La sicurezza non prevede pause in stand-by

Da nord a sud, con o senza elezioni, Israele non può mai permettersi di staccare gli occhi dai confini. Video su tunnel Hezbollah

Editoriale del Jerusalem Post

Le Forze di Difesa israeliane: “Continueremo a difendere i nostri confini, la nostra sovranità e soprattutto i nostri civili”

Israele ha saputo giovedì mattina che la neoeletta Knesset si è già sciolta e che vi saranno nuove elezioni a settembre. Vale a dire che vi sarà un’altra campagna elettorale, questa volta nella calura estiva, mentre i partiti e i loro candidati correranno su e giù per il paese in cerca di voti. Il che in pratica significa un’altra lunga pausa nella gestione del paese. Tra le altre cose, la tempistica di queste elezioni potrebbe significare la morte prematura dell’“accordo del secolo” dell’amministrazione Trump. Ma al di là di questo, vi sono ben altre questioni vitali che richiedono dal governo e dai parlamentari quell’attenzione che sta per essere messa, ancora una volta, in stand-by.

Il resto della regione non entrerà in modalità fermo-immagine per facilitare le cose al travagliato processo elettorale israeliano. Come dimostrano eventi e notizie di questa settimana, i confini settentrionali e meridionali di Israele rimangono punti caldi e instabili che richiedono un’attenzione costante e il coinvolgimento a tempo pieno del governo.

Il fronte meridionale è rimasto illusoriamente tranquillo da quando sono state raggiunte delle “intese” tra Israele e Hamas, dopo la mini-guerra di due giorni combattuta questo maggio alla viglia della Giornata dell’Indipendenza e del festival Eurovision. Ma non c’è da aspettarsi che la calma regga, così come non bisogna aspettarsi che il prossimo round del conflitto sia una passeggiata. Secondo il generale Hertzi Halevy, del Comando sud delle Forze di Difesa israeliane, durante l’ultima ondata di attacchi Hamas ha sparato ben più di un solo missile anticarro verso civili israeliani.

Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah: “Morte a Israele!”

Per Hamas “qualsiasi posto va bene per lanciare missili: anche dalle case civili e dai cortili delle scuole di Gaza purché possano fornire loro scudi umani; nel frattempo gli israeliani devono correre nei rifugi”, ha detto Halevy agli esperti militari ed accademici stranieri riuniti martedì a Herzliya per la terza conferenza internazionale sul diritto di guerra nel mondo. Come ha riferito Anna Ahronheim sul Jerusalem Post, Halevy ha detto che Israele ha di fronte “un nemico ben dotato di capacità militari”.

Ma a parte l’eventuale ripresa quest’estate dei lanci di missili, Israele deve comunque fare i conti con le violente proteste settimanali ai confini con Gaza della cosiddetta “marcia del ritorno” e coi continui lanci di ordigni incendiari che hanno causato centinaia di incendi nelle comunità meridionali prossime al confine. Halevy ha spiegato che compito dell’esercito è prevenire ad ogni costo irruzioni in Israele. “Conosciamo le intenzioni di Hamas – ha detto Halevy – Vogliono usare migliaia di persone per aprire brecce nella barriera di confine, quindi infiltrarne centinaia in territorio israeliano da usare come copertura per squadre di cinque-sei uomini con mitra e granate incaricati di uccidere civili e catturare ostaggi. Dobbiamo ad ogni costo impedire a queste folle di violare la recinzione, perché se non li fermiamo in quella fase cinque minuti dopo tutto diventerebbe molto più difficile e più grave”.

Per quanto preoccupante sia la situazione nel sud, il confine settentrionale non può assolutamente essere ignorato. Nella notte di lunedì scorso le Forze di Difesa israeliane hanno bersagliato una batteria antiaerea siriana che aveva aperto il fuoco contro uno dei caccia che l’esercito manda di routine in volo di ricognizione per tenere sotto controllo il fronte nord. L’incidente non fa che sottolineare la precaria realtà che Israele deve fronteggiare a causa delle tensioni sia in Siria che in Libano. L’Iran è determinato a consolidare la sua presenza militare nella regione. Di conseguenza, Israele ha rivelato d’aver già colpito negli ultimi anni in Siria più di un centinaio di obiettivi iraniani o filo-iraniani. La presenza degli “osservatori” russi nell’area non fa che rendere ancora più delicata la posizione in cui si trova Israele, dove uno solo colpo errato potrebbe provocare un incidente internazionale. In Libano, poi, non ci si può mai permettere di ignorare Hezbollah. Secondo varie valutazioni di intelligence, la milizia islamista libanese filo-iraniana pone per Israele una minaccia anche più grande di quella di Hamas.

Per fortuna la sicurezza di Israele è in buone mani, con le Forze di Difesa e l’apparato di sicurezza attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 indipendentemente dalla situazione del governo e della Knesset. Ma una chiara direzione dal vertice è assolutamente indispensabile. A prescindere da come evolverà la saga elettorale, il governo israeliano prima durante e dopo le elezioni deve proteggere i vitali interessi strategici del paese. Elezioni o non elezioni, non possiamo mai permetterci di staccare gli occhi dai nostri confini.

(Da: Jerusalem Post, 30.5.19)

Le Forze di Difesa israeliane hanno iniziato giovedì i lavori per neutralizzare il più sofisticalo e pericoloso tunnel terroristico di Hezbollah scoperto al confine con il Libano. Il tunnel, scavato fino a una profondità di 80 metri per 1 km di lunghezza, verrà sigillato con cemento e altri materiali sigillanti

Traduzione: Shalom a tutti. Sono il tenete colonnello Jonathan delle Forze di Difesa israeliane. Mi trovo sul confine settentrionale d’Israele. Il Libano è immediatamente qui alla mia destra, e mi provo praticamente sopra uno dei tunnel d’attacco trans-frontalieri di Hezbollah scavati dal Libano in Israele, e la comunità israeliana più vicina è a sole poche centinaia di metri da qui. Ecco come appare il tunnel dall’esterno- Nulla. Nascosto. Una struttura terroristica sotterranea schermata da colline e alberi. Ma lasciate che vi mostri cosa c’è al di sotto. Potete vedere il grado di impegno che Hezbollah ha profuso nello scavare questo tunnel. Un tunnel completamente attrezzato con elettricità, comunicazioni, ventilazione e tutto ciò che occorreva perché un terrorista potesse entrare dal Libano in Israele per compiere un attentato contro civili israeliani. Hezbollah ha scavato per molti anni questo e altri tunnel in aperta violazione della Risoluzione 1701 che chiaramente stabilisce, fra l’altro, che nel Libano meridionale non devono esserci armi illegali e che Hezbollah non deve nemmeno essere presente. Ebbene, questo tunnel mostra chiaramente che Hezbollah è presente nel Libano meridionale. E’ armato e pericoloso…
Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah: “La resistenza oggi possiede missili di precisione, altre armi e altre capacità in armamenti”
…e cerca di infiltrarsi in Israele…
Hassan Nasrallah: “Parte dei nostri piani per la prossima guerra è entrare in Galilea”
…allo scopo di terrorizzare e uccidere civili israeliani.
Hassan Nasrallah: “Il nostro slogan, il nostro percorso e il nostro programma siano: morte a Israele!”
Una cosa è chiara: la Risoluzione 1701 non viene applicata è si è lasciato che Hezbollah scorrazzasse impunemente nel Libano meridionale e scavasse dalle case civili fin dentro Israele.
Noi continueremo a difendere il nostro confine, la nostra sovranità e soprattutto i nostri civili.
(Da: IDF twitter, 28.5.19)