La vera catastrofe dei palestinesi

Quello israeliano è l'unico parlamento al mondo in cui esiste una rappresentanza palestinese rilevante e libera, ma i partiti arabi israeliani non sembrano interessati ai drammi dei palestinesi nel resto della regione

Di Pinhas Inbari

Pinhas Inbari, autore di questo articolo

Ogni anno, il 15 maggio, i palestinesi commemorano la Giornata della Nakba. La nakba (o “catastrofe”) si riferisce all’indipendenza di Israele nel 1948 e all’esodo dei profughi palestinesi. Il concetto è entrato nella coscienza pubblica con la formulazione degli Accordi di Oslo elaborati insieme all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, l’organizzazione che sosteneva di rappresentare i profughi. L’obiettivo dichiarato dell’Olp è quello di assicurare il cosiddetto “diritto al ritorno” dei palestinesi. Il capo dell’Olp, Yasser Arafat, istituì la Giornata della Nakba nel 1998. Anche gruppi di arabi israeliani commemorano la Nakba, guidati dai partiti politici arabi d’Israele.

Uno dei maggiori problemi dei palestinesi, oggi, è la loro crescente percezione da parte del mondo arabo come di ingrati. Il mondo arabo, devastato da disastri e guerre interne, lamenta che i palestinesi non mostrano alcuna sensibilità per quanto riguarda le sofferenze arabe. I palestinesi chiedono anzi ai paesi arabi di trascurare le loro crisi per tornare a concentrarsi solamente sulla “sofferenza palestinese”. L’Arabia Saudita ricorda ancora con risentimento il sostegno che i palestinesi diedero al dittatore iracheno Saddam Hussein quando questi invase il Kuwait nel 1990 e bombardò l’Arabia Saudita nei primi mesi del 1991.

Il parlamentare arabo-israeliano Jamal Zahalka durante un intervento alla Knesset

In base a ogni possibile parametro, la situazione dei palestinesi in Cisgiordania, e sicuramente in Israele, è molto migliore che in qualsiasi paese arabo. Il dato essenziale è che vi sono parlamentari arabi alla Knesset. La Knesset israeliana è l’unico parlamento al mondo in cui esiste una rappresentanza palestinese rilevante e fieramente libera. Non hanno una analoga rappresentanza in Giordania e nemmeno a Ramallah o a Gaza. Solo sotto il ritratto di Theodor Herzl e la bandiera israeliana, nel parlamento d’Israele, i parlamentari palestinesi parlano e agiscono liberamente, fin troppo liberamente secondo alcuni, e spesso con aperto disprezzo verso lo Stato in cui stati eletti.

In secondo luogo, Israele è l’unico paese del Medio Oriente che ha pienamente assorbito i profughi palestinesi. E’ un fatto poco noto, ma vi sono profughi palestinesi originari dei villaggi che vennero abbandonati durante la guerra del ‘48, che sono stati assorbiti e integrati in altre città e villaggi in Israele. Israele ha dato loro la piena cittadinanza. Anche la Giordania (unico fra i paesi arabi) ha concesso ai profughi palestinese una forma di cittadinanza, ma non completa. Non sono disponibili dati precisi, ma per la maggior parte i cittadini giordani di origine palestinese non sono autorizzati a votare per il parlamento giordano, che è ben lontano dal rappresentare il vero numero di palestinesi presenti nella popolazione.

Il campo palestinese di Yarmouk, a 8 km dal centro di Damasco, occupato da varie fazioni anti-regime e poi dall’Isis, assediato per anni dalle forze di Assad e del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina-Comando Generale, tra sfollati e morti è passato da 120mila a meno di 10mila abitanti

Infine, si sta verificando oggi una vera e propria nakba, ma non in Israele. Il disastro della Siria, compresa la nuova catastrofe dei palestinesi, è molto più grande della nakba del 1948. Molte migliaia di siriani e palestinesi sono stati sfollati dal campo profughi di Yarmouk, a Damasco, che una volta ospitava più di 100.000 persone ma è stato ferocemente assediato e raso al suolo nel quadro della guerra civile siriana. Centinaia di palestinesi e siriani vi hanno trovato la morte nei combattimenti e bombardamenti da parte delle forze siriane. Ma tutto questo non sembra minimamente interessare ai partiti arabi in Israele. Anche l’Olp, che dovrebbe rappresentare i profughi del ‘48, ha completamente ignorato il disastro palestinese in corso in Siria. Ecco perché i profughi non considerano l’Olp un organismo che si prenderà cura di loro e che li rappresenterà. I siti web dei profughi palestinesi in Siria non guardano né all’Olp né all’Autorità Palestinese per trovare aiuto o solidarietà.

(Da: jns.org, 16.5.19)