, ha sottolineato Kushner, cerca di “salvare la soluzione a due stati” fermando l’allargamento di Israele in Cisgiordania. “Oggi – ha spiegato il consigliere della Casa Bianca – la realtà è che questa terra è molto abitata da israeliani. Quello che abbiamo fatto con il nostro piano è cercare di preservare la soluzione a due stati perché, se continua lo status quo, alla fine Israele finirà per mangiarsi tutto il territorio. In questo momento, invece, la situazione vede abbastanza territorio che potrebbe diventare uno stato palestinese. È possibile dargli continuità, ma è del tutto improbabile che gli israeliani che ora vivono in quel territorio se ne vadano”. Secondo Kushner, qualsiasi piano che ignorasse questa realtà è destinato a fallire. Il piano Trump, invece, punta a superare i paradigmi falliti dei precedenti piani di pace. “Il motivo per cui quei pani non hanno mai realizzato nulla era perché entrambe le parti finivano per ottenere ciò che volevano: ogni volta che un negoziato falliva, Israele prendeva altra terra e i palestinesi ricevevano più soldi dalla comunità internazionale”.

“La mia paura – ha concluso Kushner – è che i palestinesi facciano quello sanno fare molto bene: trovare il modo di non firmare alcun accordo e continuare a giocare la carta delle vittime. In questo caso, quello che accadrà è che passerà altro tempo e le possibilità di soluzione saranno per loro sempre peggiori”.

(Da: Jerusalem Post, Times of Israel, YnetNews, 10.9.20)